Il Consiglio Comunale sempre più sdoppiato fra show dei consiglieri di opposizione e atti da esaminare

Le funzioni del Consiglio Comunale sono ormai ridotte all’esame di pochi atti di competenza del civico consesso, quello che rimane è la funzione di controllo dei consiglieri, esercitata quasi esclusivamente dai consiglieri di opposizione.
Anche per questo ruolo, che dovrebbe essere di grande rilevanza e di grande delicatezza, emergono grossi limiti, determinati dai ritardi nell’esame di ordini del giorno e atti di indirizzo proposti dai consiglieri e dal ritardato riscontro per l’accesso agli atti, i cui tempi previsti dal regolamento, nonostante le assicurazioni del primo cittadino, non sono quasi mai rispettati.
Basterebbe applicare un rigido ordine cronologico per l’esame degli atti per aggirare strategie quasi sempre finalizzate a limitare l’azione delle opposizioni.
Il ruolo dei consiglieri di opposizione è svalutato dai comportamenti e dagli atteggiamenti di quanti lo utilizzano per fare propaganda, ostruzionismo e opposizione strumentale: anche in questo caso i rimedi ci sarebbero, basterebbe posticipare le comunicazioni alla fine della seduta di Consiglio Comunale, per evitare, come accade di recente, che lo spazio per le comunicazioni non si trasformi in uno show delle minoranze che si illudono di essere visti e ascoltati da buona parte della città, attraverso lo streaming e la diretta televisiva.
Sono aspetti del Consiglio Comunale che più volte abbiamo messo in evidenza ma che restano di estrema delicatezza perché giudicare come viene svolto il ruolo di opposizione è sempre cosa assai delicata, ma l’ultima seduta fornisce spunti importanti per poterne parlare.
Occorre premettere che il consigliere comunale è ampiamente tutelato da un regolamento che permette di arrivare in ritardo alla seduta ma anche di presenziare per il tempo minimo che ritiene opportuno.
Sono discrasie del regolamento che nemmeno i grillini che volevano cambiare il mondo sono riusciti ad eliminare, alla base c’è un principio che dovrebbe essere rispettato: solo per cause di forza maggiore il consigliere dovrebbe mancare ad una seduta del civico consesso, non ci dovrebbero essere impegni di lavoro o di famiglia che possano prevalere su un mandato che l’eletto ha scelto con la sua candidatura.
Oggi, si assiste anche alla consuetudine che il consigliere di opposizione partecipa alla seduta, fa il suo intervento e se ne va, tralasciando anche l’esame di atti importanti che interessano, comunque, l’elettorato.
Anche la seduta dello scorso mercoledì ha avuto un avvio stentato, solo 13 consiglieri presenti all’appello chiamato con un’ora di ritardo rispetto alla convocazione.
Prima parte, dedicata alle comunicazioni, ampiamente sforata rispetto alla mezzora prevista, solo tre i consiglieri delle minoranze presenti in aula, comunque essenziali per il raggiungimento del numero legale.
Polemiche sterili sul funzionamento dell’Ufficio di Presidenza, sollevate dalla consigliera Malfa e cavalcate dal consigliere D’Asta che, successivamente, replica i contenuti di una sua nota sulla presunta disattenzione dell’amministrazione nei confronti di Ragusa Ibla in ordine all’organizzazione di eventi.
Il consigliere D’Asta, usualmente allergico all’informazione dei giornali online come il nostro, ancorché prevista da una apposita normativa di legge, ci seppellirà con uno dei suoi soliti post sui social, sostenuto da qualche galoppino, con un mare di improperi consueti al suo stile ma non possiamo esimerci dal rilevare come il suo intervento in consiglio abbia suscitato un mare di repliche stizzite da parte dell’assessore Barone e di moltissimi consiglieri di maggioranza, a testimonianza di come, spesso, in consiglio comunale si perda tempo per argomenti privi di ogni valenza.
In questa occasione, riteniamo di poter affermare, come giornaletto, così definito da D’Asta, e come giornalaio, altra definizione garbata dello stesso, che il consigliere del Partito Democratico non ha reso un buon servizio al suo partito, al civico consesso e al suo elettorato.
Per D’Asta a Ibla c’è desolazione, assoluto disinteresse per le esigenze dei commercianti di Ibla, disattenzione per le proposte del Centro Commerciale Naturale, nessuna programmazione, solo crisi latente e assenza di eventi per favorire la permanenza dei turisti.
L’assessore Barone deve secondo D’Asta, dare risposte, non deve intestarsi iniziative di altri e deve dare vita ad iniziative consone al quartiere barocco. Anche l’amministrazione deve utilizzare lo strumento del Patrocinio in maniera opportuna e non come mezzo strumentale.
All’intervento è seg ito un diluvio di contestazioni: il consigliere Anzaldo, ridendo, ha messo in risalto le contraddizioni all’interno del PD, con il segretario Calabrese che accusa Barone di spendere molto per l’effimero e con il consigliere comunale dello stesso partito che afferma dell’immobilismo dell’assessore.
Parla di qualcuno sempre in campagna elettorale, impegnato a sovrapporsi all’assessore, citando una decina di appuntamenti ed eventi frutto dell’attività instancabile di Barone e appellandosi ad una opposizione più informata e più affidabile.
Sulla stessa linea gli interventi dei consiglieri Mezzasalma, Occhipinti, Iacono e Raniolo, tutti allibiti per i toni e i contenuti di interventi ritenuti fuori da ogni logica.
L’assessore Barone, sempre con il suo stile assai contenuto e rispettoso, ha stracciato l’intervento di D’Asta, ridicolizzandolo in alcuni passaggi.
Ha esordito parlando di ‘bugiardi’, di soggetti interessati solo ad uscire sulla stampa, ricordando le inutili e costose sedute improduttive della commissione trasparenza presieduta dallo stesso D’Asta, convocate anche nel pomeriggio del 24 dicembre.
Ha ricordato anche l’iniziativa dell’ordinanza comunale ‘plastic free’ rivendicata, per la paternità, contemporaneamente da grillini e da D’Asta, con il solo fine di andare sui giornali.
Falso affermare che l’assessore non si raccorda con i commercianti, scomposte e disordinate, all’insegna della disinformazione, le accuse di mancata programmazione, tante le iniziative, anche a Ibla, con grande riscontro di pubblico, ci sono dati ufficiali che parlano di presenze in aumento, in Sicilia, solo a Palermo e a Ragusa.
Anche a proposito del Patrocinio, Barone ha difeso l’operato dell’amministrazione che si impegna a collaborare, senza risparmio di energia, per ogni iniziativa che si ritiene opportuno sostenere, non solo economicamente.
Senza mezzi termini, l’assessore Barone intravede solo interventi da campagna elettorale, finalizzati a boicottare chi lavora, nel tentativo di fare spazio ad ambizioni di tutti i tipi per personaggi opinabili, smaniosi di protagonismo.
Lo spettacolo offerto dai consiglieri di opposizione è stato impinguato dall’intervento del consigliere Gurrieri che, con il suo consueto atteggiamento di grande esperto di turismo e di politiche culturali, non ha mancato di esprimere le sue riserve sul protocollo per l’apertura delle Chiese e su altre strategie dell’amministrazione.
Stizzito dall’intervento irriverente della consigliera Occhipinti, ha abbandonato l’aula sbattendo il cancelletto della transenna che separa l’aula dalla zona riservata al pubblico, per tornare poi in aula e ridere platealmente all’intervento del Sindaco, atteggiamenti che il primo cittadino ha espressamente stigmatizzato, evidenziando l’inconsistenza anche alcuni passaggi degli interventi dello stesso Gurrieri, come quello in cui ha auspicato l’esproprio degli immobili non mantenuti con il necessario decoro.
Degli atti all’Ordine del Giorno della seduta del Consiglio Comunale ci occupiamo in altra parte del giornale.

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