Tre settimane senza sedute del consiglio comunale hanno consentito di fare decantare gli effetti dell’uscita dalla maggioranza dei consiglieri Bennardo, Caruso e Zagami.
La prima seduta del mese di novembre poteva essere quella dei commenti sull’accaduto, ma la scena è stata sottratta dal consigliere Buscemi con il suo abbandono del partito di appartenenza, Sud chiama Nord.
Attesa la sua comunicazione al riguardo, che analizzeremo appresso, ma nessuno dei consiglieri è intervenuto sugli inevitabili riflessi sul consiglio comunale.
Sono stati più pungenti e protagonisti i commenti del capogruppo Calabrese per le dimissioni dell’assessore Pasta che ha lasciato la carica di consigliere, consentendo l’ingresso nell’assemblea cittadina del primo dei non eletti, Daniele Vitale. Al netto degli stucchevoli interventi dei due protagonisti, e di alcuni colleghi consiglieri, è stato Calabrese a mettere in relazione la scelta della Pasta ai recenti contatti di Cassì con il leader del MPA, Lombardo, formazione politica alla quale è vicina la Pasta, anche se chi scrive ritiene che, oggi, dopo 16 mesi di permanenza in giunta e in consiglio comunale, la Pasta possa ritenersi più allineata a Cassì che a Lombardo, in ogni caso non allineata con i referenti locali del movimento, alcuni dei quali hanno anche avvertito, senza manifestarlo, questo disallineamento.
Tornando alle attese dichiarazioni del consigliere Buscemi, il suo intervento è stato incentrato sul rifiuto delle accuse subite in merito alla presunta pretesa dell’assessorato, che avrebbe avanzato prima al partito e, poi al sindaco, a seguito dell’uscita dalla formazione che aveva contribuito a far nascere e crescere in città e sul territorio.
Accuse ritenute false e ingiuriose anche se Buscemi si può considerare l’unico artefice dell’accordo elettorale con Cassì, l’unico a cui il sindaco dovrebbe riconoscere la vicinanza politica, l’impegno e il contributo elettorale fornito, tanto da dovergli la presenza in giunta, per lui o per persona da lui indicata, al netto delle posizioni del partito, del tutto estraneo alle dinamiche politiche locali.
Invece c’è il miracolo, un assessore, indicato da Buscemi esclusivamente per una strategia tendente a escludere il primo dei non eletti della lista, e ora sfiduciato dallo stesso Buscemi, è confermato dal sindaco ancorché non abbia una rappresentanza in consiglio. Cassì ha concepito un assessore ma rimane vergine.
Coerente e corretto, Buscemi, al momento, manifesta l’intenzione di restare in maggioranza, sulla linea del programma elettorale, attende solo che il sindaco confermi l’adesione al patto elettorale che ha consentito, ad ogni lista che ha espresso un rappresentante in consiglio, di avere rappresentanza in giunta.
Considerare l’apporto di Buscemi come frutto dell’impegno di Sud chiama Nord, peraltro partito, di recente, in caduta libera di consensi, sarebbe un disconoscere la realtà da parte del sindaco, mantenere la presenza dell’assessore, ancorché inevitabilmente sostenuta per motivi politici da Sud chiama Nord, costituisce, in ogni caso una forzatura del tutto atipica e inusuale, ma Cassì ci ha abituato a tutto e l’acquisito assoluto allineamento di Distefano, prima causa delle fibrillazioni di Buscemi in ordine al rispetto della linea del programma elettorale, lo mettono, come ha detto oggi la consigliera Caruso, in protezione.
Da rilevare come nessuno in consiglio, né di maggioranza, né di minoranza, ha ritenuto opportuno entrare nel merito della vicenda, se non per tutelare il collega da accuse false e ingiuriose, almeno per chiedere lumi sulle condizioni della giunta.
Di certo, Cassì, con solo 7 consiglieri, dopo aver perso il consigliere Bennardo, e detenendo anche la presidenza del Consiglio, si riserva 5 assessori, Giuffrida, Di Grandi, Adamo e Pasta, oggi alla luce dei fatti anche Distefano può essere considerato in quota Cassì, c’è una sproporzione con le rappresentanze uniche di Terra Madre e di Ragusa Prossima, quest’ultima ha perso il consigliere Zagami, mentre al limite rimane la posizione della lista Partecipiamo-Ragusa Prossima, oggi smembrata ma con due assessori a fronte di soli tre consiglieri, con D’Asta che potrebbe rivendicare condizioni migliori ove acquisisse qualche altro consigliere, come si vocifera da tempo.
Ma di tutto questo nessuno chiede lumi.
Per il resto, al netto dell’approvazione di tre punti che possono essere considerati semplici prese d’atto, di rilievo solo l’intervento della consigliera Caruso che, dopo aver salutato, da vicepresidente del Consiglio, l’ingresso nell’assemblea di Daniele Vitale ha denunciato la recrudescenza criminale nelle contrade, furti serali e notturni, con la gente in casa, per i quali ha chiesto quali misure sono state intraprese a fronte delle numerose segnalazioni, sottolineando come i residenti stanno anche pensando di organizzarsi con vigilanza privata, condizioni che, come per la sicurezza in centro storico, denotano una situazione ormai del tutto sfuggita di mano all’amministrazione e agli assessori delegati in particolare.
