di Cesare Pluchino
Continua ad emergere una ormai consolidata tendenza al massacro mediatico, da parte di alcuni consiglieri di opposizione
Alla fine della conferenza stampa sulle associazioni di volontariato, la consigliera Sonia Migliore aveva espressamente dichiarato che, con la consigliere Manuela Nicita, avrebbe valutato l’ipotesi di non presentare, ulteriormente, interrogazioni sull’attività amministrativa al Comune di Ragusa, nel contesto di una annunciata e verificata ipotesi di trasmettere atti contenenti irregolarità e illegittimità direttamente al Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, l’unico competente per esprimere giudizi in merito, fatto salvo il diritto, più volte già esercitato, di inoltrare esposti all’Autorità Giudiziaria, all’Ufficio Ispettivo del Servizio Vigilanza e Controllo del Dipartimento delle Autonomie Locali dell’Assessorato Regionale e alla Corte dei Conti.
Solo un annuncio, come i previsti precedenti ricorsi al TAR, le denunce all’Autorità Giudiziaria e le querele.
Dopo pochi giorni torna, prepotentemente, alla ribalta la strategia di redarre interrogazioni su aspetti poco chiari degli atti amministrativi della Giunta Piccitto, che pone in evidenza, non solo, l’esigenza di una risposta scritta e chiarificatrice ma anche quella di poter discutere in aula interrogazione e risposta, nonostante il nuovo regolamento abbia previsto, per razionalizzare e funzionalizzare i lavori d’aula, solo una delle due possibilità, o risposta scritta o discussione in aula.
Ma su questo aspetto, grava la superficiale scrittura di un regolamento evidentemente redatto da persone senza specifiche competenze in materia.
Legittime esigenze, quindi, dei consiglieri comunali, di controllo e verifica sull’attività dell’Amministrazione, attraverso l’inoltro di interrogazioni su aspetti che si ritengono poco chiari e non perfettamente in linea con le normative di legge e degli enti locali.
Un modo di fare opposizione che non può essere criticato per la costante attenzione ad ogni atto amministrativo, con un esame puntuale delle carte, ma che non può esimere da perplessità quando non si distinguono risultati concreti in riscontro per insussistenza dei rilievi alle eccezioni e ai rilievi di irregolarità e illegittimità degli atti, quando, addirittura, è lo stesso assessorato regionale agli enti locali a concludere, in breve, i procedimenti ispettivi, come accaduto di recente.
Nel contesto della variegata opposizione consiliare alla giunta Piccitto che, invero ha perso compressione con il passare dei mesi, anche per l’assenza di partiti e movimenti che non sono di supporto all’attività dei vari consiglieri, dai partiti importanti alle piccole entità politiche, qualche tipologia di contrasto all’amministrazione scade in un becero e vergognoso gioco di minoranza, strumentale e ostruzionistico, quando trascende nell’attacco personale e nella insistente polemica su temi del tutto inconsistenti.
Dopo aver tentato in altre occasioni, senza risultato, di giocare sulla questione dei livelli occupazionali per lavoratori che sono alle dipendenze di ditte che si occupano i servizi per l’ente comunale, questa volta Sonia Migliore e Manuela Nicita si occupano delle assunzioni per il Servizio di Lettura dei Contatori idrici e, in particolare, del Capitolato speciale di appalto del servizio stesso.
Interrogano l’amministrazione per avere chiarimenti su aspetti che farebbero emergere violazioni delle regole di gara.
Spiega Sonia Migliore nell’interrogazione che “Nel capitolato è previsto che la ditta aggiudicataria del servizio deve utilizzare in via prioritaria i lavoratori del precedente appalto, a condizione che il numero e la qualifica degli stessi siano armonizzabili con l’organizzazione dell’impresa. Tutte le ditte che nel corso degli anni hanno espletato il servizio hanno rispettato questa prescrizione. In particolare, dal 2012 al 2014, due diverse ditte hanno impiegato tre lavoratori mantenendo l’equilibrio fra la salvaguardia dei posti di lavoro e il contratto nazionale per il loro compenso. Nel 2015, però – continua Migliore – la ditta aggiudicataria, la coop. Pegaso, per un importo inferiore alla ditta precedente, ha proceduto a sei assunzioni, di cui due supplenti, ma dei dipendenti storici ne ha mantenuto uno solo. Inoltre, per nessuno di questi, nell’elenco che la ditta è obbligata a comunicare, vengono specificate le generalità né le mansioni.
Non ci è chiaro, quindi, come sia stato possibile assumere sei dipendenti, mantenendo il rispetto del contratto nazionale, con un importo di poco inferiore a quello dell’anno precedente che era appena sufficiente per soli tre dipendente; non si comprende neanche come mai delle tre unità impiegate l’anno prima, ne sia stata mantenuta una sola.Questa, poi, risulta essere coniuge di un assessore della Giunta Piccitto”.
Per i due consiglieri si rilevano violazioni al capitolato, mancato rispetto del Contratto Nazionale di Lavoro, mentre si manifestano perplessità per la
conferma, fra il personale della precedente gestione, del solo coniuge di un assessore della Giunta.
Non resta che attendere la risposta dell’amministrazione, dal momento che le accuse lanciate dai due consiglieri destano enorme preoccupazione nell’opinione pubblica, come più volte emerso.
Lo diciamo con forza, questa volta qualcuno non si può esimere dall’andare a casa, si è ormai stanchi della solita commedia.
La gente è preoccupata perché i casi sono due: o la città è affidata a gente senza scrupoli, spregiudicata, che opera in spregio alle più elementari regole di legalità e di trasparenza, siano essi amministratori o dirigenti, o, se non risultano fondati i rilievi e, soprattutto, non ci sono estremi di violazioni di legge e di comportamenti poco convenienti dal punto di vista dell’opportunità politica, ci troviamo davanti ad una opposizione che, nella disperazione della sconfitta non ancora assorbita, dopo 28 mesi, e nello scenario che vede destinati al pensionamento gli esponenti, a vario titolo, della vecchia politica, agisce in maniera inconsulta e disordinata, se non addirittura scorretta, adducendo false irregolarità.
C’è un particolare che fa dubitare della onestà intellettuale di molti consiglieri di opposizione: molti sono attenti nell’esame di tutte le delibere e le determine dirigenziali, mostrano veramente di avere passato in rassegna centinaia di atti.
Stranamente, e ci riferiamo anche, in particolare, alla consigliera Migliore, prendendo a caso una questione, non abbiamo sentito una sola parola per il disallineamento dei conti relativi alla Legge su Ibla, la 61/81 sui centri storici.
Una distrazione di fondi dichiarata dall’amministrazione, acclarata in più occasioni, sollecitata per la soluzione da autorevoli esponenti dell’opposizione, prossimo oggetto di una commissione speciale di indagine, un caso destinato ad esiti imprevedibili, relativamente all’identificazione di responsabilità che coinvolgono diversi amministratori del passato, alcuni dei quali hanno direttamente influito sulle decisioni che hanno provocato il disallineamento, altri hanno mantenuto uno strano e stretto riserbo sulla questione contribuendo a mantenere il velo di omertà che risulta ancora difficile da spostare su una così delicata vicenda.
Perché la consigliera Migliore si ostina a mettere sotto accusa il conflitto di interessi, non ancora sentenziato, di un consigliere comunale, perché cerca il cavillo nell’assunzione di un dipendente, ancorché coniuge di un assessore, che svolgeva la stessa mansione ancora prima dell’avvento della giunta del Movimento 5 Stelle al Comune di Ragusa, perché non ha mai detto una parola sulla spinosa questione dei fondi mancanti della Legge su Ibla ?
