Il fenomeno Mario D’Asta e il gruppetto dei primi della classe

Con l’intervento in Consiglio comunale, nel corso dell’ultima seduta, il dr. Mario D’Asta ha consacrato la sua presenza politica in città e nell’istituzione comunale.
Non è solo frutto della recente affermazione elettorale, ma il successo, alla fine, di un lungo percorso che lo ha visto sempre attivamente impegnato nelle file del Partito Democratico, dove, però, non ha trovato gli spazi giusti, anzi è stato sempre oggetto di tentativi di emarginazione politica e di mancata valorizzazione a beneficio del mantenimento di equilibri opinabili.
Dopo l’uscita dal PD, nell’ultima parte della consiliatura, Mario D’Asta ha rischiato anche molto, il tentativo di alleanza con il collega Gurrieri non è andato in porto e i due, pur sempre sotto l’ala protettrice dell’on.le Abbate, hanno preso strade diverse, pur nella stessa direzione dell’alleanza con Cassì.
Se Gurrieri ha mantenuto il suo progetto di lista civica, D’Asta ha trovato alloggio nella lista di Partecipiamo di Giovanni Iacono con un risultato indiscutibile in termini personali, che gli è servito per la nomina assessoriale.
Con l’accoppiata di genere è stato sostenuto e ha trainato due consiglieri comunali, Rosanna Caruso e Carla Mezzasalma, con le dimissioni da consigliere comunale ha consentito l’ingresso nel civico consesso del consigliere Sortino, un residente di Ibla ex collaboratore per le questioni del quartiere barocco dell’ex sindaco Piccitto, una volta vicinissimo al vicesindaco Iannucci.
Un successo eclatante per Partecipiamo, il 14 % dei consensi, 4 consiglieri comunali, c’è stata anche la conferma della consigliera Occhipinti, due assessori, Iacono e D’Asta e, per quello che vale, anche la vicepresidenza del Consiglio comunale, per la Caruso.
Un gruppo forte non solo numericamente ma per l’impegno che sta dimostrando nell’approccio alla gestione, ai vari livelli, della gestione della cosa pubblica.
Principalmente l’assessore D’Asta si sta muovendo a 360° fra scerbature e pulizia di aree verdi, problematiche, per ora solo quelle spicciole, della raccolta dei rifiuti, con uno sguardo alle altre incombenze, transizione ecologica e servizi cimiteriali.
Un rinnovato apparato di comunicazione adottato per riposizionare la comunicazione con l’elettorato, un discorso in aula per ringraziare platealmente quanti cercano di fare opposizione con critiche, segnalazioni e rilievi, con una stoccata forte agli avversari politici di sempre, invitati ad occuparsi delle loro questioni interne nei partiti politici, soprattutto a imbastire un attento dibattito per analizzare le cause della sconfitta elettorale, pesantissima.
Un fenomeno, al momento, l’assessore D’Asta, anche se nella sua comunicazione c’è più fumo che arrosto: la pulizia e la riqualificazione delle aree a verde e delle aree giochi si risolvono, in pratica, nel mettere in evidenza le manchevolezze dell’amministrazione Cassì, in barba alla tanto decantata continuità amministrativa.
Assessorato al verde pubblico vuol dire manutenzione del verde, non pulizia di erbacce e sterpaglie, un fiore, una pianta, non si sono ancora viste.
Dire che dalla fine di luglio si provvederà alla pulizia dell’arenile di Santa Barbara significa ammettere che nella prima parte della stagione balneare il sito è stato ignorato, disquisire di erosione degli scogli, che sono lì da oltre cento anni, è solo filosofia.
Questo fervore di impegno è supportato, precipuamente con la comunicazione dal gruppetto di consiglieri comunali, un gruppetto da primi della classe, che farebbero a lui capo: Caruso, Mezzasalma e Sortino sono espressioni diverse, senza una paternità politica ben precisa, qualcuno è strettamente legato ad Abbate, qualcuno è in bilico fra la vicinanza a Cassì o a D’Asta, qualcuno considera che il leader di Partecipiamo è sempre Giovanni Iacono.
Ma qualche tintinnio sospetto lascia trapelare che il cristallo non è del tutto perfetto. Potrà essere di certo, frutto di una comunicazione non attenta, solo sfumature, come guardare chi mette il formaggio grattugiato in un primo di pesce o usa il parmigiano e la pancetta per la carbonara, tutte cose legittime come legittimo è guardare alle sfumature.
Così la Caruso, dopo la prima uscita che ha destato scalpore per alcune esternazioni sul modo di assolvere il ruolo, “non sopporto imposizioni e le prepotenze … occorre promuovere un’amministrazione aperta e trasparente, dove il dialogo e il confronto siano incoraggiati e dove le decisioni siano prese nell’interesse e nel rispetto della cittadinanza e mai per favorire singoli cittadini. Sono certa che l’approccio del nostro sindaco sarà questo” che hanno fatto pensare ad un implicito riferimento verso metodi e consuetudini della passata gestione Cassì, viene fuori con una nota riguardante un intervento su Punta Braccetto.
L’adozione del divieto di sosta con rimozione in una via che conduce alla spiaggia, dove le auto parcheggiate rendevano difficile l’accessibilità per disabili e mamme con il passeggino.
Anche questa comunicazione della Caruso, che fa trapelare entusiasmo nell’impegno indiscutibile al servizio delle istanze della gente, induce a qualche osservazione particolare, alimentata dalle domande che si fa la gente, sin dal primo momento, sulla possibile tenuta della tanto eterogenea maggioranza Cassì.
Tenuta che, onestamente, la comunicazione della Caruso mette a rischio.
Intanto scrive: “abbiamo cercato di sanare una piccola anomalia in via Salina, strada di accesso al mare sulla spiaggia di Punta Braccetto, facendo squadra con l’assessore Mario D’Asta e con altri due colleghi del mio gruppo, Giovanni Sortino e Carla Mezzasalma”
Perché manca l’unica consigliera restante del gruppo Partecipiamo? Ci sono già delle correnti all’interno di Partecipiamo? Quale è stato il ruolo per l’intervento di ogni singolo assessore o si tratta solo di citazione gratuita? Perché si legge poco, in entrambi i comunicati, di Partecipiamo, di Giovanni Iacono, di squadra assessoriale?
Senza dire che, a proposito di squadra assessoriale, nel caso dell’intervento a Punta Braccetto, sarebbero stati scavalcati ben tre assessori, quanto meno non citati ancorché abbiano avuto un ruolo nell’intervento: non si fa cenno all’assessore alle frazioni, Distefano, che pure aveva avuto un incontro della prima ora con i residenti di Punta Braccetto, non si fa cenno all’assessore alla viabilità e alla Polizia Urbana, l’unico elettivamente competente per il caso in questione, non si fa cenno, pur parlando di accessibilità per i disabili alla spiaggia, dell’assessore ai servizi sociali, invero del tutto latitante per tutte le questioni relative all’accessibilità sulle varie spiagge del litorale comunale.
Stiamo passando, forse, dall’era della comunicazione di Cassì dove tutto era accentrato dal sindaco e gli assessori sempre ignorati o in seconda linea per ogni intervento, all’opposto, dove addirittura si invadono altrui competenze per smania di apparire?

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?
Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?

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