Marialucia Lorefice stigmatizza l’indifferenza dello Stato debitore, nei confronti dei cittadini
«Se la normalità sarebbe rendere noti gli obiettivi raggiunti, gli emendamenti che passano senza problemi, le vittorie, tutto questo non è più il consueto, non certo durante questo Governo.
Non lo è principalmente perché quello che dovrebbe essere scontato, ovvero agire nel puro interesse dei cittadini per lo Stato non è affatto la normalità.
Non ultima la bocciatura, anche quest’anno, dell’emendamento con il quale chiediamo l’aumento delle risorse destinate al pagamento dell’indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati».
Così la Capogruppo M5S XII Commissione Affari Sociali, Marialucia Lorefice che continua: «Dal 2012, Regioni e Province Autonome hanno anticipato, per conto dello Stato, gli indennizzi ex legge 210/92, pur senza ricevere, in molti casi, i dovuti trasferimenti dal Ministero della Salute. Molte Regioni si sono trovate in serie difficoltà economiche, e non sono più state in grado di anticipare ulteriori somme.
Comprensibilmente – chiosa la Lorefice – hanno richiesto, al Ministero, il pagamento degli arretrati, dei finanziamenti per gli anni futuri e le somme relative all’indennità integrativa speciale.
La Calabria, addirittura, si è trovata nella situazione di non aver potuto anticipare le somme per mancanza di risorse economiche, con la conseguenza che alcune persone non hanno percepito l’indennizzo per mesi.
La conseguenza di tale situazione è che lo Stato ha maturato, dal 2012, nei confronti di queste Regioni un debito di diversi milioni di euro.
Per questo motivo con un emendamento chiediamo lo stanziamento di 300 milioni. Il nostro obiettivo è quello di rimediare all’errore commesso nella Legge di Stabilità 2015 con lo stanziamento di contributi veramente esigui destinati al pagamento degli indennizzi, degli arretrati e della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale.
Ancora una volta, lo Stato non riesce a dare una risposta concreta ad un problema che si protrae da tanti, troppi anni e per il quale ha evidenti responsabilità».
