Il martedì nero di fine agosto del Sindaco Cassì

Una giornata campale quella di martedì 27 agosto per il Sindaco Cassì, impegnato, perché convocato dal Prefetto, in mattinata, a difendere, con scarsi risultati, l’iniziativa del Partenariato Speciale Pubblico Privato per la gestione del Castello di Donnafugata, mentre, nel pomeriggio, ha dovuto ammansire i bollenti spiriti che, addirittura, crescono nella maggioranza a sostegno della sua giunta.
Dopo una decina di giorni di unanimi dissensi da parte delle principali forze politiche e dei più rappresentativi esponenti del civico consesso, sostenuti da una insistente campagna di stampa, con articoli-inchiesta che hanno messo a nudo l’affaire Donnafugata, a seguito dell’interessamento dei vertici del Libero Consorzio, è arrivata la convocazione di Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa, che ha voluto mettere tutti attorno ad un tavolo per fissare dei punti fermi sulla questione.
Prima, un incontro riservato, fra le parti, subito dopo ci doveva essere una conferenza stampa, che poteva essere indetta solo dall’ospite, da chi aveva convocato la riunione, invece, in maniera del tutto inusitata, il sindaco Cassì, rubava la scena e teneva un comizio, solo alla fine arginato dal Prefetto che tagliava corto e congedava i giornalisti, come risulta dal video dell’intervento di Cassì che, nella stanza del Prefetto, con lo stesso a fianco, a declamato a lungo, per poi farne un post sulla sua pagina facebook.
Avrebbe potuto e dovuto fare come la Commissaria del Libero Consorzio, Patrizia Valenti che, in maniera più sobria ed elegante, senza ricorrere all’immagine del Prefetto, che, peraltro aveva convocato la riunione su sua sollecitazione, ha diffuso un comunicato stampa, dove ha detto la sua.
Premettiamo che potremmo considerare valida l’iniziativa del Partenariato Speciale Pubblico Privato, ma se i proponenti non riscuotono ampi consensi non è colpa nostra, c’è solo da dire, a difesa di Cassì, che l’affidamento a privati della gestione dei siti culturali era un punto che faceva capolino nel programma elettorale, ma per Donnafugata si parlava espressamente solo di dare in gestione il parco.
Per il resto, considerata l’esperienza con il programma elettorale del primo mandato, del tutto disatteso e ignorato, anche il programma elettorale stilato nel 2023 lascia il tempo che trova, alla luce del fatto che, dopo 14 mesi, e dopo la tanta decantata ‘continuità amministrativa’ non si è visto nulla di concreto, se non iniziative marginali del programma.
Cionondimeno, prima di passare al resoconto di quanto emerso dall’incontro in Prefettura, siamo convinti che, nonostante la concessione di una proroga dei termini del bando, Cassì avvierà un braccio di ferro per portare in porto la “sua” proposta di PSPP, se non altro perché ogni altra soluzione costituirebbe una sconfitta difficile da archiviare nella sua storia di sindaco che verrebbe fortemente incrinata dalla soluzione negativa della vicenda.
Come dicevamo, Cassì ha rubato la scena in casa d’altri, tutti erano pronti per ascoltare gli esiti dell’incontro da parte del padrone di casa; invece, il sindaco ha voluto imporre il suo dire, ha elargito una difesa unilaterale dell’iniziativa, ritenendo di dare risposta univoca ai vari interrogativi sviluppatisi mel corso degli ultimi giorni.
Mantenendo fede al cliché di una comunicazione personale fuorviante, mistificatrice e negazionista della realtà, ha tentato di far credere che nell’incontro si fossero dissipati i dubbi sulle procedure per la cogestione pubblico-privata del Castello, cosa che non era oggetto dell’incontro, in quanto nessuno dubita della regolarità e della legittimità delle procedure, al netto di qualche svista di un dirigente chiaroveggente, tutto sta nella contestazione delle scelte per l’iniziativa e per le condizioni che molti ritengono non convenienti per l’ente e dense di dubbi e illazioni su assunzioni e e su scarse indicazioni su diritti e doveri delle parti.
Ma l’apice della distorsione comunicativa si è raggiunto quando si è voluto far credere che l’esito dell’incontro sia stato un “imprinting” da parte della Prefettura su una procedura “legittima e trasparente”.
Andando al video diffuso dallo stesso Cassì sui social, emergono chiaramente le parole del Prefetto che, di fatto interrompendo il comizio di Cassì davanti alla telecamera e ai microfoni dei giornalisti, ha detto: “La presenza del sindaco in questa sede attesta che i principi di legalità e trasparenza sono primari, oggi c’è l’imprinting per trovare soluzioni migliorative in una sede territoriale dello Stato”.
Come si può ascoltare, contrariamente a quanto scrive Cassì, o il suo comunicatore, l’imprinting, che ha voluto sancire il Prefetto, è solo “per trovare soluzioni migliorative”, potendo interpretare, di fatto, che le soluzioni sul tavolo mostrano limiti evidenti, da superare.

Ma il martedì nero non si è esaurito con l’incontro in prefettura, alla presenza, ci sia consentito notare, dei vertici delle Forze di Polizia espressamente convocati.

Nel pomeriggio, riunione di maggioranza per arginare sul nascere le agitazioni di un paio di consiglieri comunali sugli ultimi accadimenti, gestione del Castello di Donnafugata e Ragusa Buskers.
Come era del tutto prevedibile, considerata la caratura, nessuna posizione netta di contrasto, ma non sono mancate espressioni di dissenso per l’andamento delle politiche per il governo della città, del tutto poco condivise, con qualche punta polemica nei confronti di qualche assessore in particolare che terrebbe poco in conto il ruolo e le figure dei consiglieri comunali.
Di più non volgiamo dire, anche se ci sarebbe tanto da raccontare, anche per concedere un attimo di riposo al sindaco che, altrimenti si arrovellerebbe per cercare di capire chi ci racconta le cose, a cominciare dalla convocazione della riunione di maggioranza, come ha lamentato.
Per tranquillizzarlo, e renderlo cosciente di come vanno le cose, della riunione di maggioranza ci ha informato un amico che non fa parte della maggioranza. Come lo ha saputo non sono fatti che ci riguardano.

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