Il novello Di Pietro del Consiglio comunale di Ragusa insiste sul Sindaco di Ragusa che non sembra accusare i colpi

Dopo la parentesi provinciale, il consigliere comunale di Ragusa, della coalizione riformista progressista di centro sinistra, di Generazione, Gaetano Mauro torna a rilevare la già sollevata questione della incompatibilità del Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che è anche Presidente della SRR Ato 7 Ragusa.
Una insistenza strana, alla luce dei mancati riscontri delle autorità preposte alle quali sono stati inoltrati esposti e denunce, ancora più strana alla luce delle considerazioni espresse sul Sindaco di Ragusa dal coordinatore provinciale di Forza Italia, partito che, pare, accoglierebbe a braccia aperte Cassì per candidarlo alla Presidenza del Libero Consorzio dei Comuni ibleo, leggi la Provincia, per le prossime elezioni previste per il 27 aprile.
E va rimarcata la realtà di un politico “ambito” da frange di Fratelli d’Italia, dal Movimento Autonomista di Raffaele Lombardo, da Forza Italia, punto di riferimento del civismo provinciale e guardato con simpatia anche dalla coalizione di centro sinistra, alla quale Mauro, volente o nolente, ancora appartiene, fino a comunicato contrario.

Secondo il consigliere Mauro, una sentenza dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, non riferita al caso di Cassì, è opportuno sottolineare, confermerebbero i dubbi sulla compatibilità delle due cariche per il sindaco di Ragusa.
Il consigliere Mauro, in pratica, come ha già fatto a proposito di Iblea Acque, coinvolge tutta la squadra dei sindaci di tutta la provincia, che, avallando le scelte per la società in house per l’idrico integrato e la Presidenza di Cassì, sarebbero colpevoli in solido con il sindaco di Ragusa, come protagonista dell’eventuale cattiva amministrazione.
Un dato è da rilevare: mai nessuno dei sindaci si è preso la briga di difendere le scelte dell’assemblea dei Sindaci, per Iblea Acque e per la SRR Ato 7 Ragusa.
Mauro tuona, chiedendo le dimissioni di Cassì da Presidente della SRR, paventando vizi di nullità per tutti gli atti adottati finora.
E insite anche su “possibili” irregolarità nell’inquadramento del personale della SRR ATO 7, segnalate da un sindacato, avendo come obiettivo sempre e solo Cassì, come se le scelte fossero personali del sindaco di Ragusa e non il frutto di scelte collegiali dei singoli organi.

Come di consueto, non si può non dire che si ha fiducia nell’operato della Magistratura e di quella Contabile della Corte dei Conti.

Dall’altra parte della barricata, il Sindaco di Ragusa non sembra per nulla colpito dalle accuse e dai rilievi del consigliere Mauro, lo si evince da una sua dichiarazione di replica:

“Chiunque nella sua vita avrà sperimentato che il modo di riportare un avvenimento, lasciando pensare a una cosa piuttosto che a un’altra, fa tutta la differenza.
In questo, nell’arte del “lasciare intendere”, il consigliere Mauro si è dimostrato campione: tanti gli esposti sbandierati, salvo poi tacere sui risultati degli stessi.
Questa volta, però, è andato oltre.
“La verità è finalmente emersa – esulta Mauro nel suo ultimo comunicato – l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha confermato che il sindaco di Ragusa non poteva assumere l’incarico di presidente del Cda della Srr Ato.”
A leggere le sue parole verrebbe da pensare che l’Anac si sia pronunciata su Cassì, no?
E invece no. L’Anac si è semplicemente pronunciata su un precedente che, a parere di Mauro, sarebbe applicabile anche alla SRR di Ragusa. Quantomeno un modo di riportare le cose scorretto, ma a cui il consigliere ci ha abituato.
A questo punto, però, visto che il consigliere Mauro conferma di avere ancora una volta a cuore pochi e specifici temi, tutti riguardanti incarichi, e visto che recentemente il Direttore Generale del Libero Consorzio ha pubblicamente denunciato pressioni proprio su incarichi da assegnare, mi faccio anch’io delle domande.
Come mai il consigliere Mauro ha tutto questo interesse verso l’incarico che svolgo in SRR che, ci tengo a precisare, non è retribuito ed è stato conferito a seguito di specifico parere favorevole dell’avvocatura provinciale?
Come mai un consigliere di Ragusa è contrario al fatto che proprio il Sindaco della sua città segua in prima persona un settore così importante come quello degli impianti di lavorazione dei rifiuti?
Mauro non va contro l’interesse della sua stessa città?
E come mai l’assemblea dei sindaci, cuore di questa società interamente partecipata dai Comuni del territorio, non ha invece mai sollevato obiezioni sul ruolo del sindaco di Ragusa?
Tra l’altro proprio la legge che ha previsto la costituzione delle SRR (legge regionale 9 del 2010, comma 4, art. 6) vuole che “gli organi della SRR siano individuati ed eletti fra i soci”.
Presidente e componenti del cda della SRR sono quindi individuati tra i sindaci, o loro delegati, che ne sono i soci, ed infatti tutti i componenti dell’attuale cda sono sindaci in carica.
Anche il finale del comunicato di Mauro, in cui il consigliere tira in ballo l’inquadramento del personale della SRR, vicenda che nulla ha a che fare con la precedente, a me sembra la conferma che il suo unico desiderio sia quello di sollevare fumo e gettare fango: a che scopo?”

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