Il nuovo che svuota

di Vilnius Nastavnic
Il rinnovo architettonico di piazze e strade si è rivelato deleterio, a Ragusa

A conti fatti i grandi progetti architettonici di rinnovamento di alcuni siti della città si sono rivelati un disastro.
Aggravati dalla crisi economica che ha falcidiato molte attività commerciali, non si riescono, ormai a trovare soluzioni per riportare la gente in luoghi prima assai frequentati.
Avranno inciso notevolmente, soprattutto per quanto riguarda il centro storico, la dilagante presenza di extracomunitari, l’adozione delle isole pedonali e l’apertura dei centri commerciali, ma la situazione è grave e non mostra possibilità di ritorno al passato.
Evidentemente, scelte architettoniche che non hanno tenuto conto di elementari nozioni di urbanistica, nella fretta di dare il via alle opere, in un contesto dove è impossibile ristrutturare case in centro storico, se non diventando schiavi ella commissione centri storici e degli uffici tecnici che sono autorizzati a dirti anche quale deve essere il colore della facciata, del portoncino o delle persiane.
Un gioiellino incastonato nel riconoscimento UNESCO ma vuoto e, quindi, inutile.
Molti dei disagi hanno avuto inizio dalle tendenze, che oggi si possono definire sconsiderate, di eliminare il traffico veicolare da strade come la via Roma e la piazza San Giovanni.
Molto meglio la fila di auto dei vitelloni che facevano le ‘vasche in via Roma, dalle 18 alle 20: ora teniamoci il deserto, con buona pace degli ambientalisti.
Desertificazione che ha interessato la via principale della città, il salotto svuotato dei principali esercizi commerciali che animavano la via.
La mania dei parcheggi pluripiano, fondamentalmente vuoti per la maggior parte delle giornate, non ha risolto nemmeno i problemi i di traffico e di intasamento da auto parcheggiate.
Per non scontentare i cittadini, non si fa nulla per obbligare ad usare i parcheggi, vie, piazze e rotatorie sono pieni di auto in sosta, l’importante è avere fatto l’isola pedonale in via Roma e in piazza San Giovanni.
La costruzione dei parcheggi ha avuto, inoltre, effetti deleteri nelle zone di pertinenza.
I lunghissimi lavori per la costruzione del parcheggio di piazza del Popolo, peraltro rimasti incompleto, hanno minato per sempre le attività commerciali della zona. Sono in pochissimi a resistere, il viale Ten Lena è ormai, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, un viale cimiteriale.
La piazza Poste è un altro deserto trasformato in impianto sportivo per i figli degli extracomunitari in ‘vacanza’ in Italia, del tutto senza vita.
Anche la zona di quello che eufemisticamente viene chiamato Parco Giovanni Paolo II, la zona del City, per assurde scelte progettuali e per assolta incapacità di gestione è ridotto ad area di sgambettamento per animali di varia taglia, impossibile da frequentare anche per motivi igienici e di sicurezza.
Si sono voluti eliminare gli impianti sportivi, che in centro mancano del tutto, per dare vita ad un’opera che non serve e che va in malora, nel più completo abbandono.
Visti i risultati, non resta che rivolgere un sentito ringraziamento agli ambientalisti e ai fautori tutti dei divieti di circolazione per le auto che, in ogni caso animavano via Roma, piazza san Giovanni e piazza Poste.
{gallery}vuoto{/gallery}Verrebbe da dire, a loro le soluzioni, anche perché di peggio non potrebbero fare.

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