di Cesare Pluchino
Merito del Movimento Città, e del suo rappresentante in Consiglio Comunale, quello di aver aperto la serie di confronti necessari per far sì che il Piano di azione per l’energia sostenibile non resti un mero esercizio di politica senza sbocchi concreti
La Giunta comunale ha approvato il PAES, il documento di investimenti nell’energia sostenibile richiesto dal Patto dei Sindaci. Il PAES dovrà essere discusso in città e quindi approderà in Consiglio per il varo definitivo.
Ci sono state riunioni allargate della Commissione Ambiente, di cui abbiamo già riferito, ma bene ha fatto il Movimento Città a concretizzare un primo incontro pubblico sull’argomento.
Nella serata di venerdì 9 gennaio, presso la sede del Movimento, a Ragusa, in via Roma, un incontro sufficientemente partecipato, con qualificate presenze, per parlare del Piano e verificarne punti di forza e criticità.
Un dato è emerso con insistenza, quello dell’esigenza di una appropriata e diffusa comunicazione che deve raggiungere ampie fasce della popolazione, anche attraverso una attenta campagna di educazione ambientale che può essere propedeutica ad un reale apprezzamento delle misure che si vogliono intraprendere.
L’obiettivo del Piano, redatto nell’ambito del Patto dei Sindaci, è quello europeo della riduzione del 20% di emissioni di CO2 e dell’incremento del 20% delle energie alternative, entro il 2020.
Per centrare l’obiettivo europeo, definito 20-20-20, i Comuni stipulano volontariamente un Patto con la Comunità europea, che prevede l’attuazione di un piano con precisi finalità ambientali e azioni specifiche fino al 2020.
La redazione del nostro PAES è stata affidata ad un Ufficio comunale intersettoriale (che fa capo all’Energy manager), con il supporto di consulenza della società di settore AzzeroCO2.
E’ stato il prof. Carmelo Ialacqua, consigliere comunale del Movimento Città, dopo una breve presentazione del presidente, avv. Blundo, ad illustrare l’architettura e i criteri di stesura del Piano, evidenziandone l’importanza come elemento di programma per il futuro della città.
Si parte da una inquadratura generale del territorio e della città in particolare, che ha suscitato non poche perplessità, anche sulla valenza di tutto il documento, per un inopportuno e poco professionale ‘’copia e incolla’’ da wikipedia.
C’è poi un inventario di base delle emissioni e una stesura delle strategie da adottare, fino al 2020.
I grafici mettono in evidenza il livello dei consumi, termici e di energia elettrica, dovuti, nell’ordine, alla mobilità privata, al residenziale e al terziario. Anche le emissioni di CO2 seguono uno schema analogo.
Il progetto del PAES vuole ridurre del 23 % questi dati, un progetto che, da molti, già in commissione, è stato ritenuto poco ambizioso.
Dall’analisi dei dati, il prof. Ialacqua ha fatto emergere la necessità di una inversione di mentalità, l’esigenza di un cambiamento culturale, senza i quali sarà difficile il raggiungimento degli obiettivi.
Forti criticità sono state rilevate nel capitolo del piano che riguarda la mobilità, dominato dal progetto della ferrovia urbana, quella da tutti conosciuta come ‘metropolitana di superficie’, per cui è previsto un enorme impegno finanziario di circa 25 milioni sui 41 occorrenti per il Piano.
Non poche le perplessità, anche dei presenti, per un progetto a cui si aspira da oltre 20 anni e che sembra semplicemente utopistico, specie se considerato operativo entro il 2020.
Perplessità generate anche da rilievi sul progetto che pare esuli da quello originario della semplice creazione delle stazioni di fermata da accostare alla linea ferroviaria esistente, per allargarsi a ipotesi di raddoppio della linea che collocano l’opera, senza eccessiva dose di pessimismo, nel cassetto dei sogni.
Come più volte aveva avuto modo di ribadire lo stesso prof. Ialacqua, sembra si voglia puntare su un progetto difficile da attuare, nei tempi previsti, contribuendo a rendere il piano discutibile e pronto al fallimento. Analogamente discutibili le misure previste per le piste ciclabili e residuali quelle per bike sharing e car sharing, mentre non sembra organico e funzionale il programma per il trasporto pubblico che non è affrontato in maniera concreta e adeguata alla realtà cittadina.
Secondo il prof. Ialacqua il residenziale e il terziario dovevano godere di maggiore attenzione, anche per i diretti riflessi sull’economia locale e la possibile funzione di volano per la green economy.
Sono stati esaminati i punti salienti relativi ai due settori, che riguardano l’efficientamento energetico degli edifici, privati e pubblici, e, con il contributo dei presenti all’incontro, sono state esaminate le diverse possibilità di agevolazioni finanziarie a cui accedere per realizzare i singoli obiettivi.
Emersa la necessità della creazione di un fondo di garanzia, esaminate soluzioni alternative per venire incontro agli ostacoli di ordine economico che possono frenare l’attuazione dei programmi, per esempio nei condomini, ribadita l’importanza di una corretta attuazione delle misure previste che, da sole, possono rilanciare il settore dell’edilizia, attualmente in fase di sofferenza.
In ultimo si è ancora parlato di royalties e sono state prospettate le ipotesi che vedono, comunque, la città, beneficiaria, di sicuro per il prossimo anno, ma anche per il futuro, di consistenti somme di denaro che, da sole, possono determinare, positivamente, crescita e sviluppo.
Opinione comune è stata quella di un impegno, che non deve essere disatteso e che deve veder unite tutte le componenti politiche, per un corretto utilizzo delle royalties che devono essere destinate secondo quanto previsto dagli accordi, al risanamento ambientale e allo sviluppo economico.
Unanime la critica per quanto operato, in merito, nell’anno appena passato, in cui parte delle somme derivanti dalla compensazione dovuta per le ricerche petrolifere sono state utilizzate per coprire buchi di bilancio, in maniera difforme a quanto previsto dagli accordi, misure che sono passate inosservate in una città abituata e indifferente alla distrazione di fondi di bilancio per finalità diverse da quelle per le quali sono stati erogati.
