Il paese dei balocchi

di Vilnius Nastavnic
«Lì non vi sono scuole, lì non vi sono maestri, lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola, e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica.»


(Carlo Collodi, op. cit., p. 228)
Lucignolo andava ad abitare nel più bel paese del mondo che si chiama il Paese dei balocchi e aggiunge che è “…una vera cuccagna!”
Pinocchio, che non sa resistere alla tentazione, decide di partire con lui e con altri ragazzi su un carro tirato da dodici asini che indossano scarpe a foggia di stivaletto, e guidato dall’Omino di burro. Nel Paese dei balocchi “…in mezzo ai continui spassi e agli svariati divertimenti, le ore, i giorni, le settimane passavano come tanti baleni, ma dopo cinque mesi Pinocchio si sveglia una mattina con una brutta sorpresa: è diventato un asino.

Sorge qualche timore per chi vive a Ragusa e, soprattutto, segue le cronache cittadine sui giornali, da quello che si legge sembra di vivere in una dimensione surreale
Ormai da tempo siamo senza Provincia, senza Banca d’Italia, perderemo, o abbiamo già perso, la Camera di Commercio, l’ASI, forse l’Università, siamo senza treni, forse perderemo anche i bus urbani, da Palermo arrivano notizie catastrofiche per la formazione, per le strade e le autostrade, i rifiuti, i beni culturali, la sanità.
Stiamo per superare i 50 milioni di spesa per il nuovo ospedale mentre i reparti sfuggono di mano per aspettative campanilistiche e desiderata dei primari.
Ma si continua a suonare ballare come se nulla fosse, le uniche cose che non mancano sono festival, concerti, danze, commedie ed eventi vari.
Come nella città dei balocchi, vediamo stranezze che ci sollazzano, dappertutto.
Veniamo a sapere dalle reti televisive nazionali che negli ultimi sei mesi ci sono stati 14 decessi nel reparto di chirurgia, non siamo riusciti ad uscire, forse, dalla chirurgia per unghie incarnite di cui parlava un parlamentare nei comizi. L’Azienda Sanitaria, solitamente prodiga di comunicati stampa, questa volta ha pensato bene di tacere, salvo inviare un report alla Procura.
In un contesto economico desolante, ammantato da una crisi imprenditoriale impressionante, ci salva, o almeno si spera, la classifica regionale, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che ci vede al 4° posto in Sicilia per investimenti in opere pubbliche.
Aspettiamo da anni il recupero del Convento della Chiesa della Madonna del Gesù, che la Soprintendenza dovrebbe curare per trasferirvi il suo Museo Archeologico, ma nessuno si cura di occupare gli uffici o di andare a protestare a Palermo, come nessuno si preoccupa di sapere la fine di 16 milioni di euro “disallineati” dai fondi residui della Legge su Ibla, salvo sporadiche e periodiche passerelle in Consiglio Comunale per esprimere le ‘profonde’ preoccupazioni in merito.
Lo spasso è garantito anche nelle pause degli spettacoli sempiterni. E, spesso, le cronache dei giornali aiutano.
Ultimamente anche il CONI ha sperimentato lo spasso di dare addosso all’amministrazione comunale, nella fattispecie in nome della federazione atletica leggera per sollecitare il ripristino della gabbia per il lancio del disco travolta dal vento, salvo rettificare dopo poche ore per dire che l’Ufficio Sport aveva già provveduto.
Senza commenti.
La politica, naturalmente, e il suo indotto, ci dà il meglio.
Una festicciola di compleanno di un imprenditore locale la fa da padrone sulle pagine dei giornali per il raggiro operato dall’organizzatore ai danni degli uffici comunali, al fine di utilizzare, con una falsa dichiarazione, sui contenuti della serata, l’auditorium della ex Chiesa di San Vincenzo Ferreri.
Sputtanamento generale sulle pagine dei giornali, per il festeggiato che viene scambiato per rampollo dell’aristocrazia locale che non vuole consumare i suoi salotti per la festa, sputtanamento per gli ospiti fra i quali c’erano politici e personaggi di riguardo non senza qualche sottoprodotto della cultura politica locale degli ultimi anni.
Come nelle favole, si racconta tutto per trarne insegnamenti, di responsabili e responsabilità manco a parlarne, solo il chiodo fisso di questa amministrazione delle pulizie, dei cessi e dei pavimenti che, se supereranno le spese ordinarie, saranno addebitate al festeggiato o, in subordine, forse, ove si ottemperasse alle sanzioni, ai singoli ospiti in relazione alle percentuali di uso dei servizi.
Ma restano tutti episodi e fatti marginali.
L’evento importante è la fuoriuscita da Forza Italia di 10 (dieci) consiglieri comunali, in tutta la provincia, che hanno dato vita ad un movimento civico.
Episodio di per sé ininfluente perché non sconvolge la geografia politica in nessuna delle civiche assise, senza dire che la caratura politica di molti dei soggetti interessati non fa prevedere grossi sconquassi in termini di consensi elettorali, una delle tante aggregazioni che sgomiterà per infiltrarsi nel gioco della politica residuale per trarne qualche beneficio.
Ma il chiacchiericcio e il pettegolezzo trovano la maniera di strumentalizzare l’accaduto per screditare il parlamentare locale del partito democratico, subdorando accordi sottotraccia che l’onorevole avrebbe stretto per assicurarsi un sostegno alle prossime elezioni, magari promettendo, in cambio, l’ennesima candidatura a sindaco di Ragusa.
Ma ve lo immaginate il Partito Democratico di Ragusa, i vari Battaglia, Massari, Calabrese, Barone, Chessari, D’Asta, sostenere un candidato già appartenuto a Forza Italia?
Una riedizione delle comunali 2013, quando si doveva insediare il seggio per le primarie al Circolo di Conversazione di Ragusa Ibla. Per il 2018 vogliono riproporre il teatrino posteggiando fuori dal seggio per le primarie democratiche un’ammiraglia da centomila euro e oltre per far vedere agli operai dove si può arrivare facendo le scelte giuste.
Se non è paese dei balocchi questo…!

(foto di repertorio…quando ancora non si pensava…)

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