Il pensiero del Papa sull’impegno dei cattolici in politica

di Cesare Pluchino
Padre Bartolomeo Sorge, dopo l’introduzione di Giorgio Massari, appaga un qualificato uditorio con le sue dotte riflessioni. Intervento di chiusura di S.E. il Vescovo, mons. Carmelo Cuttitta

Auditorium della camera di Commercio colmo in ogni ordine di posto per la conferenza su “Cattolici e politici al tempo di Francesco”, organizzata dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni locali e dall’Ufficio per la Pastorale Sociale e del lavoro.
La conferenza, che ha visto la presenza di S.E, il Vescovo della Diocesi di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta, era imperniata sull’intervento centrale di padre Bartolomeo Sorge, direttore emerito di “Civilità Cattolica“ e di “Aggiornamenti Sociali, che si è soffermato sull’impegno politico del cittadino e del cristiano, secondo le ultime esternazioni del Papa Francesco.
L’illustre relatore è stato presentato e introdotto da Giorgio Massari che ha evidenziato le esigenze della nostra comunità ad interrogarsi sulle aspettative e le necessità della nostra chiesa per adeguare proposte e strategie per contrastare divisioni, solitudine, povertà e disgregazione sociale, anche sulla base di quanto emerso dal recente 5° Convegno Ecclesiale Nazionale.
Ci sono stati numerosi interventi del Papa in ambito sociale e anche l’enciclica ‘Laudato si’ “, che non è essenzialmente un documento sociale ma di evangelizzazione generale, affronta in quattro capitoli una dimensione sociale evangelica.
La Politica tanto denigrata è considerata dal papa una vocazione altissima, una delle forme più preziose della carità perché persegue il bene comune.
Giorgio Massari ha voluto evidenziare la voglia e il tentativo di comprendere, come comunità, e inquadrare cosa intende il Papa come impegno politico e come il cristiano dovrebbe rapportarsi con esso.
Considera padre Bartolomeo Sorge, le cui riflessioni hanno spesso accompagnato, guidato e coinvolto la comunità locale, lo studioso, indicato anche da Papa Francesco ai giovani, fra i più competenti per dare risposte sugli insegnamenti sociali della Chiesa, che guardano alla povertà come tema centrale delle problematiche emergenti della società.
Aspetti della visione di Papa Francesco che padre Sorge comprende bene per aver conosciuto le realtà che hanno formato queste tesi ancora prima del pontificato, in un momento che si apprestava a vivere l’epoca della sfiducia e delle diseguaglianze.
La democrazia non è più in grado di soddisfare i cittadini disillusi, le condizioni di vita non sono soddisfacenti, i partiti e il parlamento sono ritenuti poco affidabili. Ci avvicina – ha sottolineato Giorgio Massari – al paradosso di una democrazia senza popolo che rischia di diventare popolo senza democrazia, in un mondo dove sono ormai sfumate le differenze fra destra e sinistra.
La democrazia della sfiducia porta ad una forma di democrazia partecipata, dove prevale la sorveglianza e il veto, una forma di partecipazione che degenera, facilmente, nell’antipolitica e nel populismo. La globalizzazione ha acuito le difficoltà, dissolvendo popoli e territorio, rendendo il potere sempre più forte.
Il senso della politica e dell’impegno è stato al centro dell’intervento di padre Sorge che ha esternato il valore della sua esperienza palermitana, quando fu spinto dal cardinale Pappalardo ad affrontare la difficile realtà del capoluogo siciliano con la sola arma del Vangelo, i cui contenuti erano i soli in grado di estirpare la malapianta del fenomeno mafioso.
Anche Don Puglisi è morto a Palermo perché aveva in mano il Vangelo, anche il Papa considera prioritario eliminare le sovrastrutture della chiesa e ritornare al vangelo considerandolo unico strumento per completare una missione che diventa, ogni giorno di più, insostituibile e indifferibile.
Della crisi della politica si occupa il Papa nella sua Evangelii Gaudium, la prima esortazione Apostolica dove tutto viene ricondotto alla ricerca della luce che solo il vangelo può dare per rimediare ai disagi della crisi, per far rinascere la politica con il suo effetto dirompente. Attraverso quattro punti fondamentali, assimilabili ai quattro della bussola, il Papa non si sostituisce allo Stato, ai partiti, alla politica ma suggerisce dove trovare i rimedi per uscire dalla crisi, nella convinzione che la politica è tutto e influisce direttamente sui destini dell’uomo, della famiglia, della comunità.
Le grandi ideologie del passato, ancorché fallite, avevano una grande carica ideologica, la stessa che è indispensabile per fare politica, occorre la vocazione che è differente dalla professione.
I quattro punti della Evangelii Gaudium, che sono contenuti nei capitoli dal 222 al 233, si occupano di tensione etica ed ideale, di laicità positiva, di bene comune e di stile del servizio,
Occorre allontanare, prima di tutto, il bisogno impellente, febbrile di raggiungere il potere e godere dei suoi effetti, occorre pensare al programma, avere ideali di riforme che servano per il futuro. Un cambiamento di mentalità che deve anteporre i valori trascendentali, non sacrificabili, alle logiche economiche a breve e medio termine.
Si deve superare la dicotomia fra economia e bene comune, i valori trascendentali devono diventare valori essenziali della nuova formazione politica per la quale i vecchi partiti non sono più in condizioni di assicurare il supporto esperienziale e logistico necessario.
Sono tesi attuali, accettate anche da studiosi eminenti della cultura laica che sono costretti a rivedere concetti ritenuti, fino a poco tempo fa, indiscutibili.
Condivise le tesi secondo le quali nessuna società sta in piedi senza un fondamento etico, dove l’etica non può esistere senza una dimensione religiosa.
Padre Sorge si è poi soffermato sul concetto di laicità positiva rispettando le diversità, in un mondo che per unirsi deve rispettare i diversi. Problemi che non sono più locali ma planetari, la pace è essenziale in ogni angolo del mondo, si deve vivere uniti rispettando le diversità, la politica serve per trovare la sintesi che porti al bene comune, i problemi sono locali e le dimensioni ormai globali, di questo si occupa il terzo capitolo sotto esame, mentre l’ultimo parla dello spirito di servizio che è il concetto della vocazione, cittadini che non devono essere sottomessi al politico ma lo devono aiutare facendosi protagonisti e contribuendo al rinnovo della politica, una coscienza nuova che deve, prima di tutto, essere l’essenza della nuova formazione per i giovani.
Questo il compito essenziale della chiesa, che non deve suggerire come votare ma deve agire sulla leva della formazione per creare una nuova classe dirigente che superi la crisi della politica.
Intervento finale di S.E. il Vescovo, mons. Carmelo Cuttitta, che si è fatto interprete del ringraziamento dovuto a Padre Sorge per le dotte riflessioni delle quali, sicuramente, la comunità locale farà tesoro, sulle quali non ha voluto aggiungere altro.
Si è soffermato solamente ai ricordi palermitani, rivolgendo il pensiero alle parole, sempre attuali, del Cardinale Pappalardo, profondo conoscitore della realtà del capoluogo e siciliana in generale, esaltandone la grande considerazione per i valori del Vangelo, che vennero perseguiti, nella vita di ogni giorno, anche da padre Puglisi.

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