Non sono in pochi a dire che è troppo presto per pensare alle prossime amministrative, ma qualcosa si muove, anzi è limitativo parlare solo di qualcosa.
Tutti stanno cominciando a pensare al futuro e cominciano ad arrivare le prime conferme di tanti movimenti sottotraccia, finora accuratamente celati e negati di fronte alle indiscrezioni che sono trapelate.
Lo scenario è sempre assai composito, si stenta ad avviarsi verso un netto bipolarismo e la qualcosa favorisce il fiorire di movimenti, aggregazioni, partitini e di qualcosa che vuol essere più chic, con il nome di centro studi.
Dicevamo delle conferme, quella che fa più notizia è che ci sono state le prime discussioni sulla materia nell’ambito della giunta Cassì, qualche assessore ha manifestato cosa vuole fare da grande, il punto fermo rimane il fatto che il Sindaco, e non potrebbe essere diversamente, vuole correre per un secondo mandato, anche se non c’è nulla di ufficiale.
Gli occhi, piuttosto, sono puntati sul toto assessori perché è di tutta evidenza quanto potrebbe essere rischioso ripresentare la stessa squadra.
Il Sindaco veleggia sulle ali di un discreto gradimento personale minato da presenze in giunta definite, nello stesso entourage di Cassì, assai deludenti, il vantaggio di essere uscente lo pone naturalmente come favorito ma sarà determinante la cerchia dei nomi di contorno, sui quali molti intendono avere precise garanzie preventive alla luce di scelte che, in questi primi due anni, non sono piaciute, addirittura che hanno privilegiato nomi a sostegno di altri candidati in campagna elettorale.
In uno scenario cittadino nel quale non esiste il centro destra, Lega inconsistente, Forza Italia inesistente, Fratelli d’Italia nella compagine di Cassì, l’alternativa è data solo dal Partito Democratico o, eventualmente, dal binomio PD – 5 Stelle che, a livello regionale, sembra cosa fatta, anche se localmente ci sono le difficoltà tipiche di chi cerca spazio, pur nello sfascio totale dei grillini.
Ma è una alternativa tutta da definire nei contorni e nei contenuti, una alternativa che si presenta con tutte le credenziali di programmi e di persone, per esempio, per le regionali, ma che fa intravedere grande confusione per le prossime amministrative.
Nel PD, fino a quando il leader locale, e quelli regionali, non imporranno una disciplina di partito, cosa oggi assai difficile, prevarranno le ambizioni che non sono sopite neanche dopo le sonore sconfitte delle ultime elezioni.
Servono nomi nuovi e di garanzia, ma soprattutto occorrono persone dell’entourage in grado di suscitare fiducia: il malvezzo di molti politici, nel PD, è quello di volerla conquistare portando al traino il peso di nomi che non hanno alcun gradimento.
Non è questione di questo o quell’aspirante candidato, hanno tutti alle spalle personaggi che, politicamente, fanno rabbrividire,decotti, nostalgici del passato che bramano di salire al potere per una rivalsa politica e anche sociale.
Nei 5 Stelle, allo stato attuale, appare improbabile un ruolo di protagonista per la sparuta schiera di soggetti in grado di aspirare a posizioni di leader, il movimento è allo sfascio totale come era alle ultime elezioni, l’unica opportunità sarà quella di salire sul carro nazionale dell’accordo di governo, per poter fare strada in maniera minimamente dignitosa.
Ma il profumo della politica non incanta solo questi soggetti che, potremmo dire, sono in attività, si muovono partitini e movimenti politici, si cercano aggregazioni per concorrere alla corsa finale, da gregari, ma non ci sono grosse novità e, soprattutto, non ci sono nomi nuovi.
I progetti più consistenti, ma solo apparentemente, sono legati a nomi vecchi della politica, peraltro di contorno, non elementi di peso, meno che mai di eccellenza, qualcuno, addirittura vuole tornare sulla scema con l’insegna altisonante di centro studi, ma si tratta solo di studiare come tornare sulla scena, anche da comprimari.
In sostanza, niente di nuovo sotto il sole, solo aspirazioni di gente in pensione, c’è da sperare solo che i giovani abbiano uno scatto di orgoglio e di dignità e decidano di fare politica seriamente, in una prima fase da diligenti apprendisti, altrimenti siamo destinati come nella vicina Bronte dove il vecchio Firrarello si ripresenta candidato a 81 anni.
