Molti danno per finita l’avventura di Cassì al Comune di Ragusa come Sindaco, non è desueto pensare che si possa già augurare lunga vita al suo successore, azzardando che sia lo stesso Cassì a rivestire la carica di primo cittadino, ancora per altri 5 anni.
Perché il Sindaco può vivere sonni tranquilli, senza opposizioni valide, senza vere e proprie contestazioni, in un panorama politico al borotalco, e nemmeno quelli che aspirerebbero a sostituirlo mostrano gli attributi per sottolineare perché ci dovrebbe essere la necessità di un cambio della guardia.
Ci sono una marea di problemi per l’amministrazione, problemi che consiglierebbero ad amministratori in possesso della minima dignità, di cedere il passo ammettendo che, dopo 5 anni, poco è stato fatto per la città.
Un contenzioso enorme che sta per esplodere da un momento all’altro, LAMCO, Tekne, solo per citare i più grossi, difficoltà per pagare la bolletta della luce di agosto, con il rischio di essere inserito nell’elenco dei clienti morosi, dopo che per il cartellone estivo se ne sono andati oltre 350.000 euro.
E il popolo delle opposizioni sembra come le tre scimmiette, non vedo, non sento, non parlo.
La cosa pubblica è gestita come l’amministrazione di un condominio, si diffondono solo i messaggi che convengono, su tutto il resto silenzio.
Il Museo Archeologico non apre, e nessuno parla, l’assessore ai lavori pubblici assicura a consiglieri di maggioranza che è imminente la messa in funzione dell’ascensore di via Roma ma non accade nulla e nessuno parla.
I lavori a Villa Moltisanti, al campo boario, nella vallata Santa Domenica, il parcheggio San Paolo, quello pluripiano di Ibla, i progetti per l’ampliamento della parte pedonale della pista ciclabile del lungomare bisani, il progetto dei Canalotti, a Punta Braccetto, il City ancora chiuso, i localo di via del Mercato ancora inutilizzati, nonostante la cessione in comodato gratuito, i lavori in via Roma, nella piazzetta Mons Tidona, i collettori per le acque piovane a piazza Croce e in via Diodoro Siculo. Tutto al palo e potremmo continuare nell’elencazione
Ma nessuno parla. Così continuando, Cassì potrebbe restare sindaco a vita.
Oggi veniamo a sapere che il Presidente di Territorio di Marina di Ragusa, Angelo La Porta, apprende che la palestra della scuola di Marina è inagibile per motivi di sicurezza.
Lo viene a sapere solo ora, ma la palestra non è utilizzata da tre anni.
Nessuno ha parlato, né il dirigente scolastico, forse per non irretire gli amministratori, né i genitori, non si sa in base a quali requisiti di agibilità e di sicurezza è partito l’anno scolastico, considerato che la palestra è parte integrante dell’istituto.
Il dirigente pare affermi che il Comune attende fondi regionali, ma quando sono venuti Musumeci o Falcone li abbiamo accolti con tutti gli onori.
Nell’occasione La Porta ci parla dello stato di abbandono dei campetti all’aperto del villaggio Gesuiti, struttura fatiscente con la rete di recinzione in più parti divelta, con una porta pericolante, staccata dall’innesto e legata con un fil di ferro alla rete di recinzione.
La struttura comunale necessita di un intervento di messa in sicurezza per evitare spiacevoli incidenti ai bambini che la utilizzano.
Parlando di impianti sportivi a Marina di Ragusa viene da pensare anche al campo di calcio, pare i lavori siano stati ultimati, ma non se ne sa nulla.
Invece di sollevare questi e altri problemi importanti, le opposizioni si trastullano con lo sport del comunicato stampa, per illudere la gente che lottano politicamente contro una amministrazione inefficiente.
Così capita che il capogruppo dei 5 Stelle diffonde un comunicato a proposito della scadente posizione di Ragusa nella classifica della qualità della vita, di Italia Oggi.
Corposo e pomposo comunicato per dire che c’è poco da stare allegri, siamo i primi in Sicilia, ma in fondo alla classifica.
E via con una elucubrazione mentale dove si vorrebbe dimostrare che le migliori posizioni fra i vari indicatori sono conseguenze della buona amministrazione a 5 Stelle del quinquennio precedente a quello di Cassì, o, in subordine, dovute alla capacità dei cittadini e del tessuto produttivo locale.
Tutto quanto ci fa sprofondare in fondo alla classifica sarebbe da attribuire all’incapacità dell’amministrazione locale di sapere gestire la situazione con buone pratiche politiche.
Poi il capogruppo 5 Stelle arriva anche alla conclusione che qualche anno fa ci trovavamo in una posizione sicuramente migliore, cosa mai percepita né avvenuta, perché siamo stati sempre nei bassifondi di tutte le classifiche.
Ma mai nessuno delle opposizioni, dopo i report annuali ha sollecitato interventi mirati, nelle politiche prese in esame dalle classifiche, dopo il comunicato di rito, tutti se ne sono dimenticati.
Peccato, e anche noi ci pentiamo di avere dato seguito ad un comunicato talmente insulso, che la classifica si riferisce ad un ambito provinciale, dove alla posizione concorrono indicatori diversi che raccolgono dati da tutti e dodici i Comuni della provincia. Quindi, colpe non solo di Cassì, alcune, forse, nemmeno sue.
Ma non è solo colpa del capogruppo 5 Stelle, che non è stato il solo, come in anni passati, a subire l’abbaglio suscitato dall’entusiasmo di facili titoli e facili comunicati. Artigiani della politica.
E da ultimo ci mettiamo anche in capogruppo PD come fulgido esempio di opposizione in giacca e cravatta, moderata, educata, rispettosa, incapace di disturbare i manovratori, sempre attenta a evitare che qualche assessore possa prenderla male.
La contrada di San Giacomo continua a soffrire la penuria di acqua potabile, messa nelle mani, com’è, delle terrificanti condizioni del Consorzio di Bonifica, ma il consigliere se ne occupa a tempo.
Ora si apprende che anche in queste ultime settimane, i residenti sono stati costretti a fare i conti con la penuria del prezioso liquido.
Ma non si potrebbe pretendere dagli amministratori comunali una posizione chiara? O sono disposti a risolvere, comunque, la questione, anche organizzando una processione di autobotti da Largo San Paolo a San Giacomo, impegnandosi nella soluzione del problema, oppure dicano che non è loro competenza.
Noi ci chiediamo un particolare: ma alle ultime elezioni, i cittadini di San Giacomo sono andati a votare?
Può il comune subentrare nella gestione della rete acquedottistica della contrada e se sì perché non lo fa ?
Ma non è possibile sapere, dopo settimane, che i problemi sono sempre gli stessi.
Ma anche in questo caso, nessuno parla, vuol dire, alla fine, che i disagi non sono poi così tanti.
