di Vilnius Nastavnic
Si dibatte poco di turismo, quando se ne presenta l’occasione si mostrano tutti impreparati
Veniamo da un’epoca che era connotata dai fasti dell’Azienda per il Turismo, peraltro arricchita dalla guida di personaggi del calibro di Giovanni Mauro, Pietro Diquattro, Nino Minardo e Mommo Carpentieri, che riuscivano a giostrare fondi e iniziative con ritorni concreti per il territorio, senza Montalbano e senza riconoscimento UNESCO, senza porto turistico e senza aeroporto, con riscontri di immagine positivi anche in ambienti extra nazionali.
Erano i tempi nei quali il salone di rappresentanza di Palazzo La Rocca, era materialmente ambiente di collegamento fra Presidenza, Direzione e Uffici dell’Azienda, ma, anche, fulcro di tutte le iniziative intraprese con il merito di aver intravisto nel turismo efficace volano di crescita e di sviluppo economico.
Oggi, in tempi di ristrettezze economiche, di spending review, di nuova politica, di cambiamento, il turismo viene considerato, quasi, il vaso di Pandora dal quale fuoriescono i mali e le problematiche che assillano la nostra comunità, a livello locale e regionale.
Ne è stato un esempio il desolante dibattito in Consiglio comunale per la decisione, poi approvata dal civico consesso, dell’uscita dal Distretto Turistico degli Iblei e dal Distretto Turistico del Sud Est.
Si parla troppo poco di turismo, quando se ne parla se ne parla male: il nostro attuale assessore, sempre ispirato al principio del massimo contenimento della spesa, con la diligenza del buon padre di famiglia, conti alla mano ci parla sempre di protocollo per l’apertura delle Chiese e di radiotaxi, come elementi determinanti per favorire il turismo. Il resto lo fa, da solo, Montalbano, che gode di un appannaggio totale di 350.000 euro, unica elargizione del ricco Comune di Ragusa, nel contesto di un territorio economicamente alla frutta che gode dello stesso fenomeno che noi alimentiamo, ricevendone, addirittura maggiori vantaggi.
Anche senza considerare i principi ispiratori delle politiche turistiche di Stefano Martorana, gli va ascritto il merito di aver avuto, ma troppo tardi, il coraggio di sganciarsi da due strutture che non hanno prodotto adeguati riscontri per il territorio.
Tralasciando il Distretto del Sud Est, vero e proprio salotto politico culturale che si è solo crogiolato, per anni, con rara inefficacia e acclarata incompetenza, nel godimento del riconoscimento UNESCO, senza produrre nulla di concreto, in termini turistici, per il territorio e per la valorizzazione del riconoscimento, il dibattito in aula, tralasciando gli aspetti meno decorosi analizzati in altra parte del giornale, ha investito gli aspetti legati all’appartenenza al Distretto Turistico degli Iblei, per il quale il Comune di Ragusa è, anche, stazione appaltante
Per Martorana, ravvisati il mancato raggiungimento degli obiettivi e ricadute modeste, i distretti, e segnatamente quello degli Iblei, accomunati ad una esperienza regionale dovunque poco efficace, già superata da nuovi strumenti di valorizzazione, considerati strumenti residuali e non strategici.
Seppur circostanziate le motivazioni appaiono lacunose delle vere motivazioni (Tumino e Iacono), ma, soprattutto, mancanti di elementi documentati sull’attività degli anni passati e su eventuali discrasie riscontrate nella gestione.
I distretti importanti dal punto di vista concettuale, seppure caratterizzati da eccessiva presenza della politica, (Iacono), strutture sempre centrali per le politiche regionali ed europee che non devono essere viste solo come centri di potere locale (Tumino), strutture che devono essere inquadrate nella ‘vision’ del turismo sul nostro territorio (D’Asta), il recesso visto come ennesimo fallimento di una ‘follia amministrativa in atto’, (Chiavola).
Giuste le considerazioni, rimaste senza risposta, di Giovanni Iacono che ha evidenziato il ruolo del Comune di stazione appaltante, attualmente operativo, con un proprio dirigente che svolge le funzioni di RUP, senza che si sappiano particolari sullo stato di attuazione del progetto in atto, sulla rendicontazione di progetti realizzati, su eventuali assunzioni e sui criteri di assegnazione di incarichi e commesse di lavoro.
La sintesi degli interventi porta a semplici interrogativi di sintesi: come mai si propone il recesso dopo tre anni dall’insediamento? Quali gli aspetti positivi riscontrati fino ad ora e quali le criticità che hanno fatto propendere per il recesso? Quali azioni di controllo e verifica sulla gestione dei Distretti e quali i rilievi sollevati e inoltrati ai competenti responsabili?
Quali i risultati delle partecipazioni alle riunioni dei rispettivi Distretti?
Di certo l’assessore ha contezza di quanto evidenziato, risalta invece la scarsa operatività dei consiglieri comunali, molti dei quali, forse, scoprono solo ora questi aspetti attinenti alla gestione della cosa pubblica.
Le ricadute, sulla comunicazione, soprattutto quella di regime, quella indirizzata a sostenere l’azione dell’amministrazione e degli appartenenti al Movimento 5 Stelle
Se Sonia Migliore ascrive la decisione del recesso alle politiche creative di Martorana, considerata deficitaria di un coinvolgimento di ampi strati della città e di una adeguata relazione di sostegno alla proposta, lamentando la contemporanea scelta di adesione al GAL Terre Barocche, squisitamente propagandistico il comunicato del consigliere Brugaletta, del Movimento 5 Stelle.
Una nota a difesa delle politiche del Movimento che, però, ne evidenzia i grossi limiti, soprattutto in relazione al cambiamento promesso.
Ineccepibile l’incipit di Brugaletta, “atto dovuto, moralmente giusto, economicamente indiscutibile”, ma la propaganda, per essere efficace, deve anche dimostrare quanto detto.
Nel prosieguo, la nota di Brugaletta si rivela disastrosa per l’amministrazione grillina:
“questi due Distretti sono, erano, solo delle macchine mangia soldi, dei carrozzoni, che negli anni hanno sperperato milioni di euro senza portare alcun beneficio tangibile al territorio”
“ll recesso da queste due realtà, ha messo la parola fine ad uno spreco imbarazzante di denaro pubblico”
Dando per buone queste dichiarazioni, cosa hanno fatto in tre anni gli amministratori, di cosa sono stati controllori i consiglieri comunali del Movimento, in ossequio al mandato conferito dagli elettori?
Precisando che possono essere premature le considerazioni sulle cifre stanziate in mancanza di una adeguata rendicontazione finale, quali azioni sono state intraprese o si intendono intraprendere, dal momento che siamo ancora dentro il Distretto per controllare voci di spesa che, effettivamente destano molte perplessità?
Perché non sarebbe accettabile che la disamina degli stanziamenti anomali serva solo a fare da pendant al comunicato, senza azioni consequenziali.
Una gara d’appalto finanziata dalla Regione per 742.993,80 di euro, Spese (secondo Brugaletta); 42 mila euro per analizzare l’offerta turistica, più di 141 mila euro impegnati per concepire la Carta di valorizzazione del territorio e quindi la politica territoriale di sviluppo dell’offerta integrata. La messa a regime di quest’impianto, è costata poco meno di 139 mila euro, mentre sono stati spesi 421 mila euro per la promozione turistica.
In questa ultima somma compresi la realizzazione di un sito web per 81 mila euro, 68 mila euro per l’ufficio stampa, 84 mila euro sono stati spesi per la produzione di materiale editoriale, dei restanti 188.000 euro nessuna indicazione.
Una volta esternate, queste dichiarazioni debbono avere un seguito, a meno di non considerare farlocca la comunicazione che mostra qualche particolare avventato, come quando parla del paragone che dovrebbe far impallidire, per primi, gli esponenti delle opposizioni, in ordine alle visualizzazioni del video turistico dell’amministrazione che sarebbe stato visto da 85 mila persone su Fb e da 6 mila persone su Youtube, a fronte delle visualizzazioni dei video promozionali del progetto Enjoy life che si conterebbero ” sulle dita di una mano”
Peccato che siamo in possesso di una nota originale della RAI pubblicità che attesta, con apposita dichiarazione, un numero complessivo di telespettatori, in riferimento allo spot della campagna Enjoy life, di 23.921. 641 (ventitremilioninovecentoventunomilaseicentoquarantuno).
Questo per dire, che, per una comunicazione seria, vanno utilizzati dati certificati e non desunti in maniera informale.
Quanto all’opportunità di recesso dai Distretti Turistici, dopo tante parole, sui giornali e in aula, i diretti interessati non è che abbiano fornito idee chiare e trasparenti in merito.
