di Vilnius Nastavnic
Emerge l’opportunità politica di evitare il dopo Campo
Non abbiamo votato Movimento 5 Stelle, questo per separarci da quelli usi a salire sul carro del vincitore, non pensiamo di votare, in futuro, per il Movimento, ma non escludiamo di votare singoli esponenti secondo una concezione, apparentemente poco condivisa, che una persona valida e seria può contribuire a mettere ordine, anche in piccola parte dove regna il caos.
Non possiamo negare di apprezzare, per molteplici aspetti, il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, e la sua azione, che riescono ad ammortizzare anche le falle di una amministrazione che, in alcuni comparti, mostra crepe impressionanti.Pur non condividendo assolutamente la scelta di far propendere Stefania Campo per le dimissioni, non possiamo esimerci dal considerare ineccepibile l’atteggiamento del Sindaco, stretto in un coacervo di indicazioni di movimento, interessi di poltrone, posizioni dei vertici di movimento, pressioni della stampa e delle opposizioni, che non lo hanno distolto dal mantenere, innanzitutto, l’autorevolezza del ruolo.
Ma un buon politico, inteso come persona che guarda, o tenta di guardare, oltre l’orizzonte annebbiato dal becero provincialismo politico di paese, il politico vispo e vivace quale è considerato da autorevoli personaggi che lo circondano, deve anche prevedere cosa c’è dietro l’angolo.
C’è già in atto una petizione online per far ritornare sui propri passi sindaco e assessore, non stiamo qui per procurare un posto all’architetto Stefania Campo, il suo ruolo consolidato di professionista potrà darle, ancor prima della fine della fine della sindacatura, oltre la quale, verosimilmente, sarebbe stata restituita agli affetti familiari e alle incombenze di studio, soddisfazioni, anche economiche, maggiori di quelle assicurate dal mandato assessoriale. Per non dire che la innegabile scia di consensi, che si sta convogliando sulla sua persona, la pone già come un potenziale candidato politico del prossimo futuro, in grado di ottenere, e anche di procurare a sua volta, consensi non indifferenti.
Il rischio dietro l’angolo, per quello che si comincia a sentire, è quello della caccia all’untore: c’è il rischio di fare scivolare le vicende politiche locali, il dibattito politico, già arrivato a livelli bassissimi per le beghe interne di partiti, movimenti e dello stesso Movimento 5 Stelle, in un vortice inenarrabile di lordure politiche, di scorrettezze e di inutili polemiche di cui la città non ha bisogno e delle quali il primo cittadino dovrebbe essere primo baluardo contro un disordine politico indecente per la storia limpida della politica ragusana.
Sono già sui social le buste paga degli esperti, i post di chi vuole un nuovo assessore in questo o quel ramo, i post di chi non vuole una persona e basta.
Ma non ci sono solo i post di schiffariati residenti di facebook: ci sono anche le anticipazioni di interrogazioni su assunzioni del passato, nelle cooperative, al Consorzio Universitario, in questa o quella struttura collegabile al Comune.
Ci siamo fatti una cultura in due sere, sappiamo dove lavora il figlio di tizio e la sorella di Caio; il genero, la nuora, il cognato, la cognata, la fidanzata del figlio e di lei fratello, sembrano aver trovato collocazioni di favore. Ma si parla anche di appalti, incarichi, progetti edilizi, siamo già sulle cronache nazionali, rischiamo di starci per molto tempo ancora, per esporre il nulla al mondo.
Il Movimento 5 Stelle deve porre rimedio a tutto questo potenziale bordello, perché la colpa di tutto non è dell’assessore Campo, della madre o del dirigente o del titolare della cooperativa: la colpa è del Movimento che, già dall’inizio cominciò ad accaparrarsi, in silenzio, e senza la tanto declamata trasparenza, anche il piccolo strapuntino nell’opera pia o di organismi simili, per appuntare la medaglietta di latta al bavero di una giacca consunta.
Inviate dieci comunicati al giorno, ma quando si tratta di riunioni importanti e delicate la stampa non viene mai avvisata, le riunioni i grillini non le fanno a porte chiuse, dicono che non ci sono le riunioni
Nessuno ha gridato allo scandalo quando la Campo ha affidato qualcosa, facendo bene perché c’erano competenza e arte, al congiunto di un consigliere comunale.
Nessuno tirò fuori che dietro l’operazione dell’affidamento al privato delle strutture dei beni culturali, c’era un resort poi assurto agli onori della cronaca per altre vicende. Stranamente tanti discorsi svanirono nel nulla.
Ma, ancora, c’è di tutto e di più: chi soffia alla finestra di Partecipiamo per fare notare che si aperta la porta ad un assessore senza confrontarsi, prima con l’alleato, costretto, ci perdoni Partecipiamo, a scendere al livello dei consiglieri di opposizione per farsi sentire con un comunicato.
C’è chi ha intenzione di chiedere l’azzeramento di tutta la Giunta, di accelerare con una verifica di maggioranza mai iniziata e mai finita, incombe sulla città la tromba d’aria della commissione di indagine sui fondi della Legge su Ibla.
Signor Sindaco, con il massimo del rispetto, cosa vuol fare da grande e, soprattutto, cosa vogliono fare da grandi quelli che possono averle ‘consigliato’ di imporre i comandamenti del Movimento senza conoscere il territorio e la sua gente: per le trivellazioni c’è riuscito, tenti ora per tutelare gli equilibri in una città di gente fondamentalmente pulita.
Ricordi a qualche nostro conterraneo che l’attuale Presidente della Regione salì al trono anche per merito di Ragusa e dei ragusani che scrissero Crocetta solo per devozione e ossequio a Nello Dipasquale e a Giovanni Cosentini. Questa volta non ci cascano !
