Il ritorno a Palazzo dell’Aquila, dopo le ferie, costellato da interrogativi e interrogazioni

Si torna in classe, si potrebbe dire, in verità si tratta dell’inizio dell’attività vera di giunta e dei consiglieri comunali, dopo l’insediamento dell’assemblea cittadina avvenuto il 7 luglio.
Ci si avvicina, inesorabilmente, ai famosi primi 100 giorni per i quali qualcosa si dovrà pur dire; in effetti, qualche assessore ha lavorato normalmente, altri non sono pervenuti, ma, in generale, non si può dire che si è fatto molto. Hanno avuto da fare, Iacono per l’incendio alla cava, D’Asta per i rifiuti e il decoro urbano che hanno sempre criticità, Simone Digrandi perché l’estate è il momento dei giovani, Andrea Distefano che aveva per le mani, come frazioni, Marina e Punta Braccetto, epicentro dell’estate, Giorgio Massari ha occupato l’estate a documentarsi su tutte le emergenze delle sue deleghe. Lo stesso sindaco non è apparso particolarmente impegnato in questa estate senza sussulti, del tutto pervasa dalla sbornia della grande affermazione elettorale che, ancora, molti, non si spiegano.
Politicamente la situazione è estremamente stagnante le opposizioni del tutto silenti, se si fa eccezione per le interrogazioni del consigliere Mauro su gestione porto turistico e assunzioni e gestione di Iblea Acque, non si può che dire che Ragusa è isola felice dove singoli episodi di delinquenza, di vandalismo, di mancanza di decoro urgano e di indecenza per il conferimento dei rifiuti, sono solo inconvenienti di passaggio.
Dopo la sconfitta elettorale, le opposizioni avrebbero dovuto fare una analisi approfondita del risultato, ma anche all’interno della coalizione di maggioranza sarebbe servita una verifica, all’interno delle singole formazioni, fra gli alleati di Cassì e di tutte le forze, riunite, al governo della città.
Avrebbe dovuto essere un momento di confronto e di sintesi, per confermare il programma elettorale e stabilire le strategie da portare avanti insieme.
Invece nulla di tutto questo: la grande affermazione personale di Cassì che, da subito, ha messo tutti sull’attenti, affermando agli alleati che, appunto per il risultato avuto, nessuno sarebbe stato indispensabile, ha quasi condizionato l’avvio di sindacatura: tutti sembrano, anche se intenti a non dare questa impressione, timorati di Cassì, qualcuno sussurra debolmente qualche motivo di insofferenza, ma bada a non fare trapelare nulla, qualcuno, addirittura, non esclude che Cassì possa liberarsi di qualcuno che potrebbe considerare solo zavorra, sono tutti come scolaretti al primo giorno di scuola, intimoriti dalla maestra.
Ci sarebbero tante problematiche ed emergenza da sollevare, dal parcheggio interrato di Ibla, alle situazioni riguardanti il Museo Archeologico, i lavori della metroferrovia, i lavori affidati con i fondi del PNRR e in bilico dopo i paventati tagli, il PRG, il centro storico e la via Roma, il progetto culturale, il trasferimento dell’ufficio anagrafe, i lavori all’ex cinema Marino, i lavori ai Canalotti di Punta Braccetto, quelli al lungomare Bisani, la casa protetta di via Berlinguer, il Museo del prodotto contadino, il Parco del castello e la villa di ibla, tanti argomenti che potrebbero essere sollevati solamente per chiedere chiarimenti sugli stati di avanzamento dei progetti, dei lavori, sui termini di consegna delle opere, ma sui quali grava il più assoluto silenzio, da parte di maggioranza e opposizioni.
Come è stato per la campagna elettorale, tutto poggia sulla comunicazione e sull’eterna diatriba fra sindaco e opposizioni sulla visione della realtà, idilliaca per il sindaco, distorta quella dei critici che vedrebbero una città diversa dal reale.
E la comunicazione, con riferimento particolare a quella di palazzo, in questo panorama desolante, è il solo argomento politico che si può affrontare.
Si sa che il sindaco preferisce accentrare la comunicazione, anche l’operato dei singoli assessori, passa come post del sindaco, senza nessun riferimento ai responsabili delle singole deleghe.
Campo libero, hanno gli assessori Giuffrida e Digrandi, comunicatori indipendenti, i cui argomenti sono solo sfiorati dal sindaco, uomo coerente di apparato l’assessore Iacono, indipendente la comunicazione dell’assessore D’Asta, abbastanza autonoma la comunicazione di Giorgio Massari sugli incontri avuti con le associazioni di categoria, queste ultime due attraverso canali personali o, come nel caso di Giorgio Massari, lasciando intelligentemente alle associazioni l’onere e l’onore della notizia.
Tutti gli altri in silenzio, forse perché non avevano nulla da dire, ma c’è il caso dell’assessore Distefano che non è stato fermo per tutta l’estate, per docce, pedane, segnaletica, ma non ha comunicato né le sue gesta sono state oggetto della comunicazione di palazzo.
Da qualche post di ringraziamento per qualche suo intervento si è venuti a conoscenza di una attività che l’assessore non ha voluto condividere.
Addirittura, abbiamo saputo da un impiegato comunale che una doccia di piazza Malta, per due volte vandalizzata, è stata rimessa a posto grazie all’intervento tempestivo di Distefano che, addirittura ha procurato un impianto fuori dal Comune per garantire comunque l’efficienza anche negli ultimi giorni di balneazione. Ma comunicazione zero, né l’assessore, interpellato, si mostra prodigo di particolari sulla sua attività.
In queste ore un comunicato dell’assessore Pasta sulle novità della refezione scolastica per il prossimo anno.
La nota è presentata come dichiarazione dell’assessore e siamo sorpresi che la comunicazione di palazzo, tramite l’ufficio stampa, fa parlare un assessore.
Sorpresi, perché noi, addirittura, consideriamo che l’Ufficio Stampa del Comune, per argomenti istituzionali, dovrebbe essere a disposizione, addirittura, dei consiglieri di opposizione, perché l’Ufficio Stampa è dei del Comune, della Città e non riservato al Sindaco e, previo controllo, agli assessori, nemmeno i consiglieri comunali di maggioranza hanno accesso senza preventivo controllo.
Piacevolmente impressionati dalla comunicazione dell’assessore Pasta, ci dobbiamo presto ricredere: sulla pagina facebook, organo ufficiale di informazione sull’attività del sindaco, la stessa nota della Pasta, le sue dichiarazioni, con opportuni spostamenti dell’ordine dei paragrafi, viene integralmente ripresa, ma senza citare per nulla l’assessore.
A questo punto, se ci prima ci chiedevamo chi fosse l’autore degli scritti sui social, il sindaco direttamente o il comunicatore, ora è legittimo chiedere chi ha scritto le dichiarazioni dell’assessore Pasta.

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