di Cesare Pluchino
Ad una settimana esatta dall’elezione a segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico, primo atto ufficiale del nuovo corso che si vuole imprimere in città, quello della politica fatta alla luce del sole e in ossequio ai principi democratici, contrapposta a quella dei ‘caminetti’ dove pochi decidono a porte chiuse
Il senatore Gianni Battaglia, figura eminente e autorevole, insieme con l’on.le Giorgio Chessari, del Partito Democratico di Ragusa, ha iniziato la sua nuova esperienza di segretario cittadino, per l’ennesimo tentativo di restituire alla politica la storia del partito in città.
Va detto che l’esordio è avvenuto in un periodo poco adatto per le tante vicende che assillano il PD in Italia e in Sicilia in particolare, mancando quell’entusiasmo, fra la gente, che avrebbe potuto fare da motore alla sua strategia, rigeneratrice di una componente politica distintasi, anche a Ragusa, solo per rivalità personali e beghe interne, senza nessun consistente risultato elettorale nonostante il rilevante numero di consensi.
I fatti nazionali, di Roma in particolare, le vicende delle cooperative rosse, il forte calo di consensi del partito e del premier/segretario nazionale fanno da apripista al disastro del PD in Sicilia, invischiato nella vicenda Crocetta in maniera preoccupante.
Affiancato dall’avv. Mimmo Barone e dal dr. Dario Prestana, il senatore Battaglia ha voluto incontrare i rappresentanti degli organi di informazione per un primo contatto ufficiale dopo l’elezione.
Una conferenza stampa condotta all’insegna dei toni moderati, senza polemiche e spunti provocatori che sono stati elegantemente schivati dal protagonista, ancorchè non abbia potuto evitare alcune precisazioni che hanno costituito motivi di attenta riflessione.
Con maestria politica, il senatore ha sintetizzato le contrapposizioni ultime in uno scontro puramente politico, anche se qualcuno tenta di far passare la teoria dello scontro personale. E per chiarire il senso delle sue dichiarazioni, Gianni Battaglia mostra articoli di giornale dove trova motivi, non essendoci stato un confronto aperto nelle stanze del partito, per contrastare l’azione del nuovo entrato Nello DiPasquale.
L’ex sindaco di Forza Italia, poi di Territorio, ha detto che Renzi è il nuovo Berlusconi, che il PD è la nuova Forza Italia, il segretario cittadino dell’Unione Comunale non condivide e contrasta questa linea politica.
Se per DiPasquale Renzi non si ferma davanti alle proteste e all’ostruzionismo, anche Battaglia e la componente maggioritaria del partito, che lo ha eletto e che sarebbe pronta a rieleggerlo, in caso di ripetizione delle elezioni, non si ferma di fronte a tentativi di impadronirsi del partito in maniera non conforme alle regole.
L’intendimento è quello di assicurare, nel pieno rispetto di esse, un guida forte al partito, che stronchi i tentativi, anche spregiudicati, di pochi notabili per decidere candidature e linea politica a Ragusa, influenzando anche le scelte a livello provinciale.
Come dicevamo, un incontro che ha tenuto in disparte spunti polemici ma che non ha mancato di far venire fuori particolari degni di riflessione.
Su tutto gravava l’assenza del Segretario Provinciale, il protagonista del tentativo di rinviare l’elezione pur senza averne titolo, ma più ancora il silenzio sulle dimissioni dell’avv. Angela Barone da vicesegretario provinciale, che grava e graverà come un macigno sulla struttura del partito in tutto il territorio.
Nel ripercorrere i fatti relativi alla convocazione dei delegati, al successivo tentativo di bloccare la seduta elettorale, ai risultati e ai conseguenti interventi tramite stampa, l’avv. Mimmo Barone ha confermato la piena legittimità di tutti i passaggi, mostrando foglio con la firma di tutti i presenti all’assemblea, ancorché il regolamento non prevedesse quorum.
Sulla mancata presenza dei delegati del terzo circolo, sono stati eccepiti anche dubbi sulla effettiva convocazione di tutti gli aventi diritto, per come si è potuto appurare da contatti personali con singoli esponenti del circolo.
Ma questa delle convocazioni secondo gli umori del momento è una piaga che, da tempo, assilla il partito, che si perde fra convocazioni telefoniche, mail, messaggini e passaparola, senza ricorrere, visto lo stato di perdurante belligeranza, a convocazioni certificate che non possono essere smentite.
Minimizzati i tentativi del terzo circolo nel richiamare l’esigenza di un’ampia partecipazione democratica, inspiegabili dal momento che il primo circolo costituisce, almeno per il momento, una entità senza iscritti.
In ogni caso sono stati richiamati gli episodi dell’elezione del segretario provinciale, quando proprio il primo circolo abbandonò la seduta ma si procedette ugualmente all’elezione.
Parimenti, alla recente assemblea per l’elezione del Presidente provinciale, D’Asta è stato eletto con la totale assenza di componenti del primo circolo.
Ma, al riguardo, sarebbe opportuno spiegare alla gente come stanno effettivamente le cose: un tentativo di accordo portò all’elezione di D’Asta che fu appoggiato anche dal secondo circolo. Al momento di scegliere il segretario dell’unione comunale è venuto fuori il veto sul nome di Gianni Battaglia.
Queste sono le criticità della politica, ma anche le lordure di accordi non rispettati o, meglio, non perfettamente chiariti e messi per iscritto, che hanno stancato e continuano a stancare l’opinione pubblica.
Come sarebbe opportuno sapere quali sono i rapporti all’interno dei circoli, soprattutto se ad essere coinvolti sono personaggi eletti e impegnati nell’istituzione.
Da particolari, e da alcune dichiarazioni a margine della conferenza stampa, si è avuto sentore delle contrapposizioni all’interno del terzo circolo, dove, in sequenza, si sono defilati elementi della segreteria, prima uno, poi altri tre. Il gruppo originario che vedeva Presidente Elio Accardi, con le autorevoli presenze di Giorgio Massari, Vito Piruzza ed del prof. LaPorta sembra sia vittima di un tentativo, forse riuscito, di emarginazione, tanto che Elio Accardi è stato fra gli elettori, unico del terzo circolo, a designare Gianni Battaglia nella carica di segretario dell’Unione Comunale.
Si ha notizia che il terzo circolo voleva anche sostituire il capogruppo in consiglio comunale, Giorgio Massari, tutte cose che si sono sussurrate, che sono arrivate anche nell’ambiente del consiglio comunale, ma che i canoni non scritti della politica impediscono che siano resi di pubblico dominio.
In chiusura dell’incontro è stata data notizia del ricorso presentato dal terzo circolo, primo firmatario l’avv. Francone, segretario, sul quale Battaglia ha voluto puntualizzare che trattasi di segretario non eletto al Congresso ma, successivamente, da una parte degli iscritti.
Anche per il ricorso contro l’elezione di Gianni Battaglia una storia del tutto particolare, in puro stile PD, che fa rimpiangere gli attivisti e i dirigenti di un tempo.
Parte un primo ricorso, dopo un’ora ne arriva un altro che sostituisce il precedente, perchè era stato indicato fra i firmatari uno che si trovava fuori sede ma con modifiche nel testo.
Successivamente una terza versione dove sono state tagliate considerazioni che potevano essere ritenute offensive nei confronti dell’avv. Barone.
Cose che se non fossero raccontate dall’avv. Barone, sarebbero annoverate solo come barzellette.
Ricorso contro il quale esito, eventualmente negativo, non ci opporrà, essendo disponibile la componente del secondo circolo ad una ripetizione dell’elezione.
L’auspicio finale è stato quello di una ricomposizione delle divergenze di ordine politico, aspettando di vedere il Presidente dell’Assemblea Provinciale e il deputato della città come rappresentanti di tutto il partito e non solo di una parte ben definita che viene utilizzata come comitato elettorale di base.
Auspicio che appare utopia alla luce della contrapposizione che farebbe dire a DiPasquale che non riconosce Gianni Battaglia come segretario dell’Unione Comunale, mentre il senatore ribatte che non riconosce come deputato del PD un elemento eletto altrove.
