I Sindaci dei due capoluoghi, Pogliese e Cassì intervistati da RAI 3
Il sindaco Peppe Cassì ha preso parte stamane a Catania, presso Palazzo Minoriti, sede della Provincia Regionale della città etnea, alla conferenza stampa convocata dai sindaci delle città interessate alla realizzazione della Ragusa – Catania.
Nel suo intervento, il primo cittadino di Ragusa che ha rappresentato la sua profonda amarezza sulla vicenda della concretizzazione del progetto dell’importante infrastruttura, ha dichiarato:
“Una media di 7 morti l’anno e un isolamento che va avanti da decenni: quello che sta succedendo per la Ragusa-Catania è inconcepibile. Abbiamo avuto rassicurazioni da parte di ben due ministri di un Governo che si spende molto sulla questione Tav, con una sua parte consistente che insiste nel voler dare priorità ai collegamenti locali: bene, questa è l’occasione per dimostrarlo in maniera concreta.
Sappiamo che ci saranno a breve altre riunioni del Cipe e lì si scopriranno le carte: o il progetto sarà inserito in agenda o sarà respinto e sarebbe devastante, esponendo il Governo a una pessima figura.
Se dei ministri sono favorevoli a un’opera, ma l’opera non si fa, vuol dire che davvero qualcosa lì non funziona. È veramente l’ultima spiaggia”.
Questo il testo del comunicato stampa diffuso dal Comune di Ragusa.
La conferenza stampa ha visto emergere posizioni decise, con i sindaci disposti anche a manifestazioni eclatanti pur di fare cominciare i lavori per il raddoppio della Catania-Ragusa, bloccati, per questioni burocratiche dal governo nazionale. E’ la dura presa di posizione dei sindaci dei comuni del sud est della Sicilia riuniti nel capoluogo etneo per esprimere il fermo disappunto all’ennesimo rinvio dell’apertura dei cantieri. I primi cittadini di Catania, Ragusa, Lentini, Carlentini, Licodia Eubea, Francofonte e Monterosso Almo attraversati dal progetto dell’arteria autostradale che nonostante sia stata appaltata nel 2005 non ha ancora ricevuto il via libera del Cipe, non ci stanno e ora vogliono passare all’azione.
Ai microfoni di RAI 3, per un servizio andato in onda sul Tg delle ore 14 di oggi marted’ 5 marzo 2019, hanno rsiposto alle domande dei giornalisti i sindaci dei due capoluoghi.
È inaccettabile – ha detto il sindaco Salvo Pogliese – che dopo 14 anni si discuta ancora dei percorsi amministrativi da intraprendere, malgrado la mancanza di un’opera così abbia già prodotto danni devastanti allo sviluppo di una fascia territoriale della Sicilia, a cui anche l’area metropolitana di Catania guarda con attenzione. Non ci interessa sapere – ha proseguito Pogliese – quale sia l’iter che si vuole seguire, l’uno anziché l’altro, ma il governo nazionale deve finalmente prendere una decisione insieme alla Regione e ai sindaci che chiedono a gran forza di essere convocati nelle prossime riunioni del pre cipe.
In quella sede – ha aggiunto il primo cittadino di Catania – ribadiremo che quella autostrada va considerata una priorità assoluta per le infrastrutture siciliane, considerato che nell’attuale percorso si registra la triste conta degli incidenti, purtroppo anche mortali, oltre ai ritardi e alle difficoltà di percorrenza”.
I sindaci hanno ribadito l’urgenza di sbloccare “un’opera indispensabile che blocca lo sviluppo di un intero comprensorio che riguarda anche l’aeroporto di Comiso, lo sviluppo turistico e commerciale nel ragusano e nel siracusano, senza contare la facilità che si avrebbe per raggiungere velocemente l’ospedale di Lentini”.
In questo senso, i sindaci hanno reso nota “la possibilità che vengano emanate ordinanze di chiusura di parti del percorso attuale, qualora si dovesse ancora remorare nel dare il via libera a un’infrastruttura”.
Avanzata da parte dei sindaci anche l’ipotesi di presidiare stabilmente i lavori del Cipe fino a quando non verrà autorizzato l’inizio dei lavori: ”Il governo nazionale – ha dichiarato il sindaco di Ragusa Peppe Cassì – da un canto dice di non volere fare le grandi opere per favorire quelle a valenza territoriale come la Catania Ragusa, ma dall’altro non sblocca quelle già incanalate come questa nostra che riguarda un vasto territorio siciliano.
Noi sindaci a questo immobilismo non ci stiamo e siamo pronti a iniziative anche clamorose per richiamare l’attenzione del governo a chiudere subito questa pagina”.
