Il Sindaco Cassì non è sostenuto adeguatamente dalla sua maggioranza

Molti di quelli che hanno votato Cassì speravano nel cambiamento, vero e radicale, dopo la vecchia politica e dopo il vano tentativo di affidare il cambiamento ai 5 Stelle.
Molti gioivano nel vedere tanta bella gente al comitato elettorale, moltissima scomparsa dopo la sera dei risultati, vista ancor di meno nelle stanze di Palazzo dell’Aquila.
Era stata salutata, comunque, gaudium maximum, la composizione di una squadra di giunta di laureati, di professionisti, che sembrava contrastare quella delle opposizioni dove di professionista laureato c’è solo il medico, Mario D’Asta, si poteva pensare, da parte di una certa fascia di persone, ad un atteggiamento non altezzoso ma di naturale superiorità, di superamento dei vecchi schemi della politica che, con il cambiamento, ci si attendeva impostata su canoni diversi dalle consuetudini e dai riti della vecchia e tradizionale politica, ispirati alle competenze e al prestigio personale.
E nel solco di questa impostazione innovativa, la scelta, forse obbligata, di mettere un professionista laureato come capogruppo della compagine di maggioranza, risultò naturale.
La delusione per il mancato cambiamento, per la scelta di personaggi che hanno appoggiato alle elezioni altre linee politiche e altri candidati sindaco, pervade molti degli elettori di Cassì, palpabile anche fra i suoi ancora tanti sostenitori, c’è la delusione per una compagine di maggioranza che non riesce a incidere nella politica cittadina, che non catalizza consenso, che non aiuta i componenti della giunta che lavorano seriamente.
Delude, e si percepisce dai commenti della gente, il capogruppo, dal quale si attendeva una guida efficace e pregnante della maggioranza, capace di vitalizzare l’azione del primo cittadino invece di trovarla appiattita su posizioni di assoluta subordinazione controllata.
Di recente, abbiamo avuto modo di scrivere come, anche in presenza di atteggiamenti disponibili all’apertura nei confronti delle opposizioni, per mitigarne l’azione di contrasto, da parte di autorevoli esponenti di giunta, è venuto fuori il consueto atteggiamento del capogruppo di maggioranza, avv. Tumino, sempre orientato alla replica polemica e all’atteggiamento di superiorità politica oltre che numerica.
Un comportamento, secondo molti autorevoli osservatori politici locali, estremamente dannoso per il primo cittadino e la sua componente politica nonché per la sua Giunta nell’insieme, per gli atteggiamenti inutilmente polemici, di totale chiusura, di indebita rivendicazione di una non rilevabile superiorità politica.

Ieri, in serata, avevamo ricevuto una nota di replica del capogruppo Tumino che esitavamo a pubblicare ritenendola solo foriera di inutili polemiche.
Il capogruppo 5 Stelle aveva visto bocciato un emendamento per il distaccamento dei Vigili del Fuoco a Marina di Ragusa, nei mesi estivi: dopo la seduta, normali riflessioni, sulle mancate approvazioni di alcuni emendamenti, senza note polemiche, l’unico rilievo sulle discordanze fra quanto asserito oggi dall’amministrazione sull’argomento e precedenti affermazioni del Sindaco.
Legittime le osservazioni del capogruppo 5 Stelle, legittima anche la replica che, però, ci sia consentito giudicare inutilmente e pesantemente polemica, dove si vuole far apparire il 5 Stelle Firrincieli uno “che soffia sui timori della gente per aizzare polemiche”, uno che non si pone domande e “punta i suoi attacchi politici dove gli fa più comodo”.
Osservazioni, in ogni caso legittime, del capogruppo e della sua maggioranza, ma inutilmente foriere di una replica che alimenta solo polemiche, non convenienti per la maggioranza, e che puntualmente è arrivata, in pratica tutto l’opposto di quanto ci si potesse attendere da una maggioranza che avrebbe solo dovuto esaltare la compattezza per l’approvazione dello strumento finanziario, senza dare spazio ai contenuti delle modifiche proposte dalle opposizioni e bocciati.

Questa nota del capogruppo Tumino, a seguire la replica del capogruppo 5 Stelle Firrincieli:

Comunicato gruppo di maggioranza
Come è nel suo stile, il consigliere Firrincieli non perde occasione di soffiare sui timori per aizzare polemiche. La sua nota contiene già l’evidenza del perché l’Amministrazione ha assunto la decisione che lo stesso capogruppo grillino critica: un presidio fortemente oneroso dei Vigili del Fuoco per 15 giorni a Marina, a fronte di una stagione estiva che comincia a giugno e si protrae ormai stabilmente fino a ottobre, a noi sembra irragionevole. È possibile pensare di programmare quando avverrà un incendio? Cosa accadrebbe se un incidente avvenisse in un giorno diverso rispetto a quelle 2 settimane di servizio? Sono domande che il capogruppo dei grillini non si pone, puntando i suoi attacchi politici dove gli fa più comodo.
Così come accade per gli altri servizi di polizia o di sicurezza gestiti dallo Stato, la collaborazione che regolarmente offre il Comune non può trasformarsi in un contributo economico. Spetta semmai allo Stato dotare i propri corpi, che giornalmente si impegnano per la sicurezza di tutti, delle risorse necessarie a ottimizzare i servizi in base ai periodi e alle esigenze della popolazione.
Il capogruppo
Andrea Tumino

 

Firrincieli (M5S Ragusa): “C’e’ chi è molto più pratico ad alimentare polemiche, come la diavolina per il fuoco”

“Che il consigliere comunale Tumino non sia adatto a rivestire il ruolo di capogruppo è acclarato non solo dalle voci circolanti all’interno della sua stessa componente politica, ma ancor di più dalle fibrillazioni incontrollate all’interno del gruppo, cose del tutto normali in politica, ma che ha mostrato di non sapere gestire e, meno che mai, contenere. Un gruppo consiliare di maggioranza dovrebbe sostenere sì l’amministrazione ma non deve essere necessariamente allineato rigidamente sulle posizioni. Questa maggioranza ha dimostrato di non avere mai assunto posizioni dissonanti, anche solo nel dibattito: la conferma dal suo interno, quando viene riferito che nelle riunioni prima dei Consigli comunali non c’è dibattito ma solo indicazioni di voto. Non solo non c’è dibattito, ma anche l’informazione sull’attività della Giunta è centellinata”.
È quanto riferisce il capogruppo M5s al Consiglio comunale di Ragusa, Sergio Firrincieli, che aggiunge: “Ma pensa bene chi ritiene che queste siano cose della casa Peppe CassìSindaco: ci permettiamo sottolinearle perché spiegano certi atteggiamenti che rispecchiano l’indole del primo cittadino, lo spirito che si vorrebbe imporre, questo anche in casa d’altri. Allora, un consigliere comunale di prima nomina, senza precedenti esperienze politiche, come tutti i suoi colleghi di gruppo, come spesso fa anche nel corso delle sedute di Consiglio comunale, si erge a maestro di politica e a censore dell’attività politica altrui, per i modi, per gli atteggiamenti, per i toni, per i contenuti degli interventi nel dibattito. E meraviglia ancora di più che questo si osservi in un soggetto che, per la sua professione, dovrebbe essere abituato al contraddittorio, ad ascoltare le tesi altrui, a contrastarle e a smontarle con garbo e toni eleganti. Elementi sconosciuti al nostro capogruppo che parla di stile intento a soffiare per aizzare polemiche, lui che con ogni intervento in aula, sempre diretto alla persona e mai politicamente orientato, è come la Diavolina per accendere il fuoco nel barbecue.
Nella foga, che, di questi tempi, lo pervade spesso, di prendere le difese dell’amministrazione, forse per dare anche un senso alla sua carica, per coprire le evidenti difficoltà del governo della città, non riesce nemmeno a mettere bene a fuoco l’obiettivo contro cui dovrebbe replicare. Acclarando la sua inadeguatezza al ruolo”.
“Si preoccupa – aggiunge Firrincieli – di mettere in cattiva luce l’avversario politico ammettendo che i timori esistono, tanto da essere alimentati solo da un soffio, e non ci vuole la Diavolina. Pensa di essere abile nello spostare la risposta dal nucleo delle constatazioni del sottoscritto, rivolte al sindaco, con opinabili motivazioni temporali sulla eventuale permanenza del presidio dei vigili del fuoco a Marina di Ragusa.
Le sue argomentazioni sono risibili, a livello di amenità: nessuno ha parlato di soli 15 giorni di permanenza del presidio, si sentirebbe già la necessità di una presenza forte dei vigili del fuoco per tutto l’anno, per una larga parte della fascia costiera e per l’entroterra parimenti e densamente abitato, è chiaro che il periodo di maggiore presenza a Marina è di almeno 30/40 giorni, durante i quali la presenza del distaccamento è non solo sentita ma necessaria al limite dell’indispensabile. Tutte le considerazioni scritte nella sua nota lasciano interdetti per le assurdità raccolte in così poco spazio”.
“Chiedersi, o pensare, che qualcuno si debba chiedere quando avverrà un incendio, se possa avvenire al di fuori dei giorni di apertura del distaccamento – continua ancora Firrincieli – lascia basiti. Il parallelo con altri servizi di polizia è inconcepibile oltre che difficilmente comprensibile, per la diversità della natura degli interventi. Vero è che dovrebbe essere lo Stato a dotare i propri corpi, che giornalmente si impegnano per la sicurezza di tutti, delle risorse necessarie a ottimizzare i servizi in base ai periodi e alle esigenze della popolazione, ma su questo non abbiamo speranze per i comprovati atteggiamenti del sindaco di sudditanza alle gerarchie dello Stato, specie per quanto riguarda la sicurezza.
Peccato che il collega Tumino non si voglia soffermare sulla natura della mia delusione che non è per la bocciatura dell’emendamento quanto per le affermazioni ingannevoli del sindaco che, l’anno scorso, fece intendere che, considerato il periodo e considerato che non era stato previsto un notevole flusso di persone nella frazione rivierasca, per l’emergenza pandemica, riteneva ormai tardivo un eventuale intervento, per pochi giorni, per istituire il distaccamento, limitando a questo il suo diniego e non specificando, come ha fatto in Consiglio il rappresentante dell’amministrazione, che non è nei programmi di questa amministrazione provvedere al sostegno economico per la presenza del distaccamento dei vigili del fuoco, ritenuto non essenziale nella frazione rivierasca e considerato di competenza dello Stato in quanto a sicurezza della collettività locale.
Questo la gente deve sapere, e se questo significa alimentare polemica comincio a soffiare e me ne vanto”.

Sergio Firrincieli

Gruppo consiliare

M5S Ragusa

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