Un territorio alla frutta, in tema di infrastrutture e servizi, per l’ospedale abbiamo atteso 13 anni, alla fine ci ritroviamo con 26 persone oggetto di indagini, l’inaugurazione di una struttura vuota e un trasferimento con il contagocce, che nemmeno coprirà quanto previsto dalla rete sanitaria e dalla Balduzzi per un ospedale di I livello, nonostante la recente sentenza del TAR che il vertice dell’ASP si ostina ad ignorare, lasciando, per esempio, neurologia a Vittoria.
Per le infrastrutture andiamo peggio, l’aeroporto affoga nei debiti e spera nell’ ‘aiuto disinteressato dei catanesi’ per continuare a vivacchiare, l’autostrada vive delle continue assicurazioni dell’assessore Falcone e aspetta l’ennesima scadenza del gennaio 2019 per la riapertura dei cantieri.
Soddisfatto l’assessore, un po’ memo i sindacati che mettono in guardia da questo tipo di strategia ormai nemmeno buona per tenere buono il territorio.
Cgil e Fillea Cgil, in una nota, replicano che lo stesso assessore si era espresso per una situazione, relativa alla riapertura dei cantieri, tortuosa e non di facile soluzione.
Sono, in ogni caso, disattese, secondo il sindacato, le aspettative in merito ali stipendi non percepiti da parte dei lavoratori, almeno 4 mesi, le aspettative per i fondi, cospicui, stanziati dal Ministro per l’Autostrada Siracusa – Gela, quelle relative a soluzioni definitive per assicurare che si eviti il rischio di perdita del finanziamento europeo per decorso dei limiti temporali dello stesso.
Sono troppe le incognite per poter esultare solo per la possibile riapertura dei cantieri.
Ora spuntano novità per la Ragusa Catania, annunciate dall’immortale comitato che, nonostante le ripetute delusioni, ricevute e fornite all’opinione pubblica, non ha perso la forza di continuare a insinuarsi, senza che nessuno lo richieda, nella questione.
Nel corso di un incontro organizzato da alcuni componenti il comitato, con il responsabile di una organizzazione datoriale, sarebbe arrivata una nota del concessionario della Ragusa Catania che avrebbe fornito la disponibilità a rivedere le tariffe per il pedaggio.
Della nota non c’è pubblicazione ufficiale, né notizie precise sul mittente e, soprattutto, chi siano i destinatari.
Potrebbe anche essere l’ultima trovata per mantenere viva l’attenzione su una fiammella che sembrava vicina allo spegnimento e, in un certo senso, l’obiettivo è stato raggiunto.
Il Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, è rimasto favorevolmente impressionato da questi possibili ulteriori sviluppi positivi della vicenda e ha fissato delle riflessioni sui social oltre a farne oggetto di un comunicato stampa ufficiale.
Se il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva espresso perplessità sul futuro dell’autostrada, ritenendo troppo esosi per la sostenibilità del progetto i pedaggi previsti, si ritiene positivo che il concessionario dell’autostrada si sia detto disponibile ad attuare una riduzione della tariffa compresa tra il 35% e il 50% nelle fasce di punta, ovvero dalle ore 7.00 alle 10.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00, dal lunedì al venerdì, per tutti i veicoli leggeri.
Inoltre, il concessionario si è espresso favorevolmente riguardo a un trasferimento della propria sede in Sicilia, accogliendo l’invito della Regione che si era detta disposta a reinvestire la fiscalità di sua competenza per l’economicità dell’opera.
L’avv. Cassì vede decadere quindi l’ultimo grande ostacolo alla realizzazione di un’infrastruttura necessaria, anche grazie al contributo della Conferenza dei Sindaci, che ha spinto affinché tutti gli attori coinvolti si sedessero finalmente attorno a un unico tavolo.
E’ così accorto, però, da affermare di non sentirsi autorizzato a cantare vittoria, non ritenendo finita la lotta per arrivare all’approvazione del progetto definitivo e all’apertura dei cantieri, ormai indifferibili per un territorio che aspetta da troppo tempo.
Certo, l’autorevolezza e la credibilità del sindaco Cassì inducono a ritenere che abbia valutato attentamente la novità per esprimere all’esterno la sua soddisfazione, una disponibilità, quella del concessionario, non da poco, per arrivare a togliere di mezzo gli ultimi ostacoli, ammesso che siano veramente gli ultimi.
Non si può non restare perplessi di fronte al fatto che il destino della Ragusa Catania possa dipendere da uno sconto percentuale, non ancora definito, sul pedaggio, per sei ore al giorno, solo nei giorni feriali e per i veicoli leggeri.
Un’opera che si presenta come un doppione della autostrada che conduce anche a Catania e che potrebbe essere, a questo punto, fermata con adeguati interventi compensativi strutturali per il territorio.
Un’opera sulla quale vorremmo sentir parlare, non de relato, ministri, dirigenti dell’ANAS e responsabili dei vari enti governativi intermedi, non tanto per capire quando si comincia, ma per capire perché, fino ad ora, non sono stati aperti i cantieri, nonostante le ripetute assicurazioni riportate dai soliti viaggiatori della speranza.
