di Cesare Pluchino
Del tutto assente la politica, defilati i parlamentari, apatia della collettività, torpore del Movimento 5 Stelle, solo qualche rara voce isolata delle opposizioni lascia intravedere che c’è ancora vita (politica) in città
Particolarmente intensa l’attività del primo cittadino di Ragusa e del Presidente del Consiglio Comunale, anche in concomitanza di importanti incontri e appuntamenti che hanno caratterizzato la parte centrale del mese di aprile.
Hanno dominato la scena i sit-in dei Sindaci e dei Presidenti dei Consigli Comunali che hanno manifestato, nei vari Comuni, con la fascia tricolore, con una protesta-informazione per i tagli operati dai governi nazionale e regionale. Una iniziativa formale che non ha ricercato e non ha riscontrato un grosso seguito dell’opinione pubblica, propedeutica alla riunione dell’assemblea regionale dell’ANCI.
Nel corso di quest’ultima, svoltasi a Caltanissetta, il Sindaco Federico Piccitto ha presentato la piattaforma rivendicativa elaborata e sottoscritta dai sindaci iblei e dal presidente della Consulta Permanente dei Presidenti dei Consigli comunali iblei, relativamente alle azioni tese a contrastare le criticità finanziarie e normative in cui versano gli Enti Locali.
Piccitto ha dichiarato che “Non siamo stati chiamati ad interpretare il ruolo dei commissari liquidatori dei nostri territori e quindi non vogliamo essere complici di un disegno ben preciso teso a scaricare colpe e responsabilità di altri sugli Enti Locali e quindi sui cittadini.
Per questo è necessario porre in essere una forte azione di protesta, coinvolgendo tutte le realtà siciliane, per pretendere risposte ed interventi adeguati ad una situazione che ogni giorno si fa sempre più critica e rischia di condurci, senza correttivi, verso il fallimento generale, con conseguenze sociali ed economiche devastanti soprattutto per i cittadini”.
Dopo questo appuntamento, il silenzio è calato sulla problematica, che rimane intatta senza le forti azioni di protesta alle quali si inneggia senza concrete attuazioni.
Anche per il riordino della rete ospedaliera, strettamente legato alle risorse economiche disponibili, dopo il confronto tra il coordinamento dei rappresentanti degli Enti Locali iblei ed il direttore generale dell’Asp 7, dott. Maurizio Aricò, il Sindaco Federico Piccitto, in qualità di coordinatore della Conferenza dei Sindaci del territorio ibleo, ha inviato una missiva all’Assessore regionale alla sanità Lucia Borsellino.
Tre le richieste principali, che riguardano le esigenze di chiarimenti sul rapporto tra il programma di riordino della rete ospedaliera iblea e le risorse economiche previste, la necessità di rassicurazioni sul mantenimento di adeguati livelli di assistenza ed il potenziamento delle strutture sanitarie d’eccellenza e garanzie sulla qualità dei servizi offerti.
Per il Sindaco di Ragusa “E’ necessario verificare la congruità tra le risorse economiche assegnate all’azienda sanitaria provinciale iblea ed il nuovo progetto di riordino della rete ospedaliera territoriale, alla luce della scarsa compatibilità tra le previsioni di spesa ed i recenti dettati normativi.
Questo territorio – ha aggiunto il primo cittadino – è sempre stato un esempio di virtuosità anche in campo sanitario. Per questo la necessità di garantire un livello di assistenza adeguata, oggi, impone un intervento radicalmente diverso, appostando le risorse necessarie affinché il direttore generale dell’Asp 7, dott. Maurizio Aricò, che ringrazio per la disponibilità e l’apertura al dialogo dimostrata con i rappresentanti del territorio, possa operare con risorse finanziarie adeguate”.
Secondo il nostro modesto parere altra serie di istanze che rimarranno senza risposta o, quanto meno, avranno delle risposte parziali. L’assessore è lo stesso che più volte è intervenuto a Ragusa promettendo mari e monti per la sanità locale, in primis per il nuovo ospedale di Ragusa che, da solo, potrebbe costituire faro della Sanità in provincia, ma naturalmente con le ali tarpate dal provincialismo imperante di quanti vogliono mantenere in vita strutture fuori tempo, nell’illusione di poter mantenere le posizioni sul territorio.
Un’altra battaglia che sembra persa in partenza contro i governi azionali e regionali, sordi alle istanze delle collettività locali, nell’impotenza provocata dall’assenza della classe politica locale, incapace di esprimere autorevolezza e senso di competenza sulle materie in oggetto, il tutto nell’assoluta indifferenza della collettività locale che, in uno stato di torpore che rasenta l’incoscienza, assiste, senza reazioni, ai fatti dell’ospedale, della Ragusa Catania, delle province eliminate, della raccolta dei rifiuti e di tanto altro ancora.
Momentaneamente vittoriosi, grazie all’azione della magistratura, non certo della politica, sul fronte dell’opposizione al MUOS di Niscemi.
A Ragusa, Consiglio Comunale aperto per discutere dell’Organizzazione Giornata regionale di opposizione al MUOS di Niscemi. Alla seduta sono intervenuti i rappresentanti del Comitato No Muos, numerose associazioni ambientaliste ed i sindaci dei Comuni di Niscemi e di Chiaramonte Gulfi, rispettivamente Francesco La Rosa e Vito Fornaro.
Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Federico Piccitto e dal Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono, sulla riunione, considerata come un momento di condivisione della battaglia portata avanti in questi anni contro la realizzazione del MUOS di Niscemi, anche se, per dovere istituzionale si sono astenuti dal far rilevare la totale assenza della deputazione locale.
Il Sindaco Piccitto ha esaltato l’azione dell’amministrazione iblea, sempre in prima linea per la lotta al MUOS, a fianco della città di Niscemi e dei tanti comitati di cittadini siciliani sorti contro l’installazione militare. ”Una battaglia per il rispetto della tutela della salute, dell’ambiente e soprattutto del modello di sviluppo futuro che vogliamo dare al nostro territorio, e che non è affatto compatibile con tale installazione”, queste le parole del primo cittadino di Ragusa.
“La vicenda MUOS con le recenti pronunce del TAR e con il sequestro della base da parte della Procura di Caltagirone – ha aggiunto il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono – è una vittoria di popolo, di partecipazione dal basso.
Una vittoria innanzitutto delle donne, delle mamme e dei tanti bambini che con tenacia e determinazione hanno detto SI ad uno sviluppo sostenibile della Sicilia.
Una Sicilia che tuteli e valorizzi le proprie ricchezze naturalistiche, paesaggistiche, culturali e che respinga il sottosviluppo degli strumenti di morte.”
Una tappa importante del percorso che si potrà dire concluso solo quando ci sarà la certezza di un abbandono del sito da parte degli americani.
Ma anche in questo caso, totale assenza della classe politica locale e della collettività della provincia di Ragusa, quasi che le onde elettromagnetiche del MUOS vadano oltre questo territorio, senza attraversarlo.
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