di Cesare Pluchino
Composta ma decisa protesta per la totale mancanza di attenzione per il territorio, nel contesto di un atteggiamento politicamente troppo corretto che non sfiora né i parlamentari locali né, tantomeno, le forze politiche che sostengono il governo regionale e i rappresentanti in consiglio comunale
Ci sono voluti due anni per capire l’affidabilità di uomini e partiti al Governo della Sicilia, ma c’era chi sorrideva all’entusiasmo della parata di auto blu che portò a Palazzo dell’Aquila il presidente della Regione e la sua Giunta: una passerella organizzata per spargere promesse nel tripudio dei referenti locali che facevano a gara per la foto di rito.
Forse, è anche eccessivo lo scoramento del Sindaco Federico Piccitto e dell’assessore ai Lavori Pubblici, Salvatore Corallo, perché ci sarà, sì, una scarsa attenzione verso la nostra città, ma leggendo di tutto quello che avviene a Palermo, di ordinario e di losco, come riportano le cronache, e della giostra di assessori che non accenna a fermarsi, tutti senza nessuna autorevolezza e senza possibilità di sfruttare le eventuali competenze personali, può anche emergere la fondata impressione che le mancate attenzioni verso Ragusa non siano altro che la logica conseguenza di una condizione di caos e di disastro totale che poco spazio lascia all’eventualità che sia proprio il capoluogo degli iblei il bersaglio preferito.
Ormai troppo evidente che il governo regge sullo smisurato attaccamento alle poltrone dei deputati, che sanno di essere ormai impresentabili per il futuro, e sul disperato tentativo del Partito Democratico di recuperare posizioni attraverso il mantenimento di posizioni di governo per arginare la piena del Movimento 5 Stelle che, di giorno in giorno, si annuncia come la forza politica che decreterà il definitivo tramonto dei democratici in Sicilia.
Convocata una apposita conferenza stampa per rappresentare le criticità di un rapporto con Palermo che vede bloccati la maggior parte dei finanziamenti regionali per importanti progetti messi a punto dall’amministrazione di palazzo dell’Aquila.
Risultano bloccati diversi milioni di euro, primo fra tutti il progetto del rifacimento della rete idrica per il quale la Regione non ha trasferito nessun finanziamento.
Un’opera che, da sola, significa risparmio energetico ed economie, non di poco conto, sulle manutenzioni.
Un progetto sul quale l’assessorato diretto da Salvatore Corallo ha dedicato tempo e competenze, considerandolo, così come era stato annunciato e accolto in città, di primaria importanza.
Per il Sindaco, Federico Piccitto non è più tempo di ascoltare promesse, non è più tempo di rispetto istituzionale per una Regione che non riesce a mantenere gli impegni e non utilizza i fondi europei.
Situazione del tutto inaccettabile e intollerabile, che si frappone allo sviluppo economico della città, suscitando, inoltre, rabbia e frustrazione per una serie di progetti esecutivi pronti ma inutilizzabili.
Unica via, per il Sindaco, quella di sollecitare azioni forti alla deputazione regionale di riferimento, quella del Movimento 5 Stelle, per affiancare una protesta cittadina che dovrà, inevitabilmente, essere assai dura.
Salvatore Corallo ha evidenziato i riflessi negativi del blocco de finanziamenti che ricadono su un settore già al collasso. Un comparto, quello dei lavori pubblici, che, da solo, può costituire volano di sviluppo economico.
Ci sono in ballo cifre assai rilevanti che risultano bloccate per inefficienza, superficialità e scarsa attenzione, tanto da indurre l’amministrazione di Ragusa a valutare la possibilità di adire anche le vie legali, ove fossero riscontrate palesi disfunzioni e irregolarità nelle procedure.
L’assessore ha citato, per primo il settore dell’edilizia sportiva, dove, a livello regionale, sono stati cancellati 52 milioni di euro per un’ inspiegabile compromissione dei fondi relativi, che nemmeno il nuovo assessore ha saputo comprendere.
Ragusa ha visto svanire 3.300.000 euro per importanti interventi, a cominciare da quelli previsti per il campo di rugby.
Ma la criticità più madornale è quella per l’idrico che vede rendere inutile una delibera CIPE del 2012 per 5 progetti di rifacimento di reti idriche, un apporto definito di 6.300.000 euro che svaniscono fra le pieghe di una burocrazia regionale preda di incapaci e di inetti che, forse, recitano anche la parte per conto di una regione che vuole trattenere le somme con espedienti vari.
L’assessore Corallo ha descritto la vicenda esibendo un corposo carteggio che conferma dati e date sui quali nulla si potrebbe eccepire in ordine alla regolarità delle procedure seguite dagli uffici dell’assessorato.
Si tratta solo di evidenti responsabilità palermitane.
L’edilizia scolastica è pure colpita da questo flagello di inefficienza, vanificato il progetto per il recupero di una antica masseria, risultato primo in una speciale graduatoria dei progetti sottoposti nel 2013.
Anche finanziamenti derivanti dal recupero dei fondi PAC sono in forse, mandando in malora progetti per la villa Moltisanti e per la pista ciclabile sul percorso della ex ferrovia.
L’atteggiamento tenuto in conferenza stampa da Sindaco e Assessore si è mostrato di estrema compostezza, pur nella legittima delusione per comportamenti procedurali inqualificabili.
Ha colpito soprattutto l’assenza di ogni minima critica verso la deputazione regionale e per il deputato ragusano in particolare, come nessun cenno c’è stato per i partiti che sostengono il governo regionale e che hanno rappresentanti in Consiglio Comunale, tutti elementi, ormai, di provata scarsa influenza sulle politiche di Crocetta e dei suoi assessori, ma che dovrebbero costituire il primo baluardo contro le follie di una politica regionale arrivata al capolinea.
E’ inevitabile auspicare che venga espresso un chiaro segnale di condivisione da parte delle minoranze consiliari che, almeno questa volta, debbono abbandonare l’opposizione di bottega e agire, in maniera costruttiva, nell’interesse della collettività e del bene comune, dimenticando per un giorno polemiche e problematiche di quartiere, rivalità interne e riunioni per illudersi nella scelta di un unico candidato sindaco delle opposizioni, per fare fronte comune contro le scelleratezze di un governo regionale amico di nessuno.
Piccitto ha intenzione di sollecitare i deputati regionali del suo Movimento per una attenta analisi della situazione che possa permettere di superare il caos amministrativo e l’inefficienza che ha caratterizzato anche altre vicende importanti per la città, a cominciare dall’Università e dal Corfilac, per i quali il Sindaco intravede aspetti poco chiari che necessitano di particolari attenzioni.
Ci sarebbero segnali diversi che tratteggiano un quadro fosco, pare si voglia mettere un freno ad un territorio che sembra votato a crescere, nonostante le difficoltà del momento.
Non resta che accendere la protesta per ottenere il dovuto, per avere quello che ci spetta.
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