Il teatrino della politica locale a San Giacomo

Crisi idrica stabile a San Giacomo, in difficoltà non solo i residenti della frazione, aumentati per l’avvio della stagione estiva, ma soprattutto le tante aziende agricole del territorio che hanno bisogno del prezioso liquido per gli allevamenti e l’irrigazione.
Situazione comune al territorio modicano della contrada. Tutto dipende dalla gestione critica, ormai datata, del Consorzio di Bonifica di Ragusa, che gestisce la distribuzione dell’acqua, proveniente dalla diga Santa Rosalia, sul territorio della contrada.
Crisi globale dell’ente, difficoltà economiche per le limitate erogazioni della Regione, carenza di personale e, ci mettiamo noi, anche una gestione commissariale evidentemente non all’altezza del compito.
Il Consorzio di Bonifica n.8 di Ragusa è considerato, da tempo, allo sfascio, stipendi erogati con ritardi di mesi, difficoltà anche per l’ordinaria amministrazione.
In effetti, per quanto ci riguarda come territorio ragusano, il Comune non avrebbe nessuna competenza in ordine alla distribuzione idrica, dovrebbero essere il Consorzio, la Regione, la Prefettura, a gestire l’emergenza, ma il fatto che i residenti e le aziende agricole pagano le tasse a Ragusa, legittima i cittadini della frazione a bussare a Palazzo dell’Aquila.
Il che innesca il teatrino della politica, diffusissimo nel capoluogo, perché non si parla d’altro che delle responsabilità del Comune per la crisi idrica a San Giacomo. Nessuno si appella al Commissario del Consorzio, nessuno alla Prefettura, nessuno dice chiaramente chi deve sostenere i costi dell’emergenza, se i cittadini hanno diritto a rimborsi per il rifornimento idrico da privati e da parte di chi.
Ma sono tutte incognite che devono restare in essere, per alimentare il teatrino, in ogni caso, c’è una emergenza sul territorio comunale e il Comune è chiamato a gestirla.
Per inciso, i consiglieri comunali che hanno preso a cuore le sorti della contrada, in pratica il consigliere Mario Chiavola, da sempre vicino, come residente estivo, della frazione rurale, e i 5 Stelle Trinagli e Firrincieli che, da poco, hanno cominciato ad interessarsi della frazione, forse per la presenza in loco di qualche pentastellato, iscritto o simpatizzante, hanno, more solito, incalzato il sindaco.
Nessun appello e nessun coinvolgimento per l’assessore alle frazioni, la sig.ra Spata, nessun appello per l’assessore allo Sviluppo Economico, sig.ra Licitra, nella sua qualità di assessore allo sviluppo economico e all’agricoltura, che sarebbe direttamente interessata a intervenire per le forti criticità delle aziende agricole. Ma sono settori, da sempre in letargo profondo.
Nelle ultime settimane teatrino della politica dominato dagli interventi, che su San Giacomo sono sempre costanti, del consigliere Mario Chiavola, e dei consiglieri Trinagli e Firrincieli che approfittano anche di alcune conoscenze fra i tecnici del Consorzio di Bonifica, per saperne di più.
La crisi idrica di San Giacomo è stata oscurata, all’inizio da quella del centro abitato di Ragusa che, chiaramente, faceva più notizia. Attenuata quest’ultima, per il nuovo approvvigionamento dai pozzi ASI e, risolta anche l’erogazione idrica su Marina di Ragusa, normalizzata per l’attivazione di un denitrificatore, riflettori, ora tutti puntati si San Giacomo.
Come spesso avviene per gli interventi dei consiglieri comunali, buoni solo per alimentare comunicati stampa e interventi in consiglio comunale, nessun risultato. Non escono tutte le verità sulle cause della crisi, finora non sappiamo se la carenza idrica è causata da difficoltà logistiche del personale del Consorzio, alla gestione o alla manutenzione dell’impianto.
Qua, viene fuori l’inadeguatezza dei vertici del Consorzio che, in presenza di difficoltà di gestione o di manutenzione o di guasti all’impianto avrebbe il dovere di diffondere avviso pubblico di interruzione del servizio. E nessuno dei cosiddetti politici, si preoccupa di fare rilevare il particolare.
Solo attacchi e sollecitazioni al sindaco.
Unico motivo di vanto dei consiglieri di opposizione aver proposto al civico consesso tre atti di indirizzo, sulla gestione dell’acquedotto del Comune, sulla potabilizzazione delle acque e sul servizio di autobotte nella frazione, tutti, naturalmente, regolarmente bocciati.
Azione politica delle residue opposizioni ininfluente ai fini della soluzione dei problemi, anche se il Comune, non ha mancato di metterci del suo per il teatrino.
Per esempio, unico provvedimento il posizionamento di una piccola autobotte nel cortile della scuola di San Giacomo, con la geniale trovata di chiudere il cancello nel weekend, successivamente aperto solo l’ingresso pedonale con tutte le difficoltà per chi doveva riempire uno o più fusti.
In ogni caso, un rimedio temporaneo, malamente organizzato, per gli usi domestici dell’acqua. Per le esigenze dell’aziende agricole, pare che un assessore abbia dichiarato. “non è competenza nostra pensare all’acqua per gli animali”.
Con la chiusura, ad effetto, dell’autobotte che se ne va, perché il Consorzio avrebbe annunciato la ripresa dell’erogazione di acqua, purtroppo durata nemmeno 24 ore.
Ieri sera, mercoledì 29 giugno, un’altra puntata del teatrino, questa volta con ospiti di eccezione: una signora del posto, evidentemente convinta della scarsa efficacia dell’interessamento dei consiglieri comunali, si rivolge direttamente al primo cittadino, o a uno dei suoi assessori, e ottiene la visita di Cassì che si reca sul posto con l’assessore Giuffrida. Forse, quest’ultimo appunto chiamato in causa dalla residente, in quanto senza competenze per le contrade, per lo sviluppo economico e l’agricoltura, né per la distribuzione idrica che, a San Giacomo, non è comunale.
Forse, il sindaco lo avrà coinvolto perché una data non si nega a nessuno, e Giuffrida in questo è maestro, oppure si è pensato di gratificare i cittadini di San Giacomo con l’annuncio che, a metà luglio, se tutto va bene, anche i residenti della frazione potranno avere a disposizione, ancorché a 40 km di distanza, di due campi di padel, la cui ubicazione, a Marina di Ragusa, potrà consentire, oltre ad una sana attività sportiva, la possibilità di un bagno a mare, con relativa doccia.
A parte la considerazione, che qualcuno potrà non prendere sul serio, passerella rurale di sindaco e assessore che non ha risolto nulla, della serie “acqua calda e restiamo a vedere”: secondo una nota diffusa dal consigliere Chiavola, presente all’incontro ancorché lo abbia saputo solo all’ultimo momento, come del resto lo hanno saputo solo indirettamente, anche i consiglieri 5 Stelle, praticamente un nulla di fatto.
Il sindaco avrebbe assicurato solo che il servizio di autobotte sarà assicurato anche ai residenti dotati di cisterna idrica, l’impegno per attivarsi per le dovute pressioni sulla Regione e per sollecitare il Prefetto per trovare soluzioni concrete e definitive.
Chiavola legge il teatrino, la passerella, in maniera del tutto personale, il Sindaco, grazie anche alle sollecitazioni delle opposizioni, sarebbe venuto a più miti consigli (?), recriminando che dell’incontro, atteso da circa due anni, con il primo cittadino, si è saputo tardi, tanto che erano presenti solo una trentina di residenti, pochi rispetto alla moltitudine di cittadini della frazione che avrebbero interesse a rivolgere direttamente agli amministratori le loro istanze.

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