Il trailer di una occupazione dell’aula consiliare

Come per le migliori rappresentazioni, sold out nel backstage, pieno di suggeritori, sostenitori e istigatori
Tutto è iniziato poco prima delle ore 20, nel corso della seduta di consiglio comunale di lunedì 30 gennaio: la consigliera Marabita dissidente del Movimento 5 Stelle dichiarava di voler occupare l’aula, durante i lavori del civico consesso, dopo un intervento in aula spezzato da profonda commozione e interrotto per le lacrime che non ha potuto trattenere.
La consigliera, in tenuta pentastellata con la maglietta del Movimento 5 Stelle, si bendava la bocca con una sciarpetta, per significare l’intenzione di non rispondere alle parole del Presidente del Consiglio che la considerava presente in aula, indipendentemente dalle sue intenzioni di occupare l’aula, naturalmente dopo la fine dei lavori.
A sostenerla elementi del meetup ragusattiva5stelle, fra cui l’ex assessore Dimartino, nella zona del pubblico, mentre sostegno riceveva in aula dagli esponenti del gruppo del Patto di Consultazione, Migliore, Nicita, Castro, Iacono, Ialacqua, Morando e Massari, soprattutto dopo l’intervento in aula dell’assessore Martorana che stigmatizzava pesantemente atteggiamenti e parole della Marabita, definendo addirittura “scene di cartone” lo spettacolo offerto all’aula.
Le parole decise dell’assessore Martorana provocavano la reazione dei consiglieri citati e, alla fine della seduta, anche atteggiamenti anche poco consoni di elementi del meetup che arrivano quasi a minacciare l’assessore, consigliandogli, addirittura, di cambiare partito.
Gli stessi che hanno interrotto il dibattito in aula dalla zona del pubblico e che, inopinatamente, sono stati tollerati dalla Presidente Federico che non ha richiesto l’intervento degli agenti della Polizia Municipale presente in aula.
Un clima decisamente intollerabile per il Consiglio Comunale, purtroppo fomentato anche da talune opposizioni che non dovrebbero sostenere azioni di questo tipo, durante lo svolgimento dei lavori consiliari, per il prestigio dell’istituzione.
La Marabita ha vissuto il suo momento di notorietà, tutti i giornalisti presenti hanno giustamente approfittato dell’evento per interviste e riprese video, ma, con grande sorpresa, dopo che c’era stato l’avvicendamento degli agenti di Polizia Municipale, intorno alle ore 10.30 è arrivata la notizia che l’occupazione era terminata.
Solo un trailer di una vera occupazione, uno spot propagandistico, per una trovata che lasciato perplessi i più per l’atipicità di un consigliere comunale che occupa il sito conferitogli dal mandato, come se uno occupasse casa sua. Qualcuno faceva notare che, se occupazione doveva essere, si dovevano vedere tutti i dissidenti del meetup, così anche da avere un’idea chiara sul numero effettivo di componenti.
Invece un fuoco di paglia, subito rientrato, pare anche per l’intervento della DIGOS arrivata a Palazzo dell’Aquila per verbalizzare l’accaduto.
Intempestivo, considerato l’esito della protesta, il comunicato del Laboratorio 2.0 che esprime “Solidarietà al Consigliere Marabita che, questa sera, ha deciso di occupare l’aula consiliare di Ragusa”.
Laboratorio politico che comprende le ragioni della dissidente perché incarnerebbe “quanto di buono c’è in quello sconclusionato movimento politico”.
Il direttivo del Laboratorio, indirettamente presente in Consiglio Comunale attraverso le sue aderenti Sonia Migliore e Manuela Nicita del gruppo UDC, stigmatizza le vessazioni dei 5 Stelle ai danni di chi non la pensa come loro, ritenendosi vittima elle stesse per aver condotto una opposizione senza sconti.
Per la ottima conduzione dei lavori d’aula da parte della Presidenza del Consiglio, nonostante la criticità di alcuni momenti, provocata dalle strumentali intemperanze di qualche consigliere, i lavori sono proseguiti ed è stato esitato il primo punto all’OdG, riguardante l’approvazione del regolamento comunale relativo alla definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento, mentre è stato rinviato il punto riguardante il piano triennale di previsione della corruzione.
Sullo sfondo della seduta resta il gesto grave di un consigliere comunale che vuole occupare l’aula consiliare, contestando la sua stessa formazione politica di appartenenza, sul quale si addensano aspetti diversi, alcuni dei quali venuti fuori anche in aula.
Qualcuno eccepisce dubbi sulla posizione della stessa consigliera in ordine alla regolarità della sua posizione relativamente ad una serie di tributi non pagati al Comune di Ragusa, dubbi che andrebbero chiariti, oltre alle indiscrezioni che vorrebbero innescato un procedimento di espulsione dal Movimento della stessa Marabita e di altri iscritti dissidenti.
In aula circolavano, inoltre, voci inerenti la protesta della Marabita che sarebbe stata organizzata, artatamente, fomentando gli scontri in aula, per boicottare il regolamento sulla rottamazione delle ingiunzioni di pagamento, col fine di addossare la colpa all’amministrazione per la mancata adozione delle agevolazioni

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