Il triplo salto in lungo di Stefania Campo

Siamo, ormai, di fatto, in campagna elettorale, normale qualche fuga in avanti ma l’odierna prestazione di Stefania Campo, esponente dei 5 Stelle, attualmente deputato regionale, già assessore della giunta Piccitto, sa di triplo salto in lungo.
Difficile decifrare lo spirito dell’avanzata candidatura, in contraddizione con i principi grillini e prematura in relazione ad accordi e alleanze non ancora formalmente ufficializzate.
Trapela una voglia di prendere, in ogni caso, posto, in abbandono dei vecchi principi grillini e aderente alle tendenze dei moderni 5 Stelle di assicurarsi, prima di tutto, la poltrona.
Il virgolettato del sottotitolo non ammette equivoci, “mi ricandido”, con tanto di foto con Conte, senza la certezza che all’epoca delle regionali sarà ancora il leader dei 5 Stelle e avrà valenza la foto.
Del resto, al momento, non conviene farsi riprendere con Grillo, il vecchio Cancelleri non ha la certificazione di leader regionale, forse questo ha consigliato la foto con Conte.
Obiettivo esplicito quello non solo di concorrere ma anche di governare qualche comune sia pure in coalizione, con uno spirito che non è più quello del vaffanculo ma di un voto ragionato di chi apprezza le persone e le esperienze.
Tutto in una intervista al quotidiano locale dove si legge che Conte e la base faranno una proposta unica ai partiti del centro sinistra, non solo, quindi, Partito democratico che viene quasi snobbato nel passaggio degli ottimi rapporti con Claudio Fava, nonostante la distribuzione di facsimile nei paesi etnei con Antony Barabagallo.
Sono le avvisaglie di una alleanza che si prospetta piena di angoli da smussare, perché i 5 Stelle non vogliono apparire come secondi, né mai assimilati allo squadrone di sigle minori della coalizione.
Le comunali di Ragusa arriveranno dopo le regionali e le nazionali, quando i giochi saranno fatti e ci sarà poco da filosofeggiare.
Il primo deputato regionale 5 Stelle del territorio è saltato, sostituito proprio dalla Campo, i cui concorrenti, o potenzialmente tali, della quale andranno cercati più fra i 5 Stelle che non fra i possibili alleati del centro sinistra.
Fino a quando non si saprà chi sarà il leader in Sicilia e chi tirerà il filo delle candidature, saranno solo parole.
Stefania Campo ostenta platealmente di dimenticare il passato a Ragusa, le fallimentari strategie che portarono alla disfatta, dopo la sindacatura Piccitto, strategie delle quali proprio la Campo fui artefice negativa, prima bloccando, di fatto, la candidatura Iannucci, poi cercando di condizionare, per avere spazio per i suoi fedelissimi, il candidato Tringali, consapevole della sua forza che non derivava solo dai pentastellati.
Strategie che si unirono a quelle, ancora più dissennate per le candidature alle nazionali, dove il flop sulle espressioni del territorio fu epocale.
Vorrebbe, forse, che si dimenticassero tutti i passaggi delle ultime comunali e che si avanzasse compatti per nuovi trionfi che non potranno ritornare, almeno nelle dimensioni di una volta.
Lo si comprende dal tentativo di far apparire normali e fluenti i rapporti con i 5 stelle di Ragusa, in particolare con i consiglieri comunali, rimasti i soli a costituire qualcosa di tangibile come 5 Stelle.
In tre anni e mezzo di sindacatura Cassì la presenza della Campo non si è fatta sentire, né qualcuno dei consiglieri ha dato la sensazione di avvertirla.
Significativo il passaggio dove afferma, spavaldamente, che i consiglieri comunali dimostrerebbero infantilismo e incapacità politica se non la sua stessa maturità politica e lo stesso garbo istituzionale, una sorta di aut aut che fa solo sorridere, conoscendo i soggetti.
Comprende che ci possano essere ambizioni, ma dopo 9 anni di attività dentro le istituzioni, un messaggio diretto perché sono solo due con tale esperienza, non ci dovrebbero essere manovre ostili.
La terza parte del salto triplo, quello finale, dove la Campo si autodefinisce punto di riferimento del Movimento 5 Stelle di Ragusa, forte dei 6214 cittadini che le hanno dedicato il voto, dimenticando che sono cittadini di tutta la provincia, mentre c’è qualcuno che il doppio dei voti lo ha ottenuto solo a Ragusa.
In ogni caso sei leader quando te lo dicono gli altri, e non solo dall’interno del partito.

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