Il turismo, questo sconosciuto

Il turismo era, una volta, al centro delle politiche degli enti locali, c’era un assessorato, ambito, in ogni comune, c’era l’Azienda Provinciale per il Turismo, ci furono i tempi di Filippo Garofalo, poi vennero i tempi moderni dei quali l’antesignano fu Giovanni Mauro, vennero i vari Beretta, Diquattro, Minardo, che fecero delle politiche turistiche per il territorio un fiore all’occhiello.
Dopo che la Regione ha voluto accentrare le politiche turistiche, per evidenti motivi che sono spiegati dalla nascita della corrente turistica in alcuni partiti, il turismo ha perso, in sede locale, la verve di un tempo ed è diventata preda secondaria per incompetenti di vario genere.
Noi non ce ne accorgiamo, ma si vive ugualmente di turismo, per le bellezze monumentali, artistiche, architettoniche, ambientali, per il grande patrimonio culturale, per le grandi tradizioni religiose e folkloristiche e, soprattutto, enogastronomiche.
Oggi il turismo, almeno dalle nostre parti, è nelle mani del GAL, nella fattispecie quello di Terra Barocche che coinvolge, direttamente i Comuni di Ragusa, Modica, Ispica, Santa Croce Camerina e Scicli.

Frutto delle politiche creative dell’Unione Europea, nell’ambito del progetto LEADER, il GAL Terra Barocca ha il compito di elaborare e realizzare a livello locale una strategia di sviluppo pilota innovativa, multisettoriale ed integrata: il cosiddetto Piano di Azione Locale.
Strategia di Sviluppo Locale di tipo partecipativo “Esportiamo i prodotti, accogliamo i turisti, sosteniamo il territorio. La crescita del territorio parte dal territorio.”
Vuoi perché abbiamo capito solo questo, o questo solo ci hanno fatto capire, sembra che il GAL Terra Barocca si occupi prevalentemente, se non solo, di turismo.
Nonostante si vantino, anche nel sito istituzionale, gli ingenti finanziamenti che l’Europa destina a questo tipo di strutture, con le ultime iniziative è andata a finire come con il Piano strategico del Turismo del Comune di Ragusa che, profumatamente pagato, al momento di attuarlo ci volevano i soldini del pubblico.
L’ultima iniziativa del GAL Terra Barocca che, per inciso, vanta una rendicontazione puntuale dell’utilizzo delle risorse finanziarie, purtroppo non resa pubblica nelle sue varie sfaccettature, è quella dell’istituzione della DMO Enjoy Barocco.
Iniziativa che ha visto allargare la platea di partecipanti al Libero Consorzio e alla Camera di Commercio per l’apertura ad altri territori, si presume solo della provincia, introducendo un nuovo modello di governance pubblico-privata pensato per gestire in modo strutturato, continuativo e coordinato la destinazione turistica unica.
Punto focale quello per il quale tutti hanno formalmente dichiarato di credere nel progetto DMO Enjoy Barocco e di sostenerlo anche economicamente, individuando nella tassa di soggiorno una delle leve fondamentali per garantirne l’operatività. Della serie “tutti i salmi finiscono in gloria”.
Si è parlato di una strategia unitaria di gestione turistica, aprendo anche al contributo dei privati, per quella che la Presidente del GAL, Maria Monisteri, sindaco di Modica e delegata per il turismo della Presidente del Libero Consorzio, ha voluto definire “una svolta epocale per il turismo ibleo”. Non si parla solo di promozione (ma dove è stata finora? NdR) ma di gestione della destinazione.

Questa svolta epocale, della DMO Enjoy Barocco, non nasce da zero. Il GAL Terra Barocca ha già costruito negli anni una destinazione turistica strutturata, dotata di identità, strumenti operativi e visione strategica.
Un percorso, quello turistico, costruito su basi scientifiche solide, partendo da un masterplan condiviso e ispirandosi a modelli virtuosi ora pronti a essere messi a sistema.
Sono già attivi l’Osservatorio Turistico di Sviluppo Locale, il portale www.enjoybarocco.com, strumenti di analisi dati e intelligenza artificiale per la creazione di itinerari personalizzati, una rete di infopoint e totem multimediali brandizzati, oltre a una intensa attività di promozione in fiere turistiche, press tour, educational con tour operator e incontri diretti con gli operatori.
Tra le novità, anche PayTourist, la piattaforma digitale che consentirà di ottenere dati in tempo reale sulle presenze turistiche, rendendo più efficiente per gli operatori la gestione dell’imposta di soggiorno e dei servizi collegati.
Dalle indagini e dagli incontri con gli operatori è emersa con chiarezza la richiesta di una governance pubblico-privata, di una struttura snella e operativa, affidata a competenze specialistiche.
Nel corso degli incontri, si apprende dai comunicati ufficiali, sono intervenuti anche Ignazio Ottaviano, componente del comitato scientifico della DMO, Daniele La Rosa, presidente del Ccn Antica Ibla, e Bianca Panepinto, presidente dell’associazione Sicilia Costa Iblea, evidenziando come una DMO strutturata rappresenti una marcia in più per attrarre investimenti e creare nuove opportunità, a condizione che sia governata con le giuste professionalità.
Si dovrebbe passare, prossimamente, all’avvio del comitato promotore, nella scelta della forma giuridica e del modello di governance, nella costituzione formale e nel riconoscimento della DMO, oltre allo sviluppo degli strumenti già predisposti.

Ma, nei giorni scorsi, proprio da uno dei qualificati partecipanti citati, Daniele La Rosa, presidente del Ccn Antica Ibla, sono emerse, in un articolo del quotidiano locale, forti riserve sulla programmazione turistica del territorio.
Ci occupiamo delle considerazioni del dott. La Rosa considerandolo eminenza del settore turistico, se non altro per le molteplici attenzioni, anche in termini economici, per diverse iniziative, di carattere turistico, del CNN Arnica Ibla, riservate dal sindaco di Ragusa Cassì.
Questo signore, operatore del settore turistico oltre che Presidente del CNN, figlio prediletto del Comune di Ragusa, promotore, addirittura del famoso quanto sconosciuto Piano Strategico del Turismo, senza mezzi termini, secondo quanto espresso sui social e ripreso dal quotidiano La Sicilia, constata che, dopo anni, in quanto a programmazione turistica, si naviga a vista, si è sempre allo stesso punto: senza strumenti seri di analisi e previsione della domanda turistica, senza una governance chiara, senza una DMO realmente operativa, che avrebbe dovuto seguire altre direzioni.
“Senza numeri, senza visione, senza strumenti e senza programmazione si è destinati a vivacchiare” afferma La Rosa, stigmatizzando un modus operandi già visto. “Si continua a costruire senza fondamenta, si parla di sviluppo senza affrontare i temi della visione, della competenza e della responsabilità”.
Le affermazioni sono pesanti, tali da non essere considerate attendibili se non fosse per la fiducia riposta nel soggetto dal sindaco di Ragusa, peraltro circondato da esperti nel settore: “Si va avanti senza fondamenta, si ritiene che basti una cazzuola, un po’ di sabbia e qualcuno ‘prestato’ da altri mestieri per tracciare il futuro di un territorio, abbiamo visto nascere Camera di Commercio, Distretto Turistico, aeroporto di Comiso, oggi questa ennesima organizzazione dal nome inglese, che dovrebbe rappresentare la svolta.”
Siamo perfettamente d’accordo con La Rosa quando dice che non iniziando dalle basi, senza competenze vere, senza condivisione reale con il territorio, ci saranno solo contenitori vuoti buoni per fare comunicati e per spendere denaro pubblico.
Conclude: “Il turismo non si improvvisa, la destinazione non si costruisce con le scorciatoie, non si può continuare a chiedere fiducia senza dimostrare capacità.”
Del tutto evidente, per i chiari riferimenti, la totale bocciatura dell’iniziativa DMO Enjoy Barocco, il che consiglierebbe, considerata la fonte dei rilievi e delle osservazioni, un chiarimento pubblico sulla effettiva natura dell’iniziativa, sui costi, sulla massima trasparenza per la gestione economica del GAL e della DMO, e sulle effettive competenze delle figure istituzionali coinvolte che, per molti versi, vedi Iblea Acque, per citarne solo uno, non hanno certo mostrato, come pure nella gestione dei loro Comuni, particolari doti di competenza, efficienza e capacità politica.

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