Estratto dalla registrazione audio dell’intervento del Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana, Totò Cuffaro, al Congresso provinciale della DC, tenutosi a Modica, domenica 4 febbraio. Filo discorsivo fedele alla registrazione.
Sono contento, hanno parlato molti amici prima di me, questo Congresso ha detto che più gente parla vuol dire che questo Congresso è un Congresso di idee, di persone, che hanno la testa, che parlano e contribuiscono, non è un’assemblea di quelle forzate come eravamo abituati, è un Congresso e credo che ormai di questi congressi dove ci sono stati 30 interventi me ne abbiamo lasciati altri 30 a non parlare, in Sicilia, non se ne vedono più e già questo è un merito ed hanno reso più complicato il mio intervento perché dovrò andare a dire quello che non è stato detto, ma è difficile perché è stato detto quasi tutto.
Io credo che nel cuore di ognuno di voi, degli uomini e delle donne che ho incontrato entrando, ci sia il desiderio di amicizia il desiderio della speranza, il desiderio della solidarietà, dello stare insieme questo desiderio nella sofferenza e nella gioia che ognuno di voi stamattina, col semplice bacio e con la stretta di mano, abbia voluto trasferire e questa è una cosa straordinariamente bella in un Congresso di partito perché vuol dire che in questo Congresso non ci sono solo i numeri, ma soprattutto un’anima, l’anima delle persone che hanno deciso di ricondividere il tessere di una storia, di un’idea, di una voglia di partecipazione, e vi assicuro che non è semplice rimanere non emozionati davanti a questa straordinaria capacità di affetto che ci avvolge tutti ma che troviamo dovunque andiamo, nel posto più sperduto del comune più piccolo della Sicilia, è un’emozione soprattutto per chi come me, quando due anni e mezzo fa, in un posto simbolo della nostra Regione, a Caltagirone, abbiamo presentato la lista della Democrazia Cristiana, con grande pazienza con tanta abnegazione, spirito di sacrificio, abbiamo interloquito con l’allora sindaco, persona per bene, che era anche segretario regionale del movimento del presidente della regione ci trattò con benevolenza che sapeva di sufficienza. Noi superammo lo sbarramento e abbiamo eletto i consiglieri comunali, il movimento del presidente della regione non superò lo sbarramento.
E’ stato un segnale, un segnale importante che partiva da Caltagirone, perché poi, via via, è andato avanti inesorabilmente in tutti gli altri comuni, a Favara dove siamo stati il primo partito e poi a Palermo, no vabbè tralascio Modica dove c’è stata l’apoteosi del risultato.
La Democrazia Cristiana comincia a entrare nella testa delle persone, nella testa non nel cuore perché nel cuore c’è sempre stata, non è mai andata via nei sentimenti delle persone che hanno continuato a tenere questo straordinario ricordo di un grande partito, ma non c’era più nella testa per molte difficoltà perché il tempo aveva cancellato forse anche la speranza che si potesse tornare e invece, adesso, la mia emozione sarà di vedere che questa intuizione era quella giusta, che abbiamo avuto e grazie anche a quanti l’ hanno sorretta da Carmelo a Ignazio, da Andrea a Nuccia, la nostra amica parlamentare che ha lasciato un suo partito di riferimento per scegliere di stare alla Democrazia Cristiana, insomma in realtà è una realtà, se ne facciano una ragione, se continuano a pensare che devono additare la Democrazia Cristiana come una sorta di incidente che domani mattina potrà essere cancellato, se ne facciano una ragione, lo dico con la serenità di chi sa che noi siamo un partito di moderati, che siamo un partito che vuole riflettere che siamo un partito che accetta di essere contestato di essere additato, di essere messo spesso alla berlina perché le ragioni degli altri in un partito come il nostro sono anche le nostre ragioni di democrazia, le accettiamo, le accettiamo e le rispettiamo, potranno continuare a pensare liberamente le cose che pensano di noi, a dirle ma noi continueremo ad andare avanti, devono sapere che accettiamo la democristianità di poter riflettere sulle cose che ci dicono ma devono sapere cioè non ci lasceremo intimidire, che non ci lasceremo intimidire che andremo avanti per la nostra strada perché noi siamo democristiani.
Lo voglio dire con forza qui, ricordando alcuni democristiani che avete ricordato voi, parlo col sindaco per dirla alla latina. la parte per il tutto, noi ti abbiamo eletta parte che rappresenta il tutto, ricordando lo avete fatto voi con Nino Avola, Giummarra, Gurrieri, Giovanni Scarso che ci ha lasciati, ma consentitemi un ricordo particolare, di grande emozione, a un amico vero per tutta la vita sino all’ultimo giorno, uno che credo abbia amato Modica in questa provincia con la stessa intensità e testimonianza con cui oggi l’ama Ignazio nostro amico deputato Abbate al quale voglio dire, te lo dico come uso dire, grazie di essere parte di questa emozione grazie di essere protagonista tra di noi, di una scelta che certamente rispettiamo di una scelta a cui siamo molto legati ma soprattutto grazie per aver donato tutto te stesso, non soltanto la voglia di aiutarci a ricostruire la democrazia cristiana ma di donare ogni giorno tutto te stesso a una scelta che è quella del rispetto delle istituzioni perché noi siamo democristiani siamo democristiani, perché siamo democratici e non siamo sovranisti, quando per sintesi siamo democristiani perché siamo un popolo non populisti, siamo democristiani perché amiamo le persone nella loro naturale tensione verso il destino infinito per cui sono fatte, guai a violentare o a condizionare il destino delle persone che vogliono vivere la loro vita, essere democristiani significa rispettare innanzitutto il destino e la voglia di crescere delle persone così per come immaginano la loro crescita culturale ideologica e soprattutto di appartenenza.
Non vesseremo mai nessuno, vengano ad accondiscendere le nostre idee, parleremo e dialogheremo con loro per convincerli delle nostre ragioni noi, te lo dico io che ho pagato tanto e un prezzo altissimo alla mia scelta politica e ai miei errori che ho fatto perché ho fatto tanti errori che ho scelto di pagare con dignità, come è giusto che li paghi un uomo dell’istituzione,
Tanti giovani hanno oggi hanno parlato, sono rimasto incantato, a loro voglio dire questa è la democrazia cristiana, vostra, non è di Totò Cuffaro, guai ad immaginare a qualcuno che pensi di somigliare al tuo fare, dovete fare esattamente l’opposto di quello che ho fatto io perché io ho fatto degli errori che ho pagato con dignità ma proprio perché ho avuto parte importante di sofferenza e di dolore per gli errori che ho commesso non mi faranno rinunciare alle ragioni di credere per l’idea di un partito nel quale sono cresciuto e col quale voglio continuare a fare politica.
Ci additano come democristiani perché siamo un partito che crede nelle istituzioni prima di ogni altra cosa. prima ancora che nel nostro partito che amiamo perché le istituzioni rimangono, cambiano gli uomini, cambiano i partiti, si adeguano, le istituzioni rimangano e noi dobbiamo essere i tutori delle istituzioni perché quando dovessero in qualche modo incrinarsi le fondamenta delle istituzioni non ci sarà più politica che tenga, non potranno esserci né partiti né le scelte che possano tenere in piedi la struttura democratica del nostro paese, quindi le istituzioni innanzitutto, noi siamo democristiani perché amiamo la partecipazione democratica e non la gestione del potere.
Sturzo, abbiamo avuto qualche giorno fa l’anniversario dei liberi e forti, quando fece l’appello libera forte e i giornalisti del tempo gli chiesero che cosa stesse facendo, riprese “so da dove sto partendo”, aveva appena finito di fare il partito popolare perché la prima democrazia cristiana si chiama partito popolare italiano, dice “non so dove arriverò” – quello che stiamo tentando di fare noi, siamo adesso a buon punto, sappiamo che cosa siamo, non sappiamo dove arriveremo, ma speriamo di arrivare a risultati importanti .
Uno sguardo a che cosa sta succedendo in questo paese, non devo dire io, nel 2001 le sorti del paese le cambiò Silvio Berlusconi, fece il 40%, il boom in Italia è proprio Berlusconi, qualche anno dopo il 40 e rotti per 100, in Italia lo fece quello che adesso non è più il segretario del Pd. lo fece Matteo Renzi lo ricordate, e qualche anno dopo quasi il 40% di quelli che andavano a votare lo fece un movimento di protesta, lo fecero i 5 Stelle, fecero un risultato che nessuno si aspettava, e qualche anno dopo un risultato fortissimo alle europee lo fece la Lega di Matteo Salvini al 36 37% , un anno e mezzo fa lo ha fatto la Meloni con Fratelli d’Italia, cosa vi voglio dire, che nell’arco di vent’anni c’è stato un fluttuare del voto, si è passati da Berlusconi alla Meloni con 5 partiti che di volta in volta hanno raccolto un consenso che in questo paese è fluttuante, la mia domanda alla classe dirigente della democrazia cristiana che siete voi, ma fra qualche anno, quando torneremo a votare, parlo delle nazionali, questo fluttuare del voto dove andrà a posizionarsi ?
Allora se noi siamo bravi se noi sapremo porci, se noi la pensiamo come esperti che sappiamo da dove stiamo partendo ma non sappiamo dove andremo ad arrivare, se avremo la voglia, la pazienza il sacrificio di costruire un contenitore che, seppur piccolo, metta le basi perché possa esserci domani, quando si andrà a votare, la possibilità per ogni elettore di porre un voto che non sia più quello che è stato degli altri 5 partiti ma dell’uomo coerente in una scelta politica che torni a valorizzare le cose importanti della vita, della famiglia della solidarietà e dell’accoglienza, bene, se noi sapremo fare questo, creeremo le condizioni perché quel voto possa posizionarsi in questo partito di centro, non ho la presunzione di dire che possiamo farlo da soli ma sappiamo che dobbiamo lavorare per mettere insieme quelli che la pensano nella stessa maniera che sono moderati, che sono popolari, che guardano al futuro perché c’è anche un’ulteriore occasione che potrà raccogliere questo spazio centrale, oltre allo smottamento del voto di Fratelli d’Italia c’è adesso la possibilità di raccogliere un voto che si era sistemato nel partito democratico e che la scelta della Schlein ha riportato totalmente in una posizione diversa, ha rifatto il partito comunista che lo si voglia o no, ha fatto questo, io banalizzo, nelle cose ha rifatto un partito di sinistra, tutto questo sta creando un grande smottamento. avete capito quanti ex democristiani post-democristiani, stanno cambiando, stanno andando via dal Pd, era naturale un partito che tenesse insieme Zan e Rosy Bindi non s’era mai visto in nessuna parte del mondo, questa gente sta andando via, dove andrà a posizionarsi se non gli daremo la possibilità di creare un contenitore stante che Schlein ha fatto una scelta coraggiosa, noi non la condividiamo. ha fatto un partito di sinistra, sta dicendo ai tanti che non votavano più, il 50% non vota, io faccio questo partito, se lo ritenete opportuno vi aspettiamo, e siccome non sta perdendo nei sondaggi, nonostante sta andando via tanta gente, vuol dire che stanno recuperando un voto che è quello che non votava, che è quello che stiamo facendo noi. Io non so quanti di voi negli ultimi anni siano andati a votare o abbiano fatto classe dirigente, alcuni di voi si erano disimpegnati sino a quando non c’è stato Ignazio che vi ha riportato.
Una cosa semplice, abbiamo riportato un’idea nella scheda elettorale, io lo dico sempre, mi ripeto spesso, mio padre la domenica del voto si metteva il vestito buono, della festa, perché sapeva che quel mondo era importante perché era il volto della riconquistata democrazia e della libertà perché un voto che veniva affidato a un’idea e quelle vere rappresentavano le sue scelte ideali, tanta gente non vota più perché non trova più il partito né l’idea di riferimento nella scheda elettorale perché adesso c’è tanto movimentismo ma nulla di ancorato a una scelta ideologica.
Bene, noi stiamo riportando nella scheda un’idea, non siamo nostalgici del passato, diciamocelo con franchezza, ma abbiamo la consapevolezza dell’unità del nostro patrimonio ideale e questo che vogliamo e lo chiediamo rioffrendolo alla valutazione elettorale di quelli che lo riterranno opportuno, non è obbligatorio votarci. chi la pensa diversamente da noi perché pensa a un’idea diversa della famiglia, perché pensa a un’idea diversa dell’accoglienza, ne avete parlato, perché pensa a un’idea diversa di come le persone vadano trattate nella loro dignità di persone prima ancora che di numeri, perché pensano che la solidarietà sia una cosa che non serva, bene questi possono non votare per noi ma per tutti quelli che credono che queste idee sono ancora patrimonio di modernità e idealità, noi democristiani dobbiamo dare loro la possibilità che tornino a votare per un’idea importante.
Voi, a Ragusa, state facendo questo, l’avete fatto con Ignazio, lo faremo per le provinciali, certo che vogliamo le provinciali, voi vivete in un’isola felice, io vado in giro qua e trovo una pulizia che mi pare di essere in Sud Tirolo, ma se andate in giro per la Sicilia scoprirete che questa terra è diventata un letamaio a cielo aperto, dappertutto immondizia, dappertutto guarderete lo sfascio, non c’è nulla, avete un miracolo dovuto a chi ha avuto la voglia il coraggio di lavorarci per un’idea ma anche forse all’educazione alle persone.
Noi dobbiamo riportare le province ad essere protagoniste, perché la gente che qui viene eletta lo deve sapere dove vive, deve dire, deve rappresentare quel territorio deve farsi protagonista, cioè cosa vogliamo fare, vogliamo avere altri 20 Ignazio Abate che vadano in giro a capire che cosa c’è
Bene mi avvio alla chiusura perché sono stato eccessivamente lungo, ma non posso non dirvi che questa scelta, è una scelta importante per noi, di fare, di dare alla politica come diceva Paolo VI. perché noi condividiamo una scelta di servizio perché la politica è come la più alta forma di carità, diciamo di servizio ma soprattutto di difesa anche delle istituzioni che ci hanno fatto del male, noi siamo contro ogni forma di criminalità organizzata cominciare dalla mafia, fa schifo l’abbiamo detto, più è una cosa naturale non avremmo bisogno di Dio e che abbiamo un grande rispetto sempre della giustizia e sapete quanto è vero credere e rispetto nella giustizia, quando la giustizia ti ha graffiato le carni ti ha fatto del sangue
C’è qualcuno che ha parlato poco fa, si mi ricordo con affetto soprattutto il lavoro di suo fratello, e noi continuiamo ad avere rispetto per la giustizia perché avendola provato contro di noi se c’è un rispetto c’è una forte volontà di crederci, un’ostinata fiducia nella giustizia vuol dire che è vero perché siamo stanchi di tutti questi moralizzatori che credono nella giustizia quando graffia le carne degli altri.
Avremmo bisogno che questa gente si comportasse tale anche quando questa giustizia si occupa di loro, non ne vedo moltissimi moralizzatori in giro, anzi tanti che erano moralizzatori adesso sono scappati, ho avuto l’amara sorpresa di scoprirmi, io che ero additato, di essere moralmente un po’ meglio di loro che erano i moralizzatori. ma pazienza, ma noi crediamo nella giustizia, sapete qualcuno poco fa citava Socrate, perché noi pensiamo che credere nella giustizia non sia solo un dovere, è un dovere ma noi abbiamo un’idea più forte, lo diceva Socrate, non è che noi siamo convinti che vera giustizia sia un diritto, il diritto di credere in un’altra forma dello Stato che deve garantire tutto e tutti e c’è una differenza sostanziale perché il dovere si ottempera e i diritti si scelgono e se scegliamo di avere fiducia nella giustizia è una scelta che viene dalle profonde convinzioni del nostro essere democratici e di essere soprattutto democratici cristiani e chiudo perché credo di essere andato oltre, pazienza non mi invitate più alla prossima volta, chiudo con un amore per la nostra terra, noi amiamo questa terra amiamo, la Sicilia perché è una terra difficile, perché è una terra complicata perché è una terra martoriata ma proprio perché è difficile, complicata e martoriata merita di essere amata, cerca di essere servita con più forza con più passione, e con più determinazione e noi ci stiamo sforzando di farlo; quando tutti gli altri litigano per avere un ASP in più, noi proponiamo la scelta dei migliori, proprio per evitare che qualcuno pensa che questa scelta di migliore ci possa essere il nostro interesse, poi diciamo: ‘scegliamo i migliori e posizioniamoli per sorteggio, se sono migliori che poi un migliore sia a Ragusa e un altro migliore sia a Catania, cosa cambia se sono migliori ?’
E invece no, ci guardano con … poi pensiamo che le leggi si rispettano, per questo siamo contro la salvaineleggibili, non l’abbiamo con nessuno ma non si può violentare le normative ad uso e consumo, no perché poi quando si cambiano, restano cambiate, no il diritto non va cambiato, noi siamo la patria del diritto non è che possiamo pensare che tutta la volta che c’è un problema cambiamo la legge e poi c’è la troviamo cambiata questo per noi è, come diceva Piero Covato, l’essere democristiani, una cosa importante ma amiamo questa terra e vogliamo che i nostri figli rimangano qui, non un problema banale, Ignazio, Carmelo, Nuccia, Andrea, e Francesca, la nostra amica Pina che presiede, un problema drammatico non è che non dobbiamo sparare ai gommoni perché non è umano farlo, questo l’abbiamo detto tutti, no ma dobbiamo ricordarci che questa gente che scappa dalla fame dalla guerra e da tutto viene qui va in cerca di speranza ma ve lo ricordate che cosa siamo stati noi tanti anni fa?
Sapete che cosa c’era scritto nel foglio, quando ci facevano entrare negli Stati Uniti quando ci fermavano davanti all’isoletta per vedere se avevano la scabbia, se avevamo la tubercolosi, ci tenevano lì in quarantena e prima di entrare timbravano un foglio, sapete che c’era scritto nel foglio: ‘immigrato’, noi siamo un popolo di immigrati, esattamente come sono quelli che scappano tentando di ricercare speranza per loro e per i loro figli, venendo in Sicilia, lo diceva il nostro capogruppo di Pozzallo, allora questa storia che facciamo la dimentichiamo, facciamo finta che non è la nostra storia, il popolo che non si ricorda la propria storia non costruisce futuro, si perde per strada, noi dobbiamo ricordarlo a questa storia che non è una storia che è finita e quindi dobbiamo considerare, è una storia che continua perché adesso quelli che fanno gli immigrati cioè che se ne vanno fuori dalla Sicilia non sono più quelle che avevano la valigia di cartone che andavano fuori e che speravano di tornare, molti sono tornati e ci hanno dato i soldi per costruire le case tante case, noi il più grande boom economico della Sicilia lo abbiamo fatto con le rimesse dei soldi degli immigrati, noi abbiamo fatto tutto questo, speravano di tornare per trovare qui la moglie, la casa e i figli, hanno trovato la moglie, hanno trovato la casa ma non hanno trovato i figli, quelli sui quali avevano investito perché potessero avere il futuro, i nostri figli, quelli su cui investiamo ogni giorno perché diventino il nostro futuro e la produzione utile di questa terra, noi investiamo e loro vanno a produrre fuori perché se ne stanno andando tutti, dopo che li abbiamo fatti laureare, vanno fuori perché qui non trovano lavoro.
È la fine, o interrompiamo questa tragedia o questa terra si immiserisce ma non umanamente perché perdiamo i nostri figli ma anche economicamente perché sapete che sta succedendo, signor sindaco ti invito a monitorare bene, i genitori hanno i loro figli che vanno a lavorare a Milano, sapete che fanno? vendono le case, prendono i soldi e se li portano fuori per andare a vivere con i loro figli e per comprargli la casa a Milano a Torino, a Bologna, noi ci stiamo immiserendo, umanamente perché perdiamo quelle persone a cui abbiamo chiesto di diventare professionisti per produrre questa terra, sì immiserisce anche dal punto di vista economico ed umano e perdiamo anche le risorse che prima erano arrivate, non possiamo più continuare, la DC risolve da solo questo problema? No, ma forse abbiamo anche il merito di dirlo, di dire a tanta gente: troviamo il mondo perché si possa rimanere qui a lavorare e a vivere con i nostri figli, troviamo la possibilità di tornare ad essere protagonisti della nostra storia, di non subire la nostra storia, troviamo la possibilità di riorganizzare la speranza, riorganizzare una speranza che non abbiamo mai perduto, se c’è una cosa che trovo dappertutto in giro quando vado dalle persone questa voglia di sperare ma è una speranza che se non abbiamo la forza di riorganizzare può diventare disperazione e in molte case lo diventa.
Noi, prima ancora di fare tanto altro, dobbiamo spiegare ai siciliani che abbiamo voglia di riorganizzare la speranza, dobbiamo dire ai siciliani, così come ci racconta Saint Exupéry, domande che torno a leggere perché faccio il nonno adesso, che prima ancora di dargli la legna per costruire la nave gli dobbiamo inculcare nella testa l’immensità straordinaria del cielo azzurro e del mare infinito che tradotto in siciliano è la speranza, noi dobbiamo organizzare questa speranza perché il motore chiave e la speranza è una cosa buona e se ci crediamo, alla fine, le cose buone vincono sempre.
