Stamattina, mercoledì 16 dicembre, è stato approvato in commissione 2, Assetto del Territorio, guidata dal Presidente, il consigliere comunale Salvatore Cilia, il piano di spesa della Legge sui Centri Storici, la 61/81 comunemente detta Legge su Ibla.
Lavori sbrigativi, che si sono esauriti nella relazione dell’assessore Barone, pochi gli interventi sui contenuti del piano, filosofia da parte dei due consiglieri del Partito Democratico che hanno spostato il dibattito sulla via Roma e sull’eventuale apertura al traffico della via, argomenti non si comprende bene quanto attinente al tema della seduta. Vero è che si è parlato di illuminazione della via Roma, ma strumentalizzare la cosa per parlare delle criticità del progetto originario, delle polemiche per la eventuale chiusura è assurdo.
Il progetto per la riqualificazione di via Roma era, al tempo, ampiamente condiviso, da anni buona parte dei ragusani chiedeva l’isola pedonale, il cambiamento dei tempi e del sistema economico ha determinato lo spopolamento residenziale e commerciale della via che non può essere addebitato al progetto di riqualificazione e chiusura al traffico.
Solo il consigliere Mirabella è intervenuto su uno degli aspetti che attira l’interesse dei cittadini, quello degli incentivi alle attività commerciali, rivendicando l’interesse del suo gruppo, nel passato per tutto quanto ha girato attorno alla Legge su Ibla, finanziamenti, residui, somme utilizzate per altre destinazioni.
L’intervento di Mirabella ci ha riportato alla mente il guazzabuglio di questioni che gira attorno alla Legge su Ibla. Nonostante le ultime mancate rendicontazioni che avevano bloccato i finanziamenti degli ultimi anni, nessuno ha ancora intenzione di fare luce sui molti aspetti oscuri per i finanziamenti di questa Legge.
L’apposita commissione di indagine ci ha fatto sapere, indirettamente, a quali epoche, e quindi a quali amministratori, risalgono gli utilizzi anomali per altre finalità che esulavano dai vincoli della Legge.
Ma, dal 1981, tutti gli amministratori, giocoforza consapevoli degli utilizzi anomali e delle somme che mancavano fra i residui, non hanno mai voluto far luce sugli aspetti poco chiari,
Si sono tutti difesi a vicenda, facendo finta di nulla e non scoperchiando una pentola che poteva ledere l’immagine politica di qualcuno. È chiaro a tutti che non ci sono stati ammanchi, solo distrazioni per altre finalità, disallineamenti come li definiva, poeticamente, l’ex assessore Martorana .
Ma se non hanno scoperchiato la pentola i 5 Stelle che si presentavano come i paladini del rigore e della linearità degli atti, chi avrebbe potuto togliere il velo a questo disallineamento, espressamente vietato dalla legge?
Ancora oggi ci manca un bilancio preciso delle somme erogate, di quelle spese e dei residui dei vari anni, sia quelli esistenti che quelli distratti che, come si era detto, si dovevano rimettere al loro posto con un costante recupero annuale.
Ma della cosa meno se ne parla meglio è, a qualcuno potrebbe venire in mente di chiedere nomi e cognomi dei responsabili di questa finanza creativa che fu il gioco preferito di alcuni amministratori del passato.
In commissione, l’assessore Barone ha illustrato il piano, vantandone l’approvazione unanime della Commissione Centri Storici.
Come è noto, un milione di euro da cui sono detratti 78.000 euro circa per spese generali, comprendenti oneri per il personale degli uffici centri storici, per il funzionamento della Commissione Risanamento e dell’ufficio tecnico centri storici, per l’affidamento degli incarichi professionali con particolare riferimento a concorsi di idee per la riqualificazione del centro storico, per spese attività convegnistica e/o pubblicazione di documenti di notevole interesse storico-culturale. È inoltre previsto il finanziamento di manifestazione a carattere nazionale e internazionale, che contribuiscono alla rivitalizzazione del centro storico ed interventi nell’ambito dei servizi socio-culturali ricreativi e turistici.
Dei restanti 921.000 euro circa, dei quali l’80 % è destinato al centro storico di Ragusa Ibla, 20.000 euro come contributo per la copertura della Chiesa dell’Ecce Homo, 20.000 euro per il completamento dei lavori nei locali dell’Opera Pia, 22.000 per alcuni elementi architettonici, i pennacchi a sfera come li ha definiti Barone, della Cattedrale, 70.000 per il 1° stralcio dei lavori alla vecchia biblioteca da trasformare in uffici comunali.
Ancora 60.000 euro per le infiltrazioni di Palazzo Cosentini, poi il progetto per la riqualificazione della viabilità in via Ottaviano, 200.000 euro, lavori di manutenzione strade e segnaletica e immobili comunali a Ragusa Ibla per 222.500 euro, 50.000 per i bagni pubblici di Ragusa ibla, 17.000 euro per manutenzione e arredo urbano di via Roma, 35.000 euro per lavori illuminazione tratti di via Matteotti, via Mariannina Coffa e della Vallata Santa Domenica.
Per le incentivazioni attività economiche 205.000 euro.
Il piano nasce dalle priorità indicate dal Sindaco e dall’assessore ai centri storici Barone, sono comprensibili le difficoltà nel muoversi con una somma limitata che nemmeno sfiora quelle del passato, quando si navigava intorno ai 4/5 milioni di euro.
In po’ come per la tassa di soggiorno, si approfitta di queste somme che vengono considerate un extra, per coprire spesucce minori, senza progetti di grande respiro.
Vedere spalmata la somma per gabinetti pubblici, manutenzioni, piccoli lavori, e illuminazioni di parti della città, ancorché le destinazioni siano riconducibili allo spirito della Legge, ci induce a pensare che le scelte vengano effettuate a scapito di progetti, magari di uno solo che potrebbero qualificare meglio l’azione di risanamento, recupero e riqualificazione dei centri storici.
Le spese per i servizi pubblici, per l’Opera Pia, per l’illuminazione o l’arredo di via Roma dovrebbero scaturire dal bilancio, con le somme del finanziamento dovrebbero restare opere a futura memoria, di questo passo ci pagheremo anche l’asfalto o le lampadine fulminate.
Avremmo gradito, per tornare ai lavori di commissione, che si fossero affrontate queste tematiche, che qualcuno avesse proposta da inoltrare, di grande respiro, per un rilancio della stessa Legge.
Invece dibattito sterile, asfittico, maggioranza, come al solito, silente, presente solo per recitare il SI’ finale, minoranze che si presentano a mani vuote, senza contenuti e senza elementi qualificanti di una azione propositiva per il governo della città.
