In Consiglio comunale il quadretto delle polemiche fra i consiglieri Mauro e Calabrese

Una seduta del Consiglio comunale come al solito amorfa e priva di valenza, con mozioni e atti di indirizzo su materie che si potrebbero affrontare solo con gli assessori di competenza, rinunciando all’esibizione in Aula per approfittare dei pochissimi spettatori dello streaming.
Vedremo, in altra parte del giornale come, in pratica, si va avanti stentatamente, senza atti presentati dall’amministrazione e con una attività consiliare di scarsa valenza.

In questo contesto, assume curiosità la polemica fra il consigliere Mauro e il consigliere Calabrese per l’uscita del primo da Forza Italia, un argomento, invero, del tutto fuori luogo in Consiglio comunale, considerando anche il caso che, contrariamente a quanto affermato da Calabrese, Mauro non è uscito dalla maggioranza, dove non era stato mai e che, peraltro, non esiste se non artifici politici di basso cabotaggio.

A seguito di una nota del capogruppo PD, secondo la quale l’uscita del collega da Forza Italia denota le fibrillazioni interne al partito, con la questione di Iblea Acque che riduce ad un regolamento di conti interno a Forza Italia, Il consigliere Mauro ha voluto puntualizzare di non aver fatto mai parte della maggioranza e di aver sempre avuto cura di mettere in evidenza le criticità nella gestione della società, ricevendo spesso ammissione anche da parte del sindaco Cassì, nella sua qualità di presidente del Comitato di Controllo Analogo della Società, di irregolarità e di pareri legali sulla nomina dell’amministratore unico, con l’ultima aperta condivisione delle sue posizioni che metteva in evidenza il parere contrastante degli altri sindaci sulla questione, segnatamente sulle mancate procedure di recupero di somme, eventualmente, irregolarmente percepite dell’amministratore unico.
Piuttosto, e qui Mauro passa all’attacco, si chiede come mai i sindaci del PD non abbiano preso posizione sulle spinose questioni, come mai il PD ha adottato atteggiamenti estremamente rigidi nei confronti delle vicende contestate alla gestione commissariale del Libero Consorzio, segnatamente per l’operato dell’allora Direttore Generale, mentre per la questione Iblea Acque non è sembrato e non sembra particolarmente attento, di recente anche per la questione dell’enorme debito nei confronti del Comune.
Quanto alle provocazioni di Calabrese per la sua appartenenza, alle ultime comunali, alla compagine di centro sinistra, Mauro ha voluto puntualizzare come fosse esponente di una lista civica composta da elementi senza tessera di partito, alleata con la lista civica di Ciccio Barone, personaggio di certo non di sinistra, con la lista messa su da Iannucci, proveniente dalla Lega, con Territorio, lista che si può considerare più di centro che di sinistra, per le sue componenti come Raffaele Schembari o Angelo La Porta, citando anche le vecchie appartenenze politiche del leader on.le Dipasquale e del consigliere Chiavola.
A sostegno della sua tesi di non essere appartenuto ad una compagine di sinistra, Mauro ha anche ricordato come, alle ultime comunali, il Movimento 5 Stelle, le sinistre e la componente del senatore Battaglia erano andati da soli, con un proprio candidato, non trovando punti di condivisione con la compagine che vedeva candidato l’avv. Schininà.
Non è mancato nemmeno un riferimento alle considerazioni della consigliera Criscione, vicepresidente di Direzione Ragusa, che aveva sollevato l’interrogativo su cosa volesse fare, da grande Mauro.
Qui l’affondo tagliente, affermando che, da sempre, ha voluto portare avanti le sue idee, a favore della città e della comunità, senza condizionamenti, a differenza della scarsa autonomia decisionale e di scelta della Criscione, palesemente esecutrice dogmatica e acritica dei voleri di Cassì, atteggiamento che, per Mauro, le vale il titolo di automa della politica.
Di natura contrapposta la replica di Calabrese che ha sottolineato, una per tutti, che l’avv. Schininà è stato, da sempre uomo di sinistra, del partito, dalle giovanili fino all’attuale carica di segretario cittadino.
Di certo, per quanto riguarda le posizioni e le contorsioni politiche delle ultime comunali, c’è ancora molto da scoprire, oltre alle molte cose già venute fuori e che hanno condizionato, pesantemente, il finale della campagna elettorale, determinando lo scatto finale di Cassì che, dalle basse percentuali dei sondaggi, della vigilia, quelle che lo indussero a far salire sul carro del vincitore favorito sulla carta, se non altro come sindaco uscente, di tutto e di più, lo portarono ad una eclatante successo con oltre il 60 5 di consensi.
Di certo, rispetto alle previsioni, accade qualcosa di inatteso e di inaspettato, e nessuno meglio di Mauro e di Calabrese potrebbero svelare il mistero di una vittoria di Cassì imprevista nella sua consistenza e per questo alquanto strana.

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