Per molti la chiusura della seduta del Consiglio Comunale che vedeva al primo punto dell’Ordine del Giorno la discussione sulla relazione della Commissione di Indagine sui fondi residui della Legge su Ibla deve essere apparsa come la liberazione da un incubo, la chiusura di problematica che si trascinava dal mese di dicembre del 2013, 45 lunghi mesi nei quali si è tentato, in tutti i modi di mettere sotto silenzio una questione, per qualcuno, evidentemente, troppo scomoda.
Prima l’interrogazione dei consiglieri Tumino e Lo Destro, che erano venuti a conoscenza della mancanza di liquidità per i fondi residui della Legge su Ibla, dopo tre mesi l’ammissione dell’assessore al bilancio della giunta Piccitto che sanciva ufficialmente l’ammanco in circa 16 milioni di euro (circa trenta miliardi delle vecchie lire), si è dovuto arrivare, quindi, alla richiesta dell’istituzione di una Commissione di Indagine, per opera del Consiglio Comunale, in data 11 aprile 2016, a seguito di un OdG del consigliere Ialacqua che era stato votato dal civico consesso, all’unanimità dei presenti, con deliberazione del 23.11.2015.
Una trafila assai lenta, per quasi quattro anni, portata avanti sempre con il piede sopra il pedale del freno da una compagine di consiglieri comunali che, formalmente chiedeva la verità, ma, sostanzialmente, ne avrebbe fatto volentieri a meno, non dimostrando alcuna fretta per arrivarci.
Il bello viene ora perché, anche se le opinioni sono divergenti sugli esiti dei lavori della commissione, qualche cosa è venuta fuori, non tutto quello che si è vociferato per mesi nei corridoi del Comune, dove la destinazione dei fondi scomparsi circolava senza tanti veli, ancorché non ufficiale e non certificata, la relazione finale ha offerto spunti dai quali già si evincono alcune evidenze sui periodi, e quindi sugli amministratori del tempo, ha evidenziato gravi difformità fra contabilità ufficiale e software gestionale della ragioneria, ha messo in luce elementi sui quali è giusto rendere edotta la comunità su quello che è stato il trattamento riservato per i fondi vincolati della Legge su Ibla, sugli amministratori e i dirigenti che hanno avallato le scelte, perché non si è provveduto a rimpinguare le somme prelevate per eventuali inderogabili necessità di bilancio.
Da più parti si è sempre gridato che la Commissione non era un tribunale, che non si dovevano trovare responsabili o colpevoli ma si doveva, più che altro, quantificare il danno per ricostituire le somme.
Per quanto discutibile la seconda parte, è indubbio che, a questo punto, non serve identificare uno o più responsabili, perché una cosa è certa, tutti, a far data dalla prima scomparsa del vincolo sui fondi della Legge, tutti gli amministratori, tutti i dirigenti, tutti i funzionari che hanno avuto a che fare con i fondi della Legge su Ibla, chi più, chi meno, a vario titolo, a partire da un ben identificato preciso momento, sono complici di questa strategia efferata che ha scelto di utilizzare per altre esigenze i fondi in questione, nessuno si è preoccupato di mettere tutto a posto, nessuno mostra di essere stato a conoscenza dell’ammanco, nessuno degli uffici ha pensato di denunciare la cosa.
Un sistema consolidato di colpevoli connivenze, in grado di ottenere, anche in maniera trasversale, perché si sono alternati sindaci di sinistra, di destra, di centro sinistra e di centro destra, il silenzio per almeno 20 anni, tant’è che allo scoppio dello scandalo, perché, in ogni caso, di scandalo si tratta, si è cercato, anche con eccessiva faciloneria, di tenere sotto silenzio la cosa.
Il che ha instillato anche il dubbio che non ci possa essere stata solo una distrazione di fondi, ma anche qualcos’altro di più grave, e ci sono, nella documentazione che è stata messa a disposizione della stampa e che si vuole anche mettere a disposizione dei cittadini, alcuni punti senza risposta che suscitano non poche perplessità al riguardo.
Sarebbe stato bello se qualcuno dei politici del passato avesse chiarito l’inghippo, la sua genesi, il suo sviluppo, il suo perpetuarsi, il gesto avrebbe dato una caratura e una autorevolezza a personaggi che invece si sono rivelati, tutti, molto al di sotto delle aspettative e della consolidata opinione che ne hanno molti cittadini.
Dalla relazione sui lavori, sono emersi alcuni punti di rilevante importanza che riportiamo integralmente dalla relazione:
Si è constatata una forte differenziazione tra i dati indicati nei bilanci annuali e i dati presenti nel software di contabilità in uso ai servizi finanziari.
II dato di partenza, riferito all’anno 1997, a fronte di residui passivi, sul codice 2010801, di 40.834.071,612 miliardi di lire inseriti in bilancio, ha un riporto nel sistema informatico di 22.236.480.000 miliardi di lire, in conto competenza, con una differenza di 18.597.591.612 miliardi di lire.
la Commissione aveva tratto elementi verso i quali poter dedicare attenzione ed in modo particolare la deliberazione consiliare n, 77 del 23/12/1997 “piano di utilizzazione dei fondi vincolati nell’art. 18 della L.R. 61/81 di cui alla delibera di Consiglio Comunale n. 72 del 26/11/1997”. Con quella deliberazione il Consiglio Comunale approvò un piano di utilizzazione per l’impegno dei fondi derivanti dall’avanzo a destinazione vincolata accertato al 31.12.1996 ammontanti ad investimenti per 14 miliardi di lire,
In effetti, questa somma, era parte del conto ‘competenza’ di 22.236.480.000 miliardi ma quella deliberazione di Consiglio Comunale fu annullata dall’organo di controllo, allora Co.re.co., e non si sono riscontrate le dovute variazioni contabili.
La mancanza di liquidità nei fondi della Legge su Ibla è stata evidenziata nel 2011 2012 allorquando l’ufficio centri storici si vedeva ‘respingere dalla ragioneria gli impegni per le opere della Legge su Ibla per mancanza di liquidità in cassa’.
Si veda nota prot. 100873 del 28/11/2012 a firma del dirigente del settore Vl/centri storici, arch. Giorgio Colosi con la quale, lo stesso, segnalava la crisi di liquidità attraverso corrispondenza con l’ufficio ragioneria (prot. 89476/995 del 18/10/2012 citata ma di cui la commissione non ha trovato copia)
Nel 2011 2012, per far fronte a difficoltà finanziarie più che evidenti, come segnalato dallo stesso Commissario Straordinario nella relazione di cui alla nota n..53207 del 26/06/2013, si sono effettuate imputazioni contabili per previsioni di incasso non corrispondenti agli effettivi ruoli emessi, in particolare in materia di canone idrico, di oneri di urbanizzazione.
Nelle conclusioni Si ritiene che gli uffici, strutturati, che hanno la disponibilità delle informazioni richieste e mancanti per la Commissione, siano in grado di determinare nel dettaglio, anno per anno, eventuali spese correnti o impiego di somme della Legge per Ibla per pagare es. debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive, come è sembrato, emergere da alcune audizioni effettuate, come si è potuto riscontrare, un esempio per tutte, con la deliberazione di Consiglio Comunale del 26.11.1997 n. 72, che ha stabilito il pagamento di debiti fuori bilancio facendo ricorso a somme vincolate derivanti dalla legge 61/81.
Si attende di capire, dopo che la commissione ha esitato il compito assegnato, come saranno valutati i risultati e come si intende procedere per avere contezza di quella documentazione mancante per mettere un punto fermo a tutta la questione e poter dare risposta completa agli interrogativi per i quali molti aspettano risposta.
A meno che non si voglia far finire tutto a tarallucci e vino…
