Infopoint di piazza Malta, Marina di Ragusa: solite mani, solito flop

Da qualche settimana qualcuno si chiedeva che fine avesse fatto la struttura in costruzione dell’infopoint di piazza Malta, da realizzare con i fondi GAL, iniziativa curata, come altre del GAL dall’assessore allo sviluppo economico.
Quando spuntò questo obbrobrio al centro della piazza, molti cittadini si indignarono per la scelta, giudicata sbagliata, mentre l’amministrazione si preoccupò di diffondere dei rendering della struttura da realizzare, che avrebbero attutito l’impatto dello scatolone sulla piazza.
Addirittura, nei primi giorni dopo le proteste, ci fu una accelerazione nei lavori, si lavorava anche nelle giornate di pioggia, tutto sembrava finalizzato a completare l’opera nel più breve tempo possibile, anche per sgombrare il campo da quelle polemiche che, inevitabilmente, svaniscono ad opera completata e funzionante.
Ad oggi, sembra che tutto sia fermo, come al solito c’è la gestione di tipo condominiale, privatistico di chi non vuole mettere al corrente dei fatti del proprio assessorato, cosa comprensibile alla luce delle indiscrezioni che vengono fuori, segnali di una amministrazione del settore all’insegna della superficialità e delle totali incompetenza e incapacità.
Si dice che tutto sia fermo, che, forse, sono stati fatti male i conti, che la ditta che si dovrebbe occupare dell’opera non è proprio del settore, che ci sarebbe un progetto da rivedere in alcune sue parti con realizzazioni che esulerebbero dalla prima stesura, con conseguente aumento dei costi.
Cose gravi alla luce della provenienza dei fondi del GAL che non sono certo rimodulabili sulla base di nuovi progetti o integrazioni.
Siamo venuti in possesso, casualmente, di alcuni rendering che mostrano un nuovo assetto della struttura, ma di più non è dato sapere.
Sarebbe opportuno che si facesse chiarezza sulla questione e ci fermasse a riflettere sulle capacità di alcune componenti dell’amministrazione.
Pareri tecnici competenti parlano di soluzioni progettuali diverse, irrealizzabili alla luce dei fondi disponibili, che, addirittura non tengono conto dell’attuale stato di fatto della struttura finora realizzata. Ma perché si cambia progetto in corsa? Avevano ragione quanti hanno espresso riserve sulla struttura?
Storie che sarebbe meglio non ascoltare.

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