Il ritiro del sostegno all’amministrazione Cassì da parte di Fratelli d’Italia, l’abbandono del partito da parte di Eugenia Spata e il suo ingresso nella maggioranza a favore del progetto politico del sindaco sono stati, inevitabilmente fonte di commenti politici diversi, alimentati dalle dichiarazioni del primo cittadino.
Purtroppo, anche in questa occasione si sono rivelati i limiti enormi della comunicazione politica del sindaco Cassì, del suo apparato per la comunicazione che, proprio per questa vicenda, squisitamente politica, ha mostrato, in tutta la sua evidenza, nonostante la remunerazione di tutto rispetto per una comunicazione politica, peraltro, a carico della collettività, inadeguatezza e scarsa conoscenza segnatamente delle dinamiche politiche.
Il ritiro del sostegno di Fratelli d’Italia, peraltro determinato da intempestive e quanto mai inutili dichiarazioni sui progetti futuri della maggioranza e dell’amministrazione, improntati esclusivamente al puro civismo, doveva essere l’occasione da sfruttare per acquisire consenso, per volgere a proprio esclusivo vantaggio la vicenda, per monetizzare politicamente la scelta di una autorevole espressione della giunta di abbandonare Fratelli d’Italia per abbracciare il progetto politico di Cassì e della maggioranza.
Invece, resta solo un ingorgo comunicazionale enorme, dove si evince che la comunicazione del sindaco è “nelle mani di nessuno”, perché un sindaco, che deve pensare alla crisi idrica, al parco urbano, alla raccolta differenziata, alle strade piene di buche, a Palazzo Tumino, alle periferie e alle contrade, a come incentivare lo sviluppo economico in città, a come rivitalizzare il centro storico, a come risolvere i problemi di Ibla, a come contenere le espressioni di opposizione sempre crescenti, non può occuparsi di comunicazione per questioni spicciole. Dovrebbe trovare tutto pronto, tutto apparecchiato, le sue esternazioni dovrebbero essere controllate, prima, durante e dopo ogni vicenda di questo tipo.
Non si tratta di preparare un cocktail dissetante complicato, con abbellimento di cannucce, frutta esotica e ombrellino, basta un po’ di granita di limone e una gazzosa per dissetare e rinvigorire.
Purtroppo, abbiamo i grandi barman, ammesso che siano grandi, la gazzosa è considerata volgare bibita per operai.
Ineccepibile, scontata e quasi dovuta ai propri iscritti ed elettori la posizione di Fratelli d’Italia, oltre a dovere registrare i toni eleganti e moderati del coordinatore cittadino che, in questa occasione, ha rivalutato, se ce ne fosse stato bisogno, la sua immagine.
Qualche perplessità nel passaggio che fa trapelare contezza delle intenzioni della signora Spata di lasciare il partito, si è sentita la mancanza di una parola del segretario provinciale del partito, ma anche per questo l’avv. Sittinieri ha fatto sfoggio di maestria nel muoversi su un terreno politico costellato di fragile cristalleria, per non alimentare inutili frizioni fra la componente ragusana e quella vittoriese del partito.
Inaspettata, ma non del tutto sorprendente, la scelta della signora Spata di lasciare il partito per abbracciare il progetto politico di Cassì, del resto non è il primo abbandono del partito, a Ragusa, da parte di autorevoli esponenti, ci si sarebbe aspettati una più lineare dinamica, più consona ai riti di partito, ma è ormai chiaro che questi soggetti dei partiti non vogliono sapere nulla. Occorreva che l’assessore Spata avesse rimesso il suo mandato con le dimissioni da assessore, doveva essere il sindaco a chiederle di averla ancora e comunque accanto, perché non è la signora Spata che decide di continuare la sua esperienza ma è il capo della giunta a rinnovarle fiducia.
Ma sono considerazioni inutili, se si va a vedere che ritiro del sostegno, abbandono del partito e adesione al progetto politico di Cassì, stanno tutti dentro un comunicato, che potrebbe definirsi congiunto, di Fratelli d’Italia.
Da tutto questo, le comunicazioni e le considerazioni del sindaco Cassì.
In una dichiarazione rilasciata tramite comunicato dell’ufficio stampa del Comune, il Sindaco rivendica il rispetto degli accordi con Fratelli d’Italia, ancorché leggermente tardivi, aggiungiamo noi.
Arriva subito la prima sbandata, dice che ha intenzione di rispettare gli accordi fino al termine della consigliatura, non scrive “avrebbe avuto intenzione”, quindi, di conseguenza avrebbe dovuto chiedere un nuovo nome a Fratelli d’Italia in ossequio agli accordi che vuole mantenere e non tenersi l’assessore che ha abbandonato il partito.
Quanto al silenzio e alla mancanza di proposte per l’attività politica, l’addebito potrebbe essere rivolto anche all’assessore Spata, ma non saranno in molti a credere che Cassì smaniava per ricevere ingerenze sulla linea e sull’attività politica.
Piuttosto, gradite e dovute sarebbero state prese di posizione di fronte ai rilievi delle opposizioni, ma chi ci dice che gli stessi non sarebbero stati condivisi da Fratelli d’Italia ?
Quanto alla considerazione che la decisione di ritirare il sostegno fosse premeditata, da tempo, addirittura pianificata, la stessa va a danno di immagine dell’assessore Spata, per non essersi accorta del progetto o per il suo silenzio.
Ma, a destare perplessità, non solo le dichiarazioni scritte di Cassì, ma anche quelle in Consiglio Comunale.
Dichiarazioni che sembrano accomodanti, un tentativo, se non di ricucitura, di rendere lo strappo meno eclatante.
Perché Cassì, in fin dei conti, dice che l’appoggio dei partiti non viene disdegnato, si tratta di verificare come si esprime, lasciando, come si vedrà appresso una porta aperta, del resto anche quella del civismo puro era una idea futura e gli impegni, rispettati, il Sindaco li aveva presi per questa consiliatura.
Un arrampicarsi sugli specchi perché è apparso chiaro, da subito, che il ritiro del sostegno significherà per Fratelli d’Italia il ritorno, a pieno titolo, e con ben altra autorevolezza rispetto agli anni passati, nella coalizione di centro destra, dove trova alloggiamento elettivo per la scarsa consistenza locale degli alleati e per il trend assai positivo del partito a livello nazionale e regionale.
In pratica, Cassì, con le sue dichiarazioni iniziali alla stampa, ha spianato la strada per la coalizione di centro destra, conferendole, di fatto, il mandato di una candidatura. Se poi questa sarà autorevole e in grado di dare fastidio tocca al centro destra occuparsene. Se, fino ad ora, c’era solo, all’orizzonte, il centro sinistra, come avversario alle prossime comunali, ora c’è anche il centro destra, unico fronte per il quale ci sarà travaso di voti, sulla carta, dalla sua coalizione civica.
Particolare che trapela dalle ultime considerazioni con le quali Cassì rileva come ci potrebbero essere opinioni discordanti, in Fratelli d’Italia, sulle scelte fatte, tanto da non escludere un possibile ritorno di fiamma, per cui lascia aperti spiragli e porte aperte.
Un profluvio di parole e di considerazioni poco produttivo per la causa, si doveva fare tesoro del passaggio della Spata verso il progetto della maggioranza, doveva essere esaltata la valenza della linea politica, invece si pensa a lasciare porte e finestre aperte per eventuali ritorni.
Unita alle indiscrezioni e ai pettegolezzi su possibili alleanze con formazioni cattocomuniste, una strategia che non mostra estrema lucidità politica.
