Iniziata la nuova stagione per il rugby ragusano

Ogni anno, tra il giorno di Ferragosto e quello di San Giovanni, puntuale come un orologio, il rugby ibleo si ritrova dopo la pausa estiva e inizia la preparazione per la nuova stagione.
I rugbysti del Ragusa Rugby, agli ordini dei preparatori atletici Erman Dinatale e Maurizio Parisi e sotto gli occhi vigili dei coach German Greco e Alessio Lamia, si sono radunati, questa volta nell’insolita sede di Marina di Ragusa, per iniziare il lungo percorso, atletico e tecnico, che li porterà in piena forma al primo di ottobre, giorno in cui prenderà il via il campionato di serie C1 edizione 2017/2018.
Una sessantina gli atleti presenti, tutti con gran voglia di lavorare, qualche assente giustificato, aria da primo giorno di scuola.
Subito dopo le foto di rito, alla presenza del sindaco, Federico Piccitto e del vice sindaco e assessore allo sport, Massimo Iannucci, primo allenamento, naturalmente dedicato all’atletica.
Dopo una prima settimana di allenamenti sulla spiaggia, già da lunedì 28 agosto inizieranno gli allenamenti al campo di via della Costituzione.
Sessanta atleti alla prima uscita, seppur appartenenti a due formazioni, ma il team manager dei bianconerazzurri, Luca Tavernese, è stato categorico nell’escludere la possibilità della formazione di due squadre, ritenendo l’abbondanza di uomini sempre qualcosa di positivo per gli allenatori e considerando che, quando la concorrenza per una maglia si fa spietata, il livello della squadra di conseguenza si alza.
“Quest’anno chi vorrà giocare dovrà sudare e impegnarsi tanto per conquistarsi il posto tra i 22” il suo commento.
E se il livello si alza, fare sogni grandiosi non è vietato. Ancora Tavernese: «Ci sarà molto da lavorare e probabilmente è da presuntuosi dichiarare che puntiamo alla promozione in serie B ma quello è il reale obiettivo che ci poniamo.
Sulla carta abbiamo un roster di qualità e di esperienza, guidato da un ottimo tecnico, tutti ingredienti che servono per fare un ottimo campionato. A maggio tireremo le somme».

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