di redazione
Con l’elezione dei Presidenti e dei vice delle Commissioni 1ª, Affari Generali e 3ª, Ambiente, cariche avocate dalla maggioranza del Movimento 5 Stelle, si dovrebbe intraprendere il cammino consiliare all’insegna dell’efficienza e dell’efficacia che sarebbero apportate dalle modifiche allo Statuto e al regolamento dei lavori d’aula e degli organi consultivi
Il prof. Gianluca Leggio e l’ing. Davide Brugaletta sono stati eletti, rispettivamente, Presidenti della 1ª e della 3ª commissione consiliare di Palazzo dell’Aquila.
Elezioni avvenute nel corso delle sedute appositamente convocate, dal presidente del Consiglio Comunale, per completare i vertici degli organi consultivi che dovevano essere rinnovati o riconfermati dopo le modifiche allo Statuto e al regolamento dei lavori d’aula e delle Commissioni consiliari.
Il rinnovo dei vertici delle Commissioni, come si ricorderà, è stato dominato dalla nuova strategia che ha voluto adottare la maggioranza del Movimento 5 Stelle, decidendo di avocare a sé le Presidenze che, due anni prima, erano state concesse all’opposizione, segnatamente ai consiglieri Gianluca Morando e Giorgio Mirabella, rappresentanti di liste civiche, oltre a quella assegnata a Carmelo Ialacqua, del Movimento Città, per mesi organico alla maggioranza, al uale, ora, per la sua opposizione ferma ma propositiva, è stta mantenuta la carica.
Diverse le valutazioni sulle scelte attuali del Movimento 5 Stelle: anche per l’alleato Partecipiamo una mossa che si sarebbe potuta evitare, considerata anche la poca importanza di una Presidenza senza maggioranza, che sarebbe stata, sempre e comunque, ostaggio dei pentastellati.
Come hanno spiegato in un comunicato le ‘menti pensanti’ del gruppo consiliare a cinque stelle, Agosta, Stevanato e Tringali, “essere maggioranza vuol dire gestire tutti gli apparati, comprese le commissioni consiliari, per verificare gli ordini del giorno, accelerare le procedure, comprendere la priorità dei punti da licenziare e mettere il consiglio nelle condizioni di ben operare.
Opportuna, quindi, un’ assunzione di responsabilità totale nelle scelte che riguardano la vita amministrativa del Comune, per operare, anche, stoppando sul nascere eventuali strumentalizzazioni che, alla fine, rallentano soltanto il corso amministrativo individuato da giunta e maggioranza consiliare.”
Posizione condivisa anche dal Presidente uscente Morando che, in una nota, sottolineava lo stesso aspetto politico dell’assunzione di responsabilità su tutte le procedure che riguardano i meccanismi operativi a palazzo dell’Aquila.
Il consigliere Morando si pone ora come attento osservatore dell’operato dei successori che, si spera, non abbassino, ulteriormente il tasso di inoperosità di commissioni che, se non sono messe in condizione di lavorare proficuamente, sarebbe opportuno eliminare.
Temi ripresi durante l’intervento nella seduta della 1ª commissione, dove ha evidenziato il lavoro svolto per l’archivio storico o per la biblioteca comunale, puntualmente vanificato dall’inefficienza ed dalla lentezza dell’amministrazione, occasione anche per il Presidente Iacono di condividere i dubbi delle minoranze sul ruolo delle opposizioni nelle commissioni.
Al netto dei rituali interventi degli esponenti di minoranza, si poteva esitare la pratica in breve tempo, ma i grillini di Ragusa ci hanno, ormai abituati al refrain che recita: “non è bello se non complichiamo le cose !”
Nel turbinio di spostamento delle pedine pentastellate, per far arrivare Leggio alla poltrona di Presidente, era necessario farlo diventare componente della commissione. Semplice, ma complicato nello stesso tempo.
Pensando, per un attimo, che il regalo della maggioranza bulgara, ricevuto dai benefattori all’inizio di sindacatura, li ha anche resi immuni dai lacci della burocrazia e del TUEL, decidono sul da farsi e si limitano ad una comunicazione agli uffici, dove spiegano che Tringali si dimette e Leggio lo sostituisce.
Nonostante il vicesegretario generale, chiamato in seduta, spieghi che si tratta di una irregolarità formale facilmente sanabile, e la (casuale) presenza del capogruppo consenta di farlo all’istante, tramite un semplice visto sulla comunicazione dei due commissari, si pensa, per un attimo, che la seduta possa essere rimandata perché la sostituzione potrebbe dover passare dal Consiglio. Così non è, ma il tutto non sfugge agli attenti Morando e Marino che, ancorché convinti che per l’irregolarità nessun grillino sarà interdetto dai pubblici uffici, si divertono nel recitare a puntino la parte di opposizione che, negli anni, hanno, ormai affinato.
Poi, sempre in 1ª commissione, Schininà propone la candidatura di Leggio, spennellate fra maggioranza e opposizioni, quanto è bravo Morando, quanto è bravo Leggio, l’incursione provocatoria di Mario Chaivola, ormai un must di opposizione della vita consiliare di Palazzo dell’Aquila, per arrivare alla piccola sorpresa:
Leggio ottiene 5 voti, Dipasquale 4. Una inattesa affermazione del collega di movimento, che gli vale la elezione a vice presidente, proposto dalla Federico.
Operazione che non piace a Gulino che, prima, chiede un sospensione, poi alza i tacchi e abbandona la seduta, non condividendo una decisione, evidentemente, poco o nulla concertata, come poi accertato con altri componenti del gruppo, appena informati della ‘novità’.
Complice l’ora di pranzo, più semplici i giochi in 3ª commissione: il capogruppo Spadola propone Brugaletta, identificato come ideale Presidente per le sue competenze specifiche, nel momento in cui Liberatore chiede spazio per le sue attività personali.
Solo il tempo per permettere all’ex presidente Liberatore di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, evidenziando il lavoro della commissione nei mesi della sua guida, per ribattere a quanti hanno lamentato un esiguo numero di sedute per una materia così importante come l’ambiente.
Pieno di voti per Brugaletta, così come per la consigliera Sigona, eletta vicepresidente della Commissione.
Surreali, ma belli, i grillini, se non ci fossero, avremmo dovuto inventarli !
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