Interrogazione del consigliere Iurato sulla casa protetta di via Berlinguer

La casa protetta di via Berlinguer è lo specchio della vecchia politica, fatta di sprechi, di risorse buttate al vento, di opere incomplete, di opere avviate senza certezze dei fondi disponibili, esibizioni di incompetenti della politica che hanno agito per temporanei momenti di visibilità e, forse, per avviare appalti sui quali, qualcuno ha lucrato.
La storia della struttura è descritta dal consigliere comunale Iurato, nell’anticipazione di una interrogazione che viene rivolta al sindaco Cassì, per sollecitare l’avvio delle procedure per completare la residenza.

“Agli inizi degli anni Ottanta – racconta Iurato – alcuni ragazzi e ragazze appena ventenni appartenenti a un gruppo giovanile legato alla realtà educativa salesiana della città e che periodicamente svolgeva attività di volontariato presso il ricovero per anziani indigenti che insisteva presso il convento dell’Immacolata di Ragusa Ibla, ebbe modo di accorgersi che in città mancavano strutture più dignitose per gli anziani in grado magari di assomigliare a un decente albergo.
Nel 1986 la proposta fu rivolta al sindaco dell’epoca che accettò di concretizzarlo, dando un incarico esterno a dei giovani professionisti. Fu presentato un progetto all’avanguardia con 120 posti letto in camere con bagno, singole, doppie e triple. Era prevista una palestra, una biblioteca e delle sale di fraternità oltre a un bellissimo parco in un ampio spazio che circondava la struttura.
L’opera fu concepita in questo modo perché fungeva anche da centro sociale aperto al quartiere che metteva a disposizione dei cittadini e degli anziani i locali del piano terra e il parco mentre il primo e il secondo piano rimanevano destinati alle camerette e ai servizi annessi.
Il costo previsto per realizzare l’opera nella sua interezza era di 3 miliardi e 600 milioni di lire.
L’opera fu finanziata in parte dall’assessorato regionale Enti locali con 1 miliardo e 800 milioni di lire”.
Iurato prosegue nella sua cronistoria: “Fu dunque costruito un primo lotto per struttura e tamponamenti, nel 2005 si arrivò alla costruzione di un secondo lotto che comportò il completamento del piano terra e del primo piano, con la riduzione dei posti da 120 a 50.
Il tutto per un costo di un milione e mezzo di euro attraverso la contrazione di un mutuo, da parte del Comune, con la Cassa depositi e prestiti da restituire in 20 anni.
Tra il 2008 e il 2013, sono stati avviati dei tentativi di gara per l’affidamento della struttura a delle ditte esterne ai fini della gestione. Ma le gare sono andate deserte.
Rimane in sospeso un terzo lotto per il completamento del secondo piano e per la realizzazione del parco esterno. Si potrebbe magari pensare, in questo caso, ad aumentare il numero dei posti letto. Ecco perché chiediamo al sindaco di volere finalmente attivare il percorso in grado di portare al completamento dell’opera pubblica in quanto la città e i cittadini più deboli (anziani e disabili) non ne possono più di subire l’inerzia e l’incapacità delle amministrazioni precedenti che non hanno saputo rendere fruibile questa importante struttura sociale.
Tra l’altro, dopo 25 anni c’era il timore che la struttura in questione venisse destinata ad altre tipologie di servizi nonostante sia stata concepita per l’ospitalità di anziani e disabili.
Chiediamo, dunque, al sindaco di avviare le procedure necessarie per far sì che la casa protetta di via Psaumida possa finalmente entrare in funzione”.

Bene fa il consigliere Iurato a evidenziare uno dei bubboni della città e occorre evidenziare come non abbia avuto remore a citare il grande disinteresse delle passate amministrazioni che hanno lasciato la struttura di via Belringuer, la casa protetta per anziani e disabili, in stato di totale abbandono.
Iurato fa una disamina attenta della situazione, attraverso una cronistoria che mette in luce una delle storie tipiche della politica italiana, a cui non si è sottratta quella ragusana, incapace di gestire qualcosa che sia andata oltre l’impianto sportivo, vedi le incompiute, negli anni, del psichiatrico, dell’ospedale nuovo, del foro boario, dello stadietto di via delle Sirene, e di tante altre strutture.

Ultimi Articoli