Interrogazione fiume di Mario D’Asta sul turismo

di redazione
Colto al volo sulla pagina facebook del consigliere democratico un atto ispettivo a 360° sulla gestione del turismo

Una serie di interrogativi sul tema turismo sono stati inoltrati dal consigliere del Partito Democratico, Mario D’Asta, al Sindaco, all’assessore al turismo e, in forma che riteniamo impropria, al consulente per il turismo, da identificarsi, forse, nella collaboratrice del primo cittadino per gli eventi culturali a forte valenza turistica.
Assai complessa la valutazione della lunga interrogazione, decisamente importante per alcuni aspetti della questione turismo che, alla luce dell’atto ispettivo, dovranno essere necessariamente chiariti.
Non condividiamo alcuni passaggi che riteniamo di dover evidenziare con intento costruttivo, come quello che mette nel mirino, naturalmente non a livello personale, il consulente per il turismo.
Partire dalla collaboratrice del Sindaco per una “valutazione complessiva dell’amministrazione sul turismo inteso dai grillini” ci sembra non voler colpire al bersaglio grosso.
Disquisire sulle modalità di selezione, valutare la presenza di persone altamente qualificate nel settore, esprimere considerazioni sul curriculum del soggetto in questione, giudicare competenze di esclusi dalla selezione, attiene più a valutazioni politiche, del tutto legittime ma che esulano dal tema turismo.
Le vere competenze in materia di turismo sono note, superiori alle eminenze, ma vagheggiare i tempi dell’Azienda del Turismo guidata da Giovanni Mauro è sognare ad occhi aperti. Sono cambiati i tempi, sono cambiate le condizioni, è già tanto che viviamo di rendita su quanto di buono fatto in un lontano passato.
Non intravedendo personale e dirigenti dell’Ente all’altezza per competenze ed esperienza in campo turistico, riteniamo sconvenienti altre considerazioni sul soggetto in questione e ancora meno opportune le valutazioni sulla retribuzione, cose tutte che, ripetiamo attengono gli aspetti politici e che fanno scadere di tono l’atto ispettivo, rendendolo non consono all’interrogante.
Piuttosto, senza personalismi, si esiga una relazione dettagliata delle attività fino ad oggi intraprese, nel contesto delle politiche e delle strategie di marketing turistico pianificate dall’inizio della sindacatura, anche queste scarsamente relazionate nell’arco dei 27 mesi di amministrazione.
Una perdita i tempo ritornare sulla chiusura egli uffici turistici, retorico chiedere delle azioni per intercettare fondi europei, quando in 27 mesi non si è visto nulla in materia.
Concrete, invece le domande sulla fine che hanno fatto gli ‘Stati Generali del Turismo’ che, già dallo loro finto esordio, ci erano apparsi come pura operazione propagandistica, senza reali intenzione di catalizzare esperienze e competenze al servizio dell’assessorato.
Amorfo e condizionato appare l’osservatorio per il controllo della tassa di soggiorno, anche alla luce delle discutibili scelte operate, inadeguato per fare analisi e trovare soluzioni e risposte in maniera collegiale.
Interessanti le domande sulle somme appostate per l’EXPO, che, alla luce di iniziative inesistenti, dovranno meritare e attendono altre destinazioni, attese le spiegazioni sul flop del gazebo per le vie di Milano, non disdicevoli ragguagli sulle iniziative che avrebbero dovuto rendere protagonista, al fuori EXPO, il Castello di Donnafugata.
Al riguardo ci permettiamo evidenziare come con la stessa somma che noi abbiamo destinato per rotta aerea ed EXPO, senza ancora aver visto nulla, comuni della provincia hanno innescato un circuito virtuoso che ha permesso riscontri di eccellenza, in termini economici e di immagine che, sommati, sono incalcolabili.
Ancora D’Asta affonda il coltello nella piaga e chiede come si ritiene di aver contribuito  alla esaltazione dei nostri patrimoni architettonici, storici e culturali con iniziative degne di nota, nel contesto del riconoscimento UNESCO, e quali le strategie culturali connesse al turismo.
Alla fine, per non distinguersi troppo dall’ordinaria opposizione che caratterizza le minoranze, D’Asta rivolge le sue attenzioni alla gestione dei bagni pubblici e alla perdita della Bandiera Blu, ma, finalmente, le due questioni sono messe in relazione con il turismo, mentre prima erano oggetto di strumentali polemiche e di vuote discussioni su livelli occupazionali e  assistenza gli indigenti.
Nonostante le diverse perplessità, esternate, però, con intento costruttivo, riteniamo l’interrogazione di Mario D’Asta assai pregnante per un bilancio, peraltro mai realizzato, di ventisette mesi di turismo, dalle cui inevitabili risposte potranno scaturire elementi di attenta valutazione per il primo cittadino, in relazione ad un comparto che potrebbe risultare determinante per la crescita e lo sviluppo del territorio, se gestito con professionalità e creatività. 

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