di Cesare Pluchino
Titoli equivocabili su facebook, nessuna reazione da parte di chi è pagato appunto per la comunicazione sui social network
Non è la prima volta che un titolo non rispecchia i contenuti di un articolo, una svista può capitare a tutti e diventa comprensibile conoscendo la professionalità dei giornalisti della testata.
Ma non è giustificabile il silenzio di un ente che viene coinvolto in maniera eccessiva in una vicenda che, intanto, risale 4 anni prima e, soprattutto, coinvolge solo un funzionario e due dirigenti di cui, purtroppo, non si conoscono nemmeno le iniziali.
La vicenda è relativa ad gara di appalto bandita dal Comune di Ragusa nell’ottobre 2011 riguardante l’affidamento del Servizio di Vigilanza degli impianti di sicurezza e di vigilanza integrale del Palazzo di Giustizia di Ragusa: sono state denunciate 11 persone dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa che ha chiesto il rinvio a giudizio per i reati di truffa aggravata e continua in concorso, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica ed abuso d’ufficio.
Delle undici persone rinviate a giudizio, il Comune di Ragusa è coinvolto solo per due dirigenti ed un funzionario, perché Presidente del seggio di gara, Presidente e Componente della Commissione di Valutazione per aver dato parere positivo alle “giustificazioni”, riguardo la congruità del costo del personale, contenute nell’offerta oggetto della gara, omettendo, inoltre, ulteriori controlli sul passaggio del personale dalla precedente gestione alla nuova, in violazione a quanto previsto dal bando di gara sulla procedura del cambio di appalto e degli obblighi prestabiliti, da parte dell’impresa aggiudicataria, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e di anzianità, favorendo assunzioni tramite l’irregolare iscrizione dei lavoratori nelle liste di mobilità regionali.
In definitiva nessun terremoto al Comune di Ragusa, nessun coinvolgimento dell’attuale amministrazione, tantomeno di consiglieri comunali in carica.
Sarebbe opportuno che l’amministrazione facesse chiarezza sui soggetti interessati e, ove possibile, si costituisse anche parte civile contro i dipendenti responsabili.
Incomprensibile il silenzio di chi è preposto alla comunicazione sul web di fronte a un titolo che espone il Comune a comprensibili giudizi critici: se la nostra valutazione è sbagliata, diteci di che cosa si occupa e come.
