L’EXPO è uno spettacolo, ma la Regione Siciliana non è da meno

di Cesare Pluchino
Non accenna a finire il teatrino che nemmeno la commissione di controllo riesce a controllare. Feroci critiche dai partiti, mentre le aziende si tirano indietro

La situazione della Sicilia all’EXPO di Milano è, ormai, nel caos totale. Nemmeno l’ultimo tentativo del Presidente Crocetta di costituire una struttura di controllo ha mostrato la presenza di autorevoli personaggi in grado di saper gestire quella che è diventata una vera e propria emergenza per l’immagine della nostra isola.
Addirittura oggi, mentre importanti aziende e organizzazioni turistiche fanno un passo indietro, in attesa di notizie rassicuranti sul futuro della partecipazione della Sicilia all’esposizione universale, si assiste all’ennesimo teatrino tra i responsabili regionali, segnale di una situazione, ormai, fuori controllo.
L’assessore Caleca mostra insofferenza per la superficiale azione di controllo preventivo di Caltabellotta che, nel frattempo, autonomamente, scrive al commissario dell’EXPO per significare che “i problemi segnalati dal giorno dell’inaugurazione non consentono la regolare realizzazione del palinsesto, per cui si sospendono le attività dell’area comune, sino a quando non saranno risolti i problemi segnalati e i necessari atti a garantire la sicurezza degli operatori e dei visitatori”.
Fra le richieste inderogabili c’è quella di mettere in sicurezza la zona del palco, attraverso una copertura per evitare che le attrezzature siano bagnate ancora dalla pioggia, la mancanza di visibilità dei prospetti esterni, di segnaletica, di pulizia e di un adeguato collegamento web.
Una mossa condivisa dall’assessore, ma non preventivamente concordata, segnale chiaro del contrasto esistente fra i vari componenti della missione lombarda. Da fonte vicina ai vertici regionali si precisa, comunque, che la Sicilia e la Presidenza della Regione sono fortemente rappresentate nel Padiglione Italia, nello spazio di cui è responsabile l’assessore alle attività produttive, Linda Vancheri
Si deve, però, rilevare la totale assenza di comunicati e, soprattutto di materiale fotografico relativo all’area espositiva dedicata alla Sicilia, come pure mancano riscontri sui visitatori e su eventuali iniziative già attuate.
Non mancano invece le note di forte dissenso di personaggi politici che alimentano il fuoco delle polemiche.
C’è, addirittura,  un’interrogazione parlamentare per le “imbarazzanti condizioni” e i problemi di sicurezza dovuti a “potenziali pericoli di stabilità delle strutture” del padiglione che ospita la Regione Sicilia all’interno del Cluster Bio-mediterraneo dell’Expo di Milano, struttura per la quale sono stati investiti circa 3 milioni di euro di risorse della Regione e 11 milioni di euro di fondi Ue. Interrogazione  presentata in Senato dal segretario nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina e dal senatore Idv Michelino Davico, indirizzata al ministro dell’Agricoltura Martina.
Feroci le critiche del senatore Gibiino, membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia e coordinatore azzurro in Sicilia: “Lo scaricabarile è il gioco preferito dall’esecutivo Crocetta: presidente, assessori, consulenti tutti, impegnati a rimpallarsi la responsabilità del flop Sicilia all’Expo. Palazzo d’Orleans risparmi ai siciliani uno spettacolo tanto penoso. Rosario Crocetta, vertice assoluto della Regione, si assuma la responsabilità che ogni capo ha il dovere di assumersi e chieda scusa a nome di tutto il suo staff, assessorati compresi, ai siciliani”.
Anche i capigruppo di Cantiere Popolare e di Forza Italia all’Ars, gli onorevoli Toto Cordaro e Marco Falcone, hanno presentato  un’interrogazione al parlamento regionale “per capire quali distorte dinamiche, e quali errate decisioni, abbiano portato la nostra Sicilia a schiantarsi vergognosamente contro l’appuntamento più atteso dell’anno a livello mondiale, l’Expo di Milano. Il presidente Rosario Crocetta ha il dovere di spiegare ai siciliani le ragioni di un tonfo tanto clamoroso, avvenuto a due lunghi anni dall’adesione della Sicilia al cluster Bio Mediterraneo, del quale è capofila. Due anni nei quali nessuno si è preoccupato di verificare lo stato di avanzamento dei lavori del padiglione, degli spazi espositivi, fino al giorno dell’inaugurazione e della drammatica sorpresa: nessuna cartellonistica, niente wifi, pavimento allagato, tetto non ultimato. Crocetta risponda dettagliatamente dell’operato dell’intero staff, di una noncuranza e di un pressapochismo che gettano grave discredito sulla nostra terra”
Vincenzo Vinciullo, di Ncd, critica la gestione della Regione e auspica dimissioni. Mentre Fabio Granata di Green Italia attacca: “All’Expo la Vucciria di Renato Guttuso è esposta in modo vergognoso in una specie di discoteca di borgata, gli Acrolidi di Morgantina e “Il sorriso” di Antonello da Messina sono dispersi nella calca e sottratti al loro contesto, mentre il Cluster Biomediterraneo è un autentico ghetto”.
Il gruppo parlamentare Cinque Stelle all’Ars parla del Presidente Crocetta come di “un Re Mida al contrario, che distrugge tutto ciò che tocca”
Per il Movimento 5 Stelle “Crocetta da Exportazione: è riuscito a distruggere l’immagine della Sicilia in tutto il mondo. Chi ha sbagliato paghi»
“Crocetta si è rivelato ancora una volta Re Mida al contrario, non ha nemmeno sfiorato l’Expo che l’ha distrutta, distruggendo soprattutto l’immagine della Sicilia nel mondo. Doveva essere una vetrina per l’isola è invece è si è rivelata un’urna cineraria. Noi, comunque, non ci meravigliamo, l’abbiamo detto in tutte le salse che sarebbe stato un fallimento e tale si è rivelato, addirittura prima di quanto avevamo immaginato. Ora non resta che raccogliere i cocci e tornare a casa con le pive nel sacco, cercando di salvare una parte dei soldi pubblici buttati in questo ennesimo buco nero. Chi ha sbagliato, però, deve pagare, siamo stanchi di tragedie e disfatte senza padri e senza colpevoli. Noi, dal canto nostro, come gruppo parlamentare non escludiamo un’ispezione a Milano a stretto giro di posta».

Ultimi Articoli