In piena estate, i primi lavori, a Marina di Ragusa, per il posizionamento di un traliccio per antenne di telecomunicazioni, provocano la costituzione di un ennesimo comitato di cittadini.
Il cantiere è in via Ammiraglio Rizzo, nella parte alta di Marina, sull’arteria che porta dalla rotatoria del despar all’uscita per Ragusa, In una zona ampiamente violentata da capannoni per supermercati e centri commerciali, nella città del consumo di suolo zero dove si stanno, stranamente, affollando grandi realizzazioni edilizie, prima della definitiva approvazione del PRG.
Un traliccio letteralmente in mezzo alle case, peraltro, di certo, non gradevole da vedere, a poca distanza da abitazioni civili.
Il comitato spontaneo nasce come “L’antenna non la vogliamo”, successivamente diventa “Sì al 5G no all’installazione delle antenne selvagge”.
In prima battuta hanno chiesto l’interruzione dei lavori, che, pare, sia arrivata, vogliono anche una ricollocazione su altri terreni lontani dal centro abitato.
Le preoccupazioni sono per l’impatto ambientale e per le sue eventuali ricadute sulla salute pubblica, oltre che per l’impatto visivo.
Il comitato è andato più avanti e con il supporto di Assoutenti Provincia di Ragusa, mira a fermare l’installazione indiscriminata di antenne 5G, chiedendo percorsi di concertazione pubblica nelle decisioni e di creare un regolamento tecnico che tenga conto di tutti gli interessi in gioco.
A questo punto, le notizie destano qualche perplessità, perché un regolamento ci dovrebbe già essere sulla materia e sarebbe presumibile poter pensare che gli uffici e l’assessorato del Comune, che si siano preoccupati di dare l’autorizzazione, abbiano rispettato regole e procedure per accogliere la richiesta di autorizzazione.
E, parimenti, desta perplessità anche l’interruzione dei lavori, ove fosse stabilita dalle autorità cittadine, al che ci troveremmo nella repubblica di Paperino se prima si concede una autorizzazione e poi si fa un passo indietro, senza specificarne i motivi. A tal uopo sarebbe bene comprendere chi ha rilasciato l’autorizzazione e se tutti i passaggi rispondono alle normative di settore.
Sul cartello di cantiere è chiara l’autorizzazione concessa dal SUAP del Comune di Ragusa.
Obiettivamente, pensiamo che i regolamenti in materia esistano, pensiamo anche che, per un problema di emissioni elettromagnetiche, potenzialmente dannose per gli umani, ci siano le dovute precauzioni, su una materia che riguarda le telecomunicazioni ci saranno, di certo, leggi e regolamenti nazionali che superano scelte locali.
Ragusa si conferma città dei comitati, è assurdo pensare di costituire tavoli di concertazione con i cittadini, per ogni singola iniziativa, il fenomeno, peraltro, fa emergere la scarsa caratura politica degli eletti che i cittadini hanno scelto per farsi rappresentare, c’è, evidentemente, nonostante il plebiscito per l’attuale sindaco, una scarsa considerazione per quello che potrebbero fare gli amministratori e anche nei confronti di quei pochi elementi che hanno dimostrato di tenere sulla corda l’amministrazione.
A meno che, anche in questo caso, si tratta di ricerca di facile visibilità.
