Sin dal primo mandato, il sindaco Cassì non ha tollerato il minimo dissenso interno, ogni forma di critica o contestazione era bloccata sul nascere, venivano rimproverati i consiglieri che si permettevano di scrivere alla stampa note di critica, quando si riusciva se ne impediva la pubblicazione, dopo opportuna catechizzazione nella stanza del sindaco. Capitò con la consigliere Raniolo, con la consigliera Iacono, con Luca Rivillito, lo possiamo affermare perché chi scrive provvedeva a mettere nero su bianco le richieste dei consiglieri che spesso venivano bloccate sul nascere.
Il dissenso, soprattutto se interno, è inconcepibile per Cassì, e questa conformazione mentale è trasmessa alla squadra, al cerchio magico che si fa, spesso, interprete dello sdegno del primo cittadino per queste forme di contestazione.
Soprattutto nei confronti dei dissidenti interni, in questa seconda sindacatura dove più ampia è la platea di maggioranza, che presenta elementi che hanno assunto, da tempo, posizioni assai più critiche di quelle da educande delle minoranze, il fastidio è espresso con pesanti apprezzamenti, fuori onda, e con plateali tentativi di emarginare i dissenzienti.
Cosa questa difficile da realizzare perchè un partito o un movimento può espellere un aderente, un iscritto ma non lo può espellere dal gruppo consiliare per il quale è stato eletto, tantomeno farlo decadere da consigliere comunale.
Ed ecco, allora, l’intervento di uno dei centurioni del sindaco, la consigliar Criscione che scrive con l’intestazione dell’embrione della formazione politica del sindaco, Direzione Ragusa, firma con l’apposizione della carica in seno all’associazione, vicepresidente, ma ci tiene a precisare, nell’incipit di un comunicato, che si tratta di una dichiarazione personale “prendendo spunto dalle polemiche sollevate da alcuni consiglieri in merito al FSC”,
Dal momento che critiche sull’argomento sono state diffuse solo dalla collega consigliere, vicepresidente del Consiglio, Rossana Caruso, questi “certi consiglieri comunali” sono facilmente identificabili nella consigliera del gruppo Partecipiamo, magari comprendendo nel mirato dissentire i colleghi Bennardo e Zagami che con la Caruso vanno a braccetto, con unità di intenti, per contestare, in più occasioni, Cassì, meglio dire le sue politiche in armonia con il cerchio magico.
La consigliera Criscione esterna la sua tesi che chi, candidato a sostegno di un determinato candidato sindaco, se eletto, deve sostenere l’amministrazione relativa, specie se ottiene incarichi istituzionali, come nel caso della consigliera Caruso, eletta vicepresidente del Consiglio.
Dice nel rispetto di chi ha votato, ma non sempre si vota un candidato per chi sostiene ma, piuttosto, può essere che si voti il sindaco perchè si sostiene il candidato.
Ed è chiaramente il caso della Caruso, perchè, certo, Cassì non ha accolto tutta la truppa di nuovi alleati per sostenerli ma per essere sostenuto, quando pensava che poteva essere difficile la riconferma.
In ogni caso, c’è libertà assoluta di mandato, si può parlare di coerenza solo se non esistessero esternate valutazioni a sostegno delle proprie posizioni.
Poi, avventatamente, la consigliera Criscione si lascia andare a valutazioni per lo meno imbarazzanti, quando parla di “scelta dell’interesse personale” che mal si addice ai dissidenti in questione, senza dire che ci potrebbero essere valutazioni del tutto delicate.
Quanto alle valutazioni della Criscione sulla diversa lettura della destinazione dei fondi FSC, abbiamo trattato in altra parte del giornale le diverse posizioni che sono, tutt’ora, oggetto di roventi polemiche, con rivendicazioni della verità da tutte le parti.
Non è questo quello di cui ci vogliamo occupare, quanto, piuttosto, soffermarci su alcune considerazioni di questo avvocato, difensore di Cassì e della sua congrega.
Parla di cambi di casacca, peraltro non ufficiali, di chi vorrebbe mettere sotto pressione l’amministrazione, ma non parla di cambi di casacca di quanti sono passati da sigle diverse alla parrocchia del primo cittadino, ancorché senza battesimo.
Non è che il cambio di casacca si può contestare quando si perdono pezzi e ignorare quando i pezzi si acquisiscono.
Certo, sentir parlare di chi vorrebbe ottener qualcosa per sé a difesa di una amministrazione famosa per incarichi diretti, nomi adi esperti, scelte discutibili per eventi, spettacoli, iniziative culturali, è del tutto surreale
Quello che arrovella la Criscione e tutta l’amministrazione è il fatto che i dissidenti si ostinano a far parte di questa maggioranza, tattica che fa risaltare le loro posizioni critiche.
Parla di trasparenza e di chiarezza con i propri elettori che sarebbero stati utilizzati come trampolino di lancio per arrivare dove si voleva. E conclude con la parola ‘coerenza’.
Ma la consigliera Criscione sarà accontentata presto, perchè si sente il ‘profumo’ di alcuni passaggi nel gruppo misto, oltre a quello di Podimani, potrebbero migrare i tre dissidenti della maggioranza, ma non solo, qualche altro consigliere di maggioranza con pretese di assessorato non soddisfatte, pare sia in procinto di passare all’opposizione
A questo punto verrebbe da esigere trasparenza, coerenza e chiarezza da parte di Cassì e della sua amministrazione, potrebbe essere la stessa Criscione a farsi portavoce di tante risposte che la città, ormai, a carte scoperte, vorrebbe conoscere.
Perchè Cassì si è presentato come paladino del civismo, ma per raccogliere consenso ha accolto partiti e partitini, provvedendo anche a fornire le maschere adatte ai partiti che mimetizzava nelle liste civiche?
Gurrieri e D’Asta erano vicini ad Abbate, al loro seguito entrò in scena la Caruso, che doveva essere l’accoppiata femminile per D’Asta.
Gli attriti di D’asta con Gurrieri consigliarono a qualche politico, facile intuire chi, di dirottare altrove D’Asta su altra lista, fu Partecipiamo che accolse D’Asta e la Caruso, tutto questo con il totale consenso di Cassì.
Poi c’era Zagami, espressione di Azione, che fu inserito nella lista di Ragusa Prossima, primo dei nuovi alleati di Cassì: ricordiamo che, alla presentazione della lista, in sala commissioni, fu il responsabile provinciale di Azione a presentare la lista di Ragusa Prossima, il tutto, naturalmente, con la piena consapevolezza di Cassì.
L’unico candido come il sole, Federico Bennardo, che portò il terzo bottino di voti, dopo Giuffrida e Digrandi, eletto nella lista del sindaco.
Volendo, la Criscione potrebbe erudire la città sulle presenze che fanno riferimento all’ala di Azione che fa capo al sindaco di Siracusa, Italia, all’MPA di Raffaele Lombardo e, in ultimo, sempre, orami a carte scoperte, raccontarci delle alleanze per fare approvare il piano regolatore e delle strategie per mantenere il numero occorrente di consiglieri compatibili.
Quando si parla di coerenza, di trasparenza, di chiarezza, spiegare tutte queste cose sarebbe il minimo.
