La cultura per comprendere il disagio in carcere

di redazione
Iniziativa della Presidenza del Consiglio, che segue le altre finalizzate all’inclusione del popolo carcerario

“Cultura e legalità: raccontare il disagio“, interessante iniziativa, della Presidenza del Consiglio Comunale di Ragusa e dell’assessorato ai Servizi Sociali, su una tematica coinvolgente che vuole stabilire, attraverso la cultura, un ponte fra la vita carceraria e l’esterno.
Sono stati il Presidente Giovanni Iacono e l’assessore Salvatore Martorana ad anticipare, in conferenza stampa, i contenuti della due giorni che si articolerà in un incontro all’interno della Casa Circondariale di Ragusa, che si terrà nel pomeriggio di lunedì 30 marzo, durante il quale illustri giornalisti e scrittori incontreranno i detenuti, mentre nella mattinata di martedì 31 marzo, nell’aula magna dell’Istituto ‘Fabio Besta’ di Ragusa, si terrà un incontro dibattito sul tema, per il quale è prevista la partecipazione del sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri e del capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo.
Protagonisti dell’iniziativa, che si innesca nell’ambito del Premio letterario “Goliarda Sapienza – Racconti dal Carcere”, la giornalista Antonella Bolelli Ferrera, che presiede l’associazione InVerso Onlus e svolge importanti attività collegate al premio, ancora giornalisti scrittori del calibro di Federico Moccia e Massimo Lugli, da anni tutor letterali di detenuti che hanno partecipato al sopracitato Premio letterario.
L’assessore Salvatore Martorana ha evidenziato come l’iniziativa segua quelle attenzioni che sono state, da sempre, dedicate alle problematiche del carcere e dei carcerati. Sin dalla visita del Natale scorso, allorquando, all’interno della casa circondariale si condivise l’esigenza di dare vita ad attività per portare all’esterno la ‘vita’ del carcere e dei suoi ospiti. Una attenzione che l’assessorato ai Servizi Sociali dedica con particolare coinvolgimento, ricordando, per esempio la positiva esperienza del laboratorio teatrale, con la guida di Gianni Battaglia e accogliendo, con favore, le istanze della Direzione della Casa Circondariale che premono per programmi di inclusione della popolazione carceraria.
E’ stato Giovanni Iacono a mettere in evidenza come dietro le sbarre si legge molto e, anche, si scrive come espressione di una libertà che porta oltre i cancelli della detenzione, una forma di ‘evasione’ vissuta all’interno della cella.
Da sempre, gli scritti dal carcere hanno costituito spunti, offerti anche da scrittori illustri, per capire meglio la condizione carceraria e il vissuto di molti detenuti, che possono servire per radicare, nelle persone, una nuova cultura della legalità.
L’iniziativa, attraverso un fatto culturale, cerca di mettere a confronto i due mondi, per un riscatto sociale. Tra i relatori anche Salvatore Saitto, detenuto, vincitore del Premio Goliarda Sapienza, ‘Racconti dal carcere’.

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