di Cesare Pluchino
Il Sindaco Federico Piccitto ne esce da amministratore che diligentemente ha assolto i suoi compiti al meglio delle possibilità e delle normative vigenti, le opposizioni ripetono le solite litanie in replica da tre anni, senza apportare elementi positivi alla politica locale
Se Cappuccetto Rosso, di passaggio a Palazzo dell’Aquila, chiedesse perché in aula consiliare c’è un 32 pollici a schermo piatto come monitor della diretta streaming delle sedute di Consiglio Comunale, la nonna risponderebbe che così i consiglieri possono vedersi meglio.
Sono queste, forse, le preoccupazioni maggiori dei consiglieri comunali che, spesso, mentre parlano, si guardano e danno l’allarme, se per caso si interrompe la trasmissione, come avvenuto.
Convinti che la città li vede, li sente, anche se i numeri delle visualizzazioni non sono, poi, così esaltanti, mentre non si accorgono che da cambiare erano le telecamere e non il monitor, perché oggi, con unno smartphone da pochi euro si fanno dei film, mentre le immagini della diretta streaming sembrano risalire al periodo del cinema muto.
Piccoli piaceri di paese, per dei politici che, ormai, riescono ad esprimere poco, proiettati solo al prossimo tentativo di elezione dopo la batosta delle amministrative 2013 che ne ha salvati solo una decina.
Per una politica di paese che nemmeno sfrutta l’occasione della relazione annuale del sindaco per fare fronte comune nell’interesse della città, oppure lasciare un segno forte di opposizione per censurare l’operato del primo cittadino.
Si assiste solo alla solita seduta aperta per un pelo, con il minimo dei presenti richiesto, con le minoranze che esaltano la propria partecipazione che, nell’occasione, doveva essere solo massiccia, per adempiere al proprio ruolo.
Unica assenza, peraltro non necessariamente premeditata, quella dell’ex alleato Giovanni Iacono che, in linea con la serietà politica che lo contraddistingue, ha preferito evitare di confrontarsi relativamente ad un periodo nel quale vigeva l’alleanza dei 5 Stelle con Partecipiamo.
La seduta ha visto la presenza, ad effetto, della Giunta Municipale al completo, efficace segnale di unità all’interno dell’amministrazione, evidenziata da quella dei consiglieri al completo.
Il Sindaco Federico Piccitto ha adempiuto, diligentemente, al compito richiesto, al rito previsto dalla normativa regionale, per una relazione da sottoporre al dibattito consiliare senza votazione vincolante.
Come è nel suo stile, profilo minimal, nessun eccesso, nessuna esibizione, un lavoro onesto e impegnato di sintesi che ha occupato quasi 150 pagine, prevalentemente di resoconto dell’attività, nel periodo luglio 2014 – giugno 2015.
Vecchi riti della politica, inutili, non condizionati da scadenze rigide, che hanno impegnato la discussione su atti e adempimenti spesso superati o attuali ma fuori dal periodo di competenza della relazione.
Solo una decina di pagine dedicate alla parte politica del documento che, in ogni caso, ha evitato di volare alto.
D’altra parte, senza guru della comunicazione, (un collaboratore nel settore è dedicato a quella sul web ma in ogni caso non percepisce compensi adeguati alla stesura di documenti così importanti), non ci si poteva aspettare di più, non certo per incompetenza del primo cittadino ma per obiettive difficoltà di potersi dedicare esclusivamente ad un documento così corposo.
Certo un esperto di comunicazione politica, competente al punto da non dover richiedere conforto a colleghi, avrebbe potuto tirare fuori una relazione che già per una veste editoriale pregiata avrebbe impressionato diversamente.
Rattristava vedere Maurizio Tumino, abituato a maneggiare patinate pubblicazioni berlusconiane, toccare la ruvidità delle 150 pagine di carta per fotocopie da 80grammi, facile a sporcarsi e a sgualcirsi.
Ma anche in questo il fare di Federico Piccitto si è rivelato efficace e all’insegna del minimo impegno economico, perché nessuno è entrato nel merito dei contenuti della relazione, molti ne hanno vantato la lettura, ma gli interventi non si sono discostati dalla solita opposizione di stampo becero strumentale, ormai palesemente finalizzata, esclusivamente, al tentativo, disperato, di riconquista di un posticino in aula consiliare per il quinquennio 2018 – 2023.
Se il Sindaco ha indugiato sulle priorità ormai note da tempo, che hanno condizionato, prima, l’inizio di sindacatura e, ora, con i risultati, ne caratterizzano la fase finale, come abbiamo evidenziato nell’articolo di sintesi della relazione, gli interventi non hanno saputo estendere una critica funzionale e costruttiva, senza elementi positivi che potessero condizionare la fine del quinquennio.
Come sempre avvenuto, critiche all’operato della giunta, senza indicazione di soluzioni precise ed efficaci, senza la necessaria partecipazione, né la spinta propulsiva, per quelle azioni che la rivoluzione grillina avrebbe dovuto intestarsi, per esempio contro la Regione per tutelare gli interessi della collettività.
Se nel primo intervento Piccitto ha voluto mantenere un atteggiamento contenuto, adeguato alla solennità dell’appuntamento consiliare, diverso è stato l’atteggiamento dopo diversi interventi critici, soprattutto, dopo un’atmosfera in aula disinteressata, distratta, con un va e vieni di consiglieri che sembravano intervenire per timbrare il cartellino e abbandonare la seduta.
Il Sindaco, e di questo ci occupiamo in altra parte del giornale, unitamente ad alcuni contenuti degli interventi, ha ribattuto, con la decisione dei momenti importanti, non risparmiando risposte piccanti e sarcasmo all’indirizzo delle eccezioni che ha ritenuto meno confacenti ad un costruttivo confronto.
