La questione è di quelle importanti che vanno gestite nelle stanze del potere al chiuso, tant’è che il quotidiano siciliano di Catania, città teatro di quanto accaduto, stamane, domenica 14 novembre, ignora totalmente l’accaduto.
Il sindaco di Catania, Pogliese, peripatetico della politica, ultimamente approdato a Fratelli d’italia, un primo cittadino non certo ideale, come figura politica, per una città come Catania e, soprattutto, non all’altezza delle grandissime tradizioni della destra nel capoluogo etneo, ha deciso, unilateralmente, di sostituire un assessore della Lega, che sostiene la sua amministrazione, con un suo uomo, fidatissimo, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Andrea Barresi, 38 anni, avvocato civilista, al suo terzo mandato di consigliere comunale, il più votato alle ultime elezioni amministrative di Catania con oltre 1900 preferenze.
Pogliese sistema così le carte, non solo in giunta ma anche nel suo partito, perché Barresi si dimetterà da consigliere comunale e gli subentrerà Sonia Agata Sofia, medico dell’azienda ospedaliera Cannizzaro, prima dei non eletti nella lista “In campo con Pogliese”.
Una mossa stile vecchia politica, alla quale, del resto, Pogliese appartiene, che ha provocato, naturalmente, le forti reazioni della Lega, con una nota congiunta del segretario regionale Minardo e del responsabile provinciale Carrà.
L’assessore Alessandro Porto, il defenestrato, che ha saputo dai giornali della sua sostituzione, si dice deluso, dopo tanti anni di impegno, amareggiato per il comportamento del primo cittadino che “evidentemente per la fame di consenso all’interno del suo partito ha preferito non aspettare l’incontro programmato con le altre forze politiche di maggioranza e rimpolpare ulteriormente le posizioni al governo della città creando un’amministrazione quasi monocolore.”
Durissima la reazione del segretario regionale della Lega, Nino Minardo, e del Responsabile provinciale di Catania, Anastasio Carrà.
Questa la nota diramata:
“La scelta politica del sindaco di Catania e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Sicilia, Salvo Pogliese, di escludere il nostro coordinatore politico provinciale Alessandro Porto dalla giunta comunale ha fatto prevalere la linea della distribuzione di posti e poltrone a quella degli atti concreti in favore della comunità. Un atto concreto fu il “Salva Catania”, lo stanziamento di centinaia di milioni di euro per Catania grazie alla Lega al Governo e a Matteo Salvini allora Ministro dell’Interno; quello di oggi è invece un atto unilaterale e inopportuno del sindaco Pogliese e da questo genere di politica basata sulla giostra di incarichi, sedie e poltrone a Catania la Lega prende le distanze.
Non ci sono le condizioni politiche per poter proseguire in questa esperienza amministrativa, continuiamo a lavorare con serietà, lealtà e concretezza per i catanesi anche senza posti in giunta”
A questo punto, occorrerà capire come si evolveranno gli eventi, perché alle decise affermazioni dei vertici della Lega, siciliana e catanese, dovrebbero seguire naturalmente le dimissioni dell’altro assessore della lega, Fabio Cantarella, cosa, finora non avvenuta.
Qualcuno dice che cantarella ha ottimi rapporti con Pogliese, personali, umani, prima che politici, e che impegnato al massimo nella fase di transizione verso la differenziata, oltre ad aver fatto da tramite fra Pogliese e Salvini per i provvedimenti finalizzati al salvataggio della città dal fallimento, arrivati con il decreto “Salva Catania” di cui parlavano Minardo e Carrà.
Si attendono, quindi, le dimissioni di Cantarella, per evitare che vada a finire tutto a tarallucci e vino, con una evidente delegittimazione di segretario regionale e responsabile provinciale.
