La navetta per Ibla passerà da via Roma

Alla fine, ha prevalso l’idea di aprire via Roma al traffico veicolare, sia pure, limitatamente, per ora, alla navetta che collega Ragusa a Ibla.
Un’idea non condivisa all’unanimità in giunta, dove c’era qualche perplessità, un timido tentativo di aprire la via Roma al traffico veicolare che qualcuno ritiene possa vivificare quello che, una volta, era il salotto della città.
Una scelta che ha già provocato, al suo annuncio, non poche perplessità, in primis perché non si intravede quali possano essere i vantaggi.
Per alcuni, l’isola pedonale è fondamentale come elemento di un centro storico che dovrebbe rinascere e, anzi dovrebbe essere allargata. Del resto, è così dappertutto, l’isola pedonale, alla fine, è gradita dai residenti, dagli operatori commerciali e dai turisti. È di tutta evidenza che non è l’isola pedonale a determinare la crisi del centro storico e della via Roma, ci sono implicazioni di carattere abitativo, commerciale e strettamente dipendenti dalla crisi economico sociale che imperversa anche nella nostra città.
Di crisi dei centri storici si discute a tutti i livelli, per grandi e piccoli centri, nessuno, in ogni caso, pensa di risolvere le problematiche eliminando l’isola pedonale e riaprendo al traffico veicolare.
Perché poi si è visto, quello del passaggio delle vetture è un falso problema, lo si è capito quando, dopo aver aperto la via Roma, nel tratto da via Salvatore al ponte Nuovo, i commercianti hanno detto chiaramente che senza possibilità di sosta temporanea, il passaggio delle vetture era praticamente inutile.
A Ragusa si discute, da tempo, di come far rinascere il centro storico e la via Roma in particolare, tutti hanno capito che servono interventi decisi in campo urbanistico, sostegni a commercianti e ristoratori, azioni concrete di sostegno allo sviluppo economico, strategie opportune per far rivivere il centro.
La scelta di far passare la navetta in via Roma, fortemente voluta dall’assessore al trasporto sostenibile Licitra, è destinata a far discutere, ancorché limitata al periodo di servizio della navetta fino a tutto il mese di ottobre.
Tralasciando i necessari accorgimenti per il passaggio dei bus e la sicurezza dei pedoni, si rischia di pregiudicare il lavoro dei pochi esercenti della ristorazione che hanno messo tavoli all’esterno, anche grazie alle norme anti-Covid che privilegiano gli spazi esterni per un più agevole distanziamento.
Ora chi mangia, nelle ore serali, rischia di vedersi condita la pietanza dai fumi di scarico dei bus navetta che passeranno a filo dei tavoli.
Non si è avuta nemmeno la bella idea, dopo aver propinato parole a iosa su mobilità sostenibile e mezzi a propulsione alternativa, di optare per navette elettriche che potevano essere segno distintivo delle politiche energetiche e ambientali della città.
Non si comprende, soprattutto, quale possa essere il vantaggio di far passare la navetta da via Roma, quando il terminal all’ingresso del parcheggio pluripiano di piazza del Popolo costituiva l’ideale stazione per indigeni e turisti.
Come ha fatto notare, giustamente, il Movimento Territorio, riprendendo le voci di alcuni proprietari di locali commerciali, pare che dopo il lokdown possano concretizzarsi alcuni accordi che sono nati dalla strategia dell’assessore Ciccio Barone di coinvolgere grossi gruppi commerciali per l’apertura di importanti negozi: si rischia di aver presentato locali su isola pedonale e si fa trovare la via aperta al traffico, roba da pacco napoletano.
Dopo due anni di totale immobilità sulla questione via Roma e centro storico, immobilità costellata da parole, progetti, proposte di iniziative, si viene fuori con questa trovata dai risultati ancora tutti da scoprire, che sembra voler aprire solo un piccolo varco per quella ipotesi ventilata di apertura della via Roma, che consideriamo solo un rischioso esperimento, inutile senza un progetto globale e definitivo, di trovare risposte e soluzioni per una problematica che non si riesce nemmeno ad affrontare.

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