La prima partita dei play off la vince il Sindaco

di Marco Ramius
Dopo un lungo estenuante ‘campionato’, la parte finale della sindacatura sarà risolta al meglio delle partite finali

Sono di moda le assimilazioni, le notizie giornalistiche vengono considerate gossip, chiacchiericcio, nonostante le notizie provengano dagli stessi protagonisti, quelli ai quali una volta le indiscrezioni dovevano essere strappate con delicatezza e utilizzate senza troppo clamore, mentre, in una nuova fase, sono gli stessi a utilizzare gli smartphone anche per rendicontare le votazioni interne alle riunioni, senza che nessuno lo abbia chiesto.
Se qualche espressione di cronaca politica viene considerata gossip, non sarà fuori luogo considerare la vicenda politica dei grillini al Comune di Ragusa come un campionato di basket con relativa fase finale dei play off al meglio di più partite.
I primi tre anni, a Palazzo dell’Aquila, sono stati il campionato nel quale i protagonisti si sono confrontati, con partite di andata e ritorno.
Sullo scenario dell’aula consiliare e in quello della sala commissioni, gli attori della sindacatura Piccitto: l’amministrazione con i suoi assessori, defenestrati e in attività, le opposizioni, il gruppo di maggioranza, gli alleati, la classe dirigente e gli uffici del Comune.
In campionato si è visto di tutto, la classifica finale rappresenta i valori in campo. In fondo troviamo le opposizioni, risultate, alla fine, poco condizionanti per la vita dell’amministrazione e della maggioranza.
Si è spesso gridato allo scandalo, ma non per le cose importanti: minacce di denunce, di ricorsi al TAR, alla Corte dei Conti, all’ANAC, alla procura, ma non è successo mai nulla. Opposizioni ridotte a brandelli, spesso in contrasto, che non sono riuscite ad essere determinanti e visibili se non per merito di pochi elementi che si sono distinti per competenze politiche e professionali, quelli che hanno sollevato problematiche che hanno, spesso, messo in imbarazzo l’amministrazione.
Ma restiamo in Italia ed è difficile che accada qualcosa.
Per il resto dell’opposizione, normale amministrazione, fatta di comunicazioni, di piccole interrogazioni, di lavori in commissione e in aula per guadagnare il gettone di presenza, con molte assenze nei momenti meno strategici, con l’utilizzo dell’aula consiliare e dei social network come depliant personale da diffondere agli elettori.
Poco incisivi, destinati al fondo della classifica, ai playout per la sopravvivenza politica di molti.
Gli alleati sono statti alleati di comodo, determinanti, in qualche caso, per vincere il ballottaggio, poi messi da parte, senza ritegno, chi prima, chi dopo.
In una zona di media alta classifica i dirigenti e gli uffici che, in definitiva, sono i veri padroni del Comune, coloro ai quali si deve, nel bene e nel male, la sopravvivenza della macchina comunale, considerata anche la grande inesperienza e impreparazione di molti esponenti della nouvelle vague politica.
In cima i protagonisti, il primo cittadino, gli assessori, il gruppo consiliare che, dopo la fase iniziale, nella quale ci sono state sostituzioni e ricorso al mercato secondario (che, poi è risultato quello primario), si giocano la partita finale dei playoff, per arrivare vincitori alla fine della sindacatura.
Il Sindaco sembra aver consolidato la sua posizione e continua a vantare le opere e le azioni svolte in favore della città e delle quali si cominciano ad avvertire i primi risultati, frutto, comunque, di un’azione lenta, ingessata, condizionata dalle ristrettezze economiche del momento, imbrigliata nelle pieghe della burocrazia regionale e delle normative di legge che rallentano qualsiasi tipo di iniziativa.
Dei trentaquattro mesi di sindacatura, ben 10, gli ultimi si sono persi per le beghe interne alla maggioranza; quattro su sei gli assessori sostituiti, della compagine iniziale sopravvissuti solo Stefano Martorana e Iannucci, disattesi i principi del Movimento 5 Stelle che volevano gli assessori scelti dalla base sull’indicazione dei curriculum più adatti.
Ma, come vedremo appresso, non è solo questo che ha caratterizzato un’azione dell’amministrazione ben lontana dai principi ispiratori dei cinque stelle, tanto propagandati in campagna elettorale.
Tutto ruota attorno al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, il truppone come definito comunemente da certa stampa, il gruppo che il Sindaco, secondo un recente articolo di una nota giornalista locale, che non è stata smentita dal primo cittadino né ha ricevuto protesta ufficiale dagli interessati, definirebbe degli “imbecilli”, forse per la comprovata incapacità di assolvere il mandato per il quale sono stati eletti, più impegnati a innescare beghe interne e ad assistere, impotenti e indifferenti, al calpestio dei principi fondanti del Movimento.
Il truppone che, quasi unanimemente, quindici componenti su sedici, chiese, nel mese di gennaio, la sostituzione dell’assessore Stefano Martorana, dopo sei lunghi mesi di ostruzionismo per i lavori d’aula.
Il truppone che si è opposto, invano, alle provocate dimissioni di Stefania Campo e che, alla fine, dopo i lavori della commissione trasparenza, risultati decisamente a favore della Campo, preferì, su sollecitazione dall’alto, non fare clamore attorno alla relazione di maggioranza della commissione (la relazione dei consiglieri grillini) che sarebbe risultata troppo in contraddizione con la linea del primo cittadino sul caso.
Per inciso, piace ricordare la coincidenza che chi tenne in borsa la relazione, astenendosi dal produrla in commissione nella seduta finale, oggi si ritrova assessore, gradito, se non addirittura segnalato, dal capo dell’amministrazione.
Il truppone che sbatte di fronte alle giuste pretese di autonomia del primo cittadino e cerca spazi di visibilità e di credibilità politica con nomine per responsabili di teatro e con inoltro di improbabili currriculum per aspiranti assessori.
Il truppone sveglio solo per cogliere al volo le dimissioni politiche del Presidente del Consiglio e fare propria anche la seconda carica di Palazzo dell’Aquila, nell’assoluta incapacità di prevederne possibili conseguenze.
I truppone che, alla fine, ha mostrato resistenza per alcune indicazioni sulle nomine assessoriali e ha solo parzialmente accolto i desiderata, accogliendo solo una delle segnalazioni.
Il truppone che ha mostrato, del tutto spontaneamente, le crepe interne evidenziando come undici componenti si sono espressi autonomamente per il nome di Leggio, lasciando solo due voti ai papabili indicati e ai candidati, crepe che rendono inagibile il gruppo se si va a vedere anche che l’assessore Disca ha ricevuto 8 consensi dai colleghi consiglieri, solo uno in più dei sette riservati alla collega Sigona.
Il truppone che, in definitiva, si tiene Martorana, mettendogli accanto, in giunta, due grillini che ne volevano la testa, soprattutto Leggio che, di recente, in aula, era stato protagonista di una filippica nei confronti dell’assessore al bilancio.
Il Sindaco ne esce vincitore, segnatamente di questa prima partita dei play off, con cui chiude, definitivamente, il caso Campo, elimina ogni possibile ulteriore polemica sul nome di Martorana, riuscendo a disattendere alla grande gli impegni presi in presenza dell’on.le Cancelleri, archivia l’alleanza con Partecipiamo, restituisce, almeno teoricamente, fluidità ai rapporti fra amministrazione e gruppo consiliare.
Sullo sfondo restano i rapporti con il mondo del Movimento 5 Stelle, segnatamente con i meetup che, però, come chiaramente evidenziato dal Sindaco in una conferenza stampa, sono derubricati, senza riserve, a semplici riunioni di cittadini con ideali (e non tutti) vicini a quelli del Movimento di Grillo: aggregazioni di uomini e donne, una volta semplici amici di Grillo, superate dall’ingresso sulla scena degli eletti, i soli ad essere legittimati ad esprimersi, previa autorizzazione, in nome del Movimento.
Questo ha specificato Federico Piccitto, assimilando i ‘dissidenti’ di ragusattiva5stelle al meetup ‘ufficiale’ degli attivisti di Ragusa, che nessuna voce in capitolo avrebbero, soprattutto per questioni di carattere politico.
Resta solo da chiedersi perché nella riunione del gruppo consiliare di martedì 19 aprile, quella nella quale Piccitto chiese l’ingresso in giunta di due consiglieri e dalla quale erano venuti fuori due nomi, Spadola e Disca, erano presenti elementi del meetup, pur in occasione di trattazione di argomenti politici.
Come pure è legittimo chiedersi come mai elementi del meetup abbiano recriminato sulla mancata elezione di Spadola, lamentandosene con almeno uno dei consiglieri: di cosa si lamentano dopo una democratica elezione nella quale, peraltro, il loro preferito ha raccolto solo due voti ?
Come ancora è legittimo chiedersi in virtù di quali regole, in ossequio alla tanta decantata trasparenza del Movimento, ci possano essere ‘dissidenti’ di Ragusa che godono della fiducia di leader regionali e, addirittura, organizzano la campagna elettorale a Vittoria.
C’è un Movimento 5 Stelle per ogni centro abitato ?

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