La proposta PD per il contenzioso fiscale e la minirivoluzione dei 5 Stelle

Subito alla fine della pausa estiva, che a Ragusa coincide con la fine dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono della Città e della Diocesi, riprende l’attività delle Commissioni e del Consiglio Comunale.
In verità la sollecita ripresa dei lavori è stata determinata da una scadenza importante.
Dopo la misura nazionale della rottamazione delle cartelle esattoriali, estesa anche ai tributi comunali con apposito DL, il 193 del 2016 e recepita dall’amministrazione con apposito regolamento, si presentava, ora, l’opportunità di sfruttare un altro DL, il 446 del 24 aprile 2017 che disciplina il contenzioso, le liti fiscali dei contribuenti con il Comune.
Una misura nata per il contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, allargata anche questa a quello dei contribuenti con il proprio Comune.
Il termine per l’applicazione di un regolamento scadeva il 31 agosto: a presentare la proposta per il Consiglio Comunale i rappresentanti del PD, D’Asta e Chiavola, che, con molto anticipo, avevano presentato l’iniziativa.
Poi, inspiegabilmente, si arriva al 23 agosto per la presentazione ufficiale e, dopo i necessari pareri, invero rilasciati con inusuale sollecitudine, il consigliere Stevanato, Presidente della IV Commissione Risorse, convoca l’organo consultivo e, il giorno dopo, è convocato il Consiglio Comunale.
I PD vantano la primogenitura della proposta che viene presentata come grande opportunità da concedere ai cittadini, e stigmatizzano l’immobilismo dell’amministrazione che non si è preoccupata, in tempo, di adottare il necessario regolamento.
Contestano, come hanno fatto anche in conferenza stampa, in particolare il fatto che l’assessore al bilancio non si sia attivato prima, con gli uffici, per sfruttare l’opportunità da offrire alla collettività per quanto proposto.
In verità, sapevamo che i 5 Stelle, i consiglieri Agosta e Stevanato, dopo l’anticipazione di D’Asta avevano pensato di presentare una proposta, ma avevano rinunciato per non sollevare polemiche.
Polemiche che, in definitiva non ci sono state perché i PD hanno riservato le critiche agli amministratori, anche ritenendo, come ha sottolineato il segretario cittadino, Calabrese, che non toccava ai consiglieri di maggioranza presentare la proposta
Solo poche schermaglie verbali, fisiologiche considerato il periodo preelettorale.
In commissione e in consiglio, il capogruppo D’Asta ha evidenziato l’importante misura che consente un corposo recupero di evasione fiscale, senza condoni, senza sanatorie, un provvedimento che fa seguito a quello delle rottamazioni delle cartelle e connota le politiche del governo nazionale che, proprio in materia fiscale e tributaria, segnerà una traccia significativa per i tanti decreti che hanno permesso di alleggerire le posizioni di tanti contribuenti in difficoltà.
Un regolamento, secondo D’Asta, che permetterà di dirimere buona parte del contenzioso provocato dagli accertamenti LAMCO, e consentirà a molti contribuenti di rientrare nella legalità.

I 5 Stelle sono stati, comunque, protagonisti politici nell’approvazione della proposta di iniziativa consiliare che ha ottenuto un consenso diffuso come altrimenti non poteva essere, considerato che nessuno sarebbe andato contro l’interesse dei contribuenti.
Come aveva annunciato in Commissione, il Presidente Stevanato, nella sua qualità di capogruppo dei 5 Stelle, assieme al collega Massimo Agosta ha presentato alcuni emendamenti per migliorare l’atto.
Particolarmente documentato, come sempre, sull’iter per l’approvazione, del regolamento apposito, in altri comuni d’Italia, Maurizio Stevanato ha presentato un emendamento migliorativo relativamente alla rateizzazione, per venire incontro alle esigenze in maniera ancor più concreta.
Le scadenze previste dal decreto legge, 30 settembre, 30 novembre e 30 giugno 2018, venivano modificata da appositi emendamenti, tendenti a diluire ulteriormente i pagamenti a saldo delle rate.
Veniva, alla fine, approvato un emendamento che permetteva di diluire l’ultima rata in dodici versamenti mensili.
Gli emendamenti erano oggetto di un acceso dibattito in aula e di contrasti fra i consiglieri del Movimento 5 Stelle e i dirigenti comunali. Questi ultimi propendevano per una interpretazione del decreto legge che escludeva rateizzazioni diverse da quelle previste dal DL, il consigliere Stevanato insisteva e adduceva a sostegno delle proprie tesi quanto adottato in altri importanti comuni d’Italia.
Per la prima volta sono state disattese le posizioni dei dirigenti, in particolare quelli del settore economico-finanziario, ragioneria generale e tributi, che i grillini hanno considerato, finora, come credo inalterabile.
Un segnale, molto tardivo, di minima ribellione, di mancato ossequio ai sacerdoti dell’amministrazione, non sappiamo quanto anche in contrasto con l’assessore al bilancio e con il sindaco che avranno potuto accogliere con particolare sorpresa la disattenzione dei consiglieri nei confronti dei pareri espressi dai dirigenti sugli emendamenti presentati.

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