La querelle Ragusa – Cosentini riscalda questa fredda estate di San Martino

di Cesare Pluchino
Anche i politici di rango regionale e i vertici amministrativi di enti emanazione della Regione si trastullano a duellare verbalmente attraverso le note inviate alla stampa

Sembrava la solita diatriba di carattere politico destinata ad esaurirsi in breve, quella fra l’on.le Orazio Ragusa e il dott. Giovanni Cosentini, Direttore del Consorzio di Bonifica di Ragusa, peraltro una volta componenti dello stesso partito, l’UDC di Casini, ora scomparso, almeno, pare, a livello siciliano
Il motivo del contendere, la gestione del Consorzio di Bonifica, in particolare l’aumento dei canoni per gli agricoltori che il parlamentare giudica esagerato e che addebita, inspiegabilmente, alle decisioni del Direttore Generale.
Occorre avere contezza che il Consorzio di Bonifica dipende, a tutti gli effetti, dalla Regione Siciliana che, nello sfascio più totale, politico, economico e gestionale, anche in altri settori, come specifica, in una delle sue note anche Ragusa, ha deciso di ridurre gradualmente la dotazione finanziaria normale dei Consorzi, nel contesto del riequilibrio dei conti regionali. Una dotazione che, alla nascita dei Consorzi, copriva il 95% del fabbisogno economico, mentre una volta gli agricoltori dovevano coprire solo il 5% del fabbisogno economico, oggi le parti si sono praticamente invertite e quel poco che la Regione stanzia in bilancio, arriva, se arriva, dopo non poche peripezie, come avviene in altri settori.
Diciamo queste cose perché, a naso, non comprendiamo l’attacco dell’on.le Ragusa nei confronti di un dirigente reginale unanimemente riconosciuto, per competenze, come una autorità indiscussa nel settore della bonifica, e non comprendiamo perché il parlamentare di maggioranza che sostiene il governo Crocetta sembra non avere contezza dei problemi della regione e delle politiche scellerate che lui stesso appoggia da diversi anni, senza alcuna nota critica e senza posizioni di dissenso.
Per Ragusa, se i conti si devono fra quadrare addebitando agli agricoltori le spese per gestire il Consorzio, tanto vale eliminare i manager.
Sempre a naso, ci sembra impossibile che il Direttore Generale di un Consorzio possa decidere autonomamente di applicare normative e regole senza preventivo avallo della Regione e dell’assessorato competente se non, addirittura, dietro specifiche disposizioni.
Ragusa, nella ricerca delle possibili soluzioni per venire incontro alle necessità degli agricoltori e degli aspiranti dipendenti che ancora non sono stati assunti come sentenziato dai giudici del lavoro, solleva anche, lui parlamentare regionale che incassa indennità assimilabili a quelle del Senato e gode di agevolazioni di vario tipo, per esempio per il trattamento di quiescenza, la questione dei lauti stipendi dei dirigenti regionali.
Stupiti per l’attacco portato al Direttore Generale del Consorzio, si resta maggiormente attoniti per la reazione di Cosentini, uomo scevro da questo tipo di contrapposizioni che apre facendo volare la penna, affermando: “E’ vero quello che dice Einstein, la mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre”.
Cosentini considera le esternazioni di Ragusa confuse, destituite da ogni fondamento, stupito per le considerazioni a suo carico, addebitandole allo stress per la non facile campagna elettorale nel suo paese.
Cosentini ricorda che Ragusa, nella sua veste di parlamentare regionale, ha votato la norma che prevede la chiusura dei Consorzi di Bonifica per il 2021, quando sarà azzerato il contributo regionale, e ricorda, altresì, che la Regione non erogherebbe alcun contributo finanziario per i lavoratori da assumere per sentenza del giudice.
Per tutto questo, nella veste di onorevole dell’assemblea regionale, dovrebbe interessarsi per favorire leggi che risolvano la questione del consorzio.
L’on.le Ragusa rifiuta la replica di Cosentini e controbatte asserendo che la politica non ha responsabilità che andrebbero ricercate nella cattiva gestione del Consorzio. Cosentini avrebbe dovuto risolvere le criticità del suo ente, Ragusa non specifica se limitatamente al Consorzio n. 8 o per tutti i consorzi della Sicilia, essendo, fra l’altro, il direttore di Ragusa il più pagato fra i colleghi della regione.
Unica soluzione le dimissioni, proposte da Ragusa per Cosentini, al quale viene addebitata anche attività politica, segnatamente quella di traghettatore di Sicilia Futura nella provincia.
Come per incanto vengono fuori motivazioni di tipo politico elettorale che, forse, preoccupano non poco il Ragusa ormai privo dell’ala protettrice di un partito nazionale quale era l’UDC, ancorché alla deriva.
Ripromettendosi di non replicare ulteriormente, Cosentini ricorda che i Consorzi, come dovrebbe ben sapere Orazio Ragusa, sono amministrati da commissari straordinari, legali rappresentanti degli enti consortili, di nomina governativa, cioè di nomina e scelta degli assessori regionali all’agricoltura che si sono succeduti nel tempo. Fior fiore di dirigenti regionali, anche tanti amici dell’on. Ragusa, che hanno fatto gran carriera in Regione (molti sono divenuti direttori generali, assessori regionali, anche all’agricoltura), hanno amministrato il Consorzio di Ragusa e hanno riconosciuto a lui stesso ed ai suoi dirigenti, con atti e non con parole, professionalità, competenza, onestà e ruolo guida per gli altri consorzi siciliani.
Per Cosentini, che invita l’onorevole a rassegnarsi, la iattura dei consorzi di bonifica è da ricercare proprio nella politica regionale che con deputati come lui non ha saputo affrontare la tematica degli stessi ed ha aspettato alla finestra il tracollo di questi enti e le ripercussioni sulla proprietà privata e sull’agricoltura.
Oggi se ne devono assumere in pieno la responsabilità e non giocare come i bambini allo scaricabarile.
Relativamente all’impegno politico è quello stesso che ha permesso al parlamentare di fruire dei voti di lista necessari per diventare deputato regionale, per quanto riguarda le dimissioni non si esime dal dare dell’ignorante a Ragusa, essendo vincitore di un concorso pubblico per titoli ed esami e non incaricato politicamente, invitandolo, casomai, al sacrificio comune, ognuno dal suo posto di direttore e di deputato.
La vena comunicativa di Orazio Ragusa non si esaurisce e, di ritorno da Palermo, erudisce le folle di potenziali elettori con l’aggiornamento sui benefici per la provincia, destinati dalla Regione: 4,9 milioni di euro per la copertura degli stipendi dei dipendenti della provincia, fondi per il trasporto alunni disabili, per la manutenzione delle strade locali, fondi per gli stipendi del Corfilac e lo studio per prorogare di altri 10 anni la vita del Consorzio di ricerca.
Questo, Ragusa appurava in commissione bilancio, mentre nella sua commissione attività produttive acquisiva contezza che il coleottero che infesta il carrubo sarà contenuto e monitorato, con un apposito piano mostrato ai portatori di interesse della filiera del carrubo. In aula, poi, Ragusa tornava sulla questione Consorzio di Bonifica e richiedeva interventi atti a tutelare gli agricoltori, oltre ad evidenziare che i dipendenti. da sei mesi, non percepiscono stipendi, senza però citare le colpe presunte del Direttore Generale Cosentini, aspetto quanto mai strano e che ha destato non poche perplessità, trovandosi l’on.le Ragusa nella sede politica adatta per denunciare quanto eccepito nelle note.

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Nella querelle non si era intromesso l’on.le Dipasquale, riferimento politico di Cosentini, che aveva preferito glissare sulla questione consorzio, limitandosi a rilevare i rischi per il personale e a disquisire sui costi della bonifica, dichiarando di non riuscire ad appassionarsi alla polemica sterile sui Consorzi di Bonifica, auspicando concreti interventi del governo regionale per la riforma dei Consorzi di Bonifica e per i problemi ad essi connessi
Quando però Ragusa ha fatto capire che era di casa in commissione bilancio, della quale Dipasquale è vicepresidente, il parlamentare ragusano non è riuscito a trattenersi ed è intervenuto sarcasticamente sul presunto intervento risolutore di Ragusa per i problemi della provincia. 
Nella seduta di commissione dove, a detta di Dipasquale, l’on.le Ragusa sarebbe stato solo un imboscato, non si sarebbe fatto altro che ratificare quanto era stato già annunciato, più volte, nelle settimane precedenti, a proposito di Liberi Conosrzi, Corfilac, coleottero del carrubo e virosi delle zucchine.
Dipasquale dice: ”Bene fa l’on. Ragusa a infiltrarsi nelle sedute della Commissione parlamentare per ascoltare le determinazioni che riguardano il suo, e mio, territorio. Ma mi sembra vergognoso il tentativo di vendere per propri risultati che appartengono ad altri.
Consiglio all’on. Ragusa di dedicare il suo tempo in modo più produttivo, pensando ai problemi che si devono ancora risolvere e non a quelli che sono già in procinto di essere risolti”, che come puntualizzazione fra colleghi parlamentari non è certo un dolce al caramello.

Ragusa replica che, con molta umiltà e impegno, cerca di svolgere al meglio il ruolo di deputato regionale per dare risposte alla collettività iblea, come del resto fa anche il collega che arriva ad intervenire sul caso Bonino Pulejo-Busacca di Scicli che Ragusa e una parlamentare della sua città seguono pedissequamente da due anni. “Nessuno, mi pare, ha detto niente reclamando meriti o quant’altro. Quello che ci interessa è soltanto che i problemi si risolvano. Se due deputati operano per il meglio nel contesto di uno stesso territorio credo che ciò possa rappresentare soltanto un valore aggiunto. Per il bene della nostra comunità”.

Con toni ancora più morbidi, Dipasquale controreplica: “Nessuna difficoltà a lavorare insieme per risolvere ciò che va risolto, ma cercare di accaparrarsi il risultato del lavoro altrui io non l’ho mai fatto e non penso sia giusto che lo faccia lui”.
“Voglio dire all’on. Ragusa, dunque – conclude Dipasquale – lavoriamo insieme per risolvere i problemi del nostro territorio, ma senza mortificare l’impegno degli altri”.

Questa è la storia delle punzecchiature di novembre fra politici della provincia che, evidentemente, hanno tempo per trastullarsi in questo modo, peccato che queste storielle che, in qualche passaggio, suscitano il sorriso per i toni sarcastici, non vengano fuori in estate, perché sarebbero ideali da leggere sotto l’ombrellone.

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