La questione linee blu, complessa per i suoi diversi aspetti, presta il fianco a interpretazioni e a valutazioni che possono essere giudicate come poco, o per nulla, oggettive, come ha fatto rilevare anche il consigliere D’Asta che ritiene alcune considerazioni del tutto prive dei contenuti reali della vicenda.
Il consigliere se ne occupa come Presidente della Commissione Trasparenza, in ordine ai passaggi procedurali per l’affidamento della gara e per il rispetto dei termini del capitolato, e non è questa la sede per disquisire dei contenuti della commissione, le cui sedute, peraltro sono riprese in diretta streaming e possono essere riviste anche per un sereno giudizio sui contenuti
D’Asta si occupa della questione ‘linee blu’ anche come difensore delle mamme in quanto detentrici del pass rosa, le cui restrizioni relative del servizio non sono condivise dal consigliere che ne vorrebbe allargare le agevolazioni estendendole dalla mamma in attesa, ai bambini fino a due anni, anche in compagnia del papà.
Da ultimo, il consigliere considera l’aumento degli stalli di sosta a pagamento, previsto da accordi non sottoscritti dall’attuale amministrazione, un disincentivo a frequentare il centro storico.
Se ci è consentito, vorremmo, in termini oggettivi e non soggettivi, dissentire dall’asserzione di D’Asta che su strisce blu e pass rosa siamo al disastro totale.
Il disastro c’è ed è provocato, per la seconda sindacatura, da opposizioni strumentali che, in maniera fuorviante, vogliono far capire di parlare a nome della città, senza specificare quanti cittadini sono rappresentati oltre al mezzo migliaio di voti raccolti, nel caso di D’Asta, alle elezioni.
Perchè un Sindaco e una Giunta si devono fare condizionare da un manipolo di oppositori, pur godendo della maggioranza in consiglio comunale che ha raccolto un numero di voti tale da assumere il controllo del consiglio comunale?
Sono questi dato oggettivi o soggettivi?
L’appalto delle linee blu è stato aggiudicato a marzo, anche allora D’Asta era consigliere comunale, fino a giugno la ditta non ha ottemperato a diversi obblighi contrattuali, in Commissione Trasparenza è uscita fuori, addirittura, la notizia che la ditta sarebbe stata invitata a soprassedere sulla discussione dei vincoli contrattuali stante il periodo elettorale, D’Asta non ha detto nulla sulla questione linee blu né da consigliere della passata consiliatura, né da consigliere di quella nuova, né tantomeno ne ha parlato in campagna elettorale, forse perché avrebbe messo a rischio i posti di lavoro degli ausiliari del traffico.
Perché ne parla solo ora ?
Sono questi dato oggettivi o soggettivi?
Se D’Asta ritiene che la strategia adottata dall’attuale amministrazione vada contro gli interessi della città e dei cittadini, perché non presenta formale denuncia per il mancato rispetto dei termini contrattuali ?
Perché considera un ulteriore balzello il fatto che sarebbero aumentati gli stalli di sosta a pagamento ?
E’ certo che si sarebbe potuto evitare di aumentare il numero degli stalli blu ? Perchè non lo dimostra ?
La risposta migliore la danno i cittadini che lasciano vuoti i nuovi stalli di sosta, come del resto lo sono in altre zone centrali della città, soprattutto nelle ore pomeridiane.
Ma non abbiamo mai sentito consiglieri comunali scagliarsi contro la scelta di adottare i parcheggi a pagamento, sappiamo solo di voci che vorrebbero, piuttosto, qualche consigliere impegnato a ‘raccomandare’ questa o quella assunzione, quanto meno in passato.
D’Asta fa poi confusione fra gli stalli blu del vecchio appalto e quelli concessi alla SISOSTA per favorire il parcheggio all’interno dei pluripiano gestiti.
Ci vorrebbe un minimo di onestà intellettuale per ammettere che quello delle linee blu tradizionali è un appalto definito, anche nell’ aggiudicazione, dalla vecchia amministrazione, per il quale è difficile la risoluzione, senza incorrere in un contenzioso dagli esiti incerti per le casse comunali.
Gli stalli dovuti alla SISosta sono quelli definiti in occasione degli accordi per la costruzione del parcheggio di piazza Poste, accordi stabiliti dal leader (o ex leader) politico di D’Asta, l’on.le Dipasquale, il quale potrebbe spiegare al suo allievo ( o ex allievo) quali sono i termini di quegli accordi che non stiamo qua a giudicare se positivi o negativi per la città.
La Giunta Cassì si ritrova ad assolvere ad obblighi contrattuali come non hanno fatto, in precedenza, altri amministratori e come hanno ignorato i consiglieri comunali che hanno assistito, silenziosi, a questo mancato rispetto degli accordi.
Sono questi dato oggettivi o soggettivi?
Quanto alle presenze in centro storico, questa delle linee blu è l’ennesima favoletta sulle motivazioni del perché la gente diserta una zona sempre più disabitata, sempre meno sicura, sempre più teatro di spacciatori, di ubriachi, di protagonisti di liti e di risse, svuotata di attività commerciali per la crisi generale del comparto che non è solo di Ragusa, sempre meno abitata per un centro storico ingessato da norme assurde contro cui pochi si scagliano.
Chi vorrebbe recarsi in centro storico non sarà, di certo distolto dal ticket, piuttosto a lamentarsi saranno quanti, ancora al giorno d’oggi, pretendono di lasciare l’auto al mattino presto e riprenderla alla fine dell’orario di lavoro, intasando i parcheggi e rendendo impossibile la fermata per quanti vogliono fermarsi per fare colazione o prendere un caffè o un aperitivo.
A questo punto, la confusione è tale, fra notizie imprecise, mancanza di onestà intellettuale, tentativi di strumentalizzare ogni decisione, possibili valutazioni soggettive e considerazioni di chi non conosce la legge, che questa delle linee blu, come la questione dei rifiuti o quella del centro storico sono amenità di una collettività serena, oggi oggetto di discussione in Commissione, domani di un tavolo di concertazione, domani ancora di un tavolo di servizio, domani l’altro di un tavolo di confronto, un vero e proprio spasso per ingannare il tempo, senza che si trovino amministratori decisi, come quelli di un tempo che operavano delle scelte e lasciavano ai posteri la valutazione degli esiti, oltre che agli elettori alla fine del mandato.
