La questione ‘volontari’ per i servizi comunali sfugge di mano al Sindaco Cassì

Si preannunciava come una conferenza stampa del Sindaco attesa e importante, e tale si è rivelata dalla presenza numerosa dei giornalisti.
Si attendeva la replica alla denuncia del segretario e dei consiglieri del Partito Democratico sul lavoro dei volontari utilizzati per alcuni servizi del Comune, segnatamente per gli impianti sporti e i siti culturali.
La convocazione recitava dell’esigenza di fare chiarezza sulle polemiche per l’ausilio di personale volontario, e l’incontro con i giornalisti, dalle parole del sindaco, dava, in un primo momento, l’impressione che chiarificatore potesse rivelarsi.
Cassì sottolineava il clima da campagna elettorale, ma ha rifiutato ogni ipotesi di gente dedita al malaffare amministrativo: è tutto frutto di una campagna mediatica aggressiva, fatta di numerose richieste di accesso agli atti e di una massiccia azione di denuncia, all’Ispettorato del Lavoro e all’Assessorato regionale agli Enti Locali, dai quali il sindaco attende con ansia gli esiti.
Esiti attesi anche da tutto l’apparato burocratico del Comune, dai dirigenti ai funzionari, finora oggetto, tutti, di valutazioni esterne positive che hanno, in più occasioni attestato la qualità degli standard amministrativi.
Secondo il primo cittadino, questa palese spinta alla denigrazione farà la stessa fine avuta in altre occasioni.
La norma che consente a organismi del terzo settore di avvalersi di volontari che si mettono a disposizione per eventi occasionali, servizi in siti culturali e impianti sportivi, è disciplinata e risale al 2017 ed applicata da molti enti territoriali.
Si tratta – ha precisato Cassì – di prestazioni di supporto, di collaborazione che non prevede retribuzione ma solo rimborsi spese.
Al Castello di Donnafugata opera una società, ANAS, che si avvale di 30 volontari, altri 20 sono utilizzati per altri servizi, sempre per il Comune di Ragusa.
Tutto è rendicontato e registrato, circa le attività espletate: il sindaco ha fornito, per fare un esempio, i dati relativi al mese di dicembre 2025, periodo in cui 20 volontari hanno lavorato per 1.528 ore, per 26 giorni, con una media giornaliera di 2,8 ore, dicendosi disponibile, in ogni caso, se si è andati oltre i limiti consentiti, a d adottare consequenziali provvedimenti.
Il Sindaco ha fatto poi scivolare il suo intervento sul fallito tentativo di andare ad un Partenariato Speciale Pubblico Privato per i siti culturali, in adesione al programma elettorale, iniziativa prevista anche nei programmi di altri candidati.
Al riguardo ha espresso sorpresa sul fatto che la Procura abbia aperto un fascicolo, dando incarico alla Guardia di Finanza per accertamenti dei quali non riesce a intuire quale possano essere le ipotesi, non riesce a capire di cosa possa essere accusato.
Cassì, altresì, si dice sorpreso di quanto poco è apprezzato il grande lavoro fatto per il Castello, si meraviglia di come la struttura possa essere considerato un asset negativo, dopo l’aumento del 13% di presenze, nel 2025, rispetto al 2024, con 122.000 paganti, e incassi lievitati del 17%, per 672.000 euro, tutte performance con elevate probabilità di crescita ulteriore.
Ancora soffermandosi sul PSPP sfumato, ha tenuto a sottolineare che tutti i passaggi dei rapporti avuti con la proponente sono stati verbalizzati e che non è stato adeguatamente evidenziato l’impatto che avrebbe avuto sui livelli occupazionali, soffermandosi, piuttosto, sull’esiguità del canone.
A questo punto si era legittimati a chiedersi se fossero state azzardate le valutazioni in materia del Partito Democratico, ancorché supportate da documentazione che non era stata resa nota alla stampa, confidando nelle affermazioni decise del primo cittadino.
Non restava altro che attendere i responsi delle autorità chiamate in causa.

Prima della fine della conferenza stampa, l’intervento del giornalista di Repubblica sconvolgeva ogni ipotesi di valutazione fatta prima.
Giorgio Caruso mostrava la documentazione in suo possesso, verosimilmente la stessa dichiarata dal segretario del Partito Democratico, in conferenza stampa, fra cui i bandi e la relazione/rendicontazione del mese di dicembre della società appaltante i servizi.
I dati relativi al Castello erano in linea con quanto detto dal sindaco, Caruso evidenziava anche altre 1082 ore per gli impianti sportivi e 600 per il Museo di via San Vito.
Sottolineava come alcuni volontari avessero ‘lavorato’ per 32, 30, 48 ore, alcuni presenti di lunedì, negli impianti sportivi, dalle ore 18.30 alle 22.30, altri presenti di domenica, dalle ore 8 alle ore 13, altri di domenica pomeriggio, dalle ore 13 alle ore 20.
L’Associazione paga 37 ore per volontario, a 150 euro, ma emerge dalle testimonianze di alcuni volontari che gli stessi sono spinti a procurare scontrini, per avere altri ‘rimborsi’ che compensano le ore ulteriori di presenza.
Si trova riscontro nel rendiconto al Comune dell’Azienda, con le copie degli scontrini, da dove emerge che, per esempio, un nominativo ha percepito 150 euro ma ha avuto anche, nel mese, rimborsi per 358 euro, con scontrini dove sono registrati pomodori, olive, finocchi, carote, pesce, ragù, il tutto confermato da alcuni volontari che, naturalmente, preferiscono rimanere anonimi.

Evidente che si arrotonda, con scontrini fittizi, procurati nei supermercati. Nel mese di agosto, risulta che un volontario ha percepito 1.200 euro, con 300 ore di ‘lavoro’, nel 2023, mancando un dipendente comunale, due volontari hanno gestito l’impianto di via delle Sirene.
L’ANAS avrebbe altresì aumentato i compensi nelle giornate iperfestive, da 4 a 8 euro.
Come meglio specificato nell’articolo su Repubblica Palermo, lo stesso Caruso sottolinea altre incongruenze, turni fino a 179 ore al mese, registri con orari giornalieri, turni ben definiti, più vicini ad un lavoro organizzato che ad una attività di volontariato.
Il giornalista di Repubblica, chiedendo al primo cittadino se considerasse questi casi come volontariato, sottolineava che le rendicontazioni protocollate sono vidimate da funzionari degli uffici comunali preposti, dei quali ha letto anche i nomi.
Il sindaco, con malcelato imbarazzo, ha scaricato le responsabilità della gestione operativa sull’associazione, assicurando che il Comune vigila attraverso gli uffici, se si dovessero riscontrare delle irregolarità o anomalie, saranno adottati i provvedimenti necessari, ma non ha potuto negare quanto esposto, addossandosi comunque la responsabilità politica di quanto accaduto.

In pratica, sulla vicenda, in conferenza stampa non ha fatto chiarezza il Sindaco ma il giornalista di Repubblica, con tanto di documentazione su quello che ha rilevato, restano sul tappeto le questioni del bando prima sospeso e poi bloccato, dal 28 febbraio il vecchio bando è scaduto, al momento si supplisce ai servizi con lo spostamento di alcuni dipendenti comunali.

Al netto degli esiti delle denunce presentate e dell’eventuale intervento della Procura che, a questo punto, pare inevitabile, secondo autorevoli pareri di legali, ci sono tutta una serie di responsabilità da accertare, attraverso una catena che parte, in ogni caso dai volontari, conniventi di questo sistema, passa inevitabilmente dall’associazione appaltante i servizi e dai dirigenti e funzionari che hanno vidimato le carte citate. In capo a tutto il sindaco, anche nella qualità di assessore delegato al settore che, comunque, da quanto emerso, esce piuttosto malconcio per tutto quanto rilevato.

Momento particolarmente delicato per il Comune, e per gli amministratori, qualcuno intravede addirittura la possibilità, in caso di conferma delle gravi irregolarità rilevate, di possibili opportune dimissioni del primo cittadino.
Per la cronaca, in conferenza stampa, accanto al Sindaco il Presidente del Consiglio, Ilardo, gli assessori Pasta e Digrandi, e la capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Mezzasalma.
Mancavano, guarda caso, i cortigiani, assessori e consiglieri, solitamente sempre presenti accanto al sindaco.
Precauzioni, non si sa mai, meglio non metterci la faccia.

Ultimi Articoli