La seduta ispettiva del Consiglio comunale allunga la lista di attesa dei problemi della città, mentre manca la relazione annuale del Sindaco sullo stato di attuazione del programma

Dalla seduta ispettiva del Consiglio comunale di Ragusa, di lunedì 7 ottobre 2024, emerge una realtà, dopo un anno e tre mesi del Cassì 2 e a 7 anni dal primo mandato dell’attuale sindaco, di una città che, per molti indicatori è florida, ricca e senza grosse criticità, ma fondamentalmente in letargo, non in grado di affrontare questioni emergenti la cui soluzione rilancerebbe l’immagine e lo sviluppo in maniera adeguata ai tempi.
I problemi veri della città, le emergenze, sono in lista di attesa, ormai da anni, e si cincischia con fatue questioni di opposizione strumentale, ostruzionistica, non determinanti per imporre la voce delle minoranze, in ogni caso difficile da affermare per i numeri che non hanno peso.
Il letargo è dimostrato dalla mancata presentazione della relazione annuale da parte del sindaco che dovrebbe avere tutto l’entusiasmo di presentare i risultati del suo primo anno di attività.
Invece, dopo tre mesi dal termine previsto, ci dice che la relazione è quasi pronta, è in via di definizione.
Chi scrive, aveva segnalato, nel corso del settimanale spazio di MAL COMUNE sulla emittente televisiva TeleIblea, la mancanza della relazione annuale, in aula il consigliere Podimani, del Partito Democratico, ha sottolineato il ritardo facendo anche riferimento ad una circolare dell’Assessorato agli Enti Locali della Regione Siciliana, Ufficio attività di vigilanza e controllo Ufficio Ispettivo, nella quale si sottolinea come una legge del 31 gennaio del 2024 ha regolato, anche per le previsioni sanzionatorie, la disposizione relativa alla ‘Relazione allo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta’ che deve essere prodotta, dal sindaco, ogni 12 mesi, dall’insediamento.
Per il resto la seduta ispettiva è stata caratterizzata dagli interventi per il caso Caruso di cui ci siamo occupati in altra parte del giornale.
Interventi, per buona parte sarcastici, al limite della provocazione, come quello del consigliere Firrincieli che ha chiesto una breve pausa per riprendersi dallo sconcerto.
Delusione espressa da La Porta per la mancanza di risposte da parte del Presidente del Consiglio, episodio triste definito da Chiavola, importante dal punto di vista politico, secondo il capogruppo PD Calabrese che attenderebbe sempre chiarimenti, che non arrivano, sulla condizione della maggioranza.
Il capogruppo della lista Cassì sindaco, potremmo definirlo il capogruppo del cerchio magico di Cassì, ha filosofeggiato sull’intervento della collega Caruso, senza, purtroppo, far valere le sue competenze professionali di Segretario Comunale, senza dirci se le pretese della vicepresidente sono legittime o meno, soprattutto a proposito dell’Ufficio di Presidenza, segnalando un cambio di atteggiamento nei confronti dei compagni di cordata della maggioranza, chiedendo a lei, ma non al Presidente, di avere un ruolo superpartes, rimarcando come la vicepresidente avrebbe avuto, in qualche caso, un atteggiamento lontano dal rispetto istituzionale dovuto all’aula e concludendo come, pensando di esprimersi anche a nome dei compagni di gruppo, si sente più tutelato dalla presenza del Presidente del Consiglio comunale.
Dall’intervento del consigliere Firrincieli sono emersi i contenuti, assai importanti, di una conferenza dei capigruppo, dove si è parlato della riammissione degli incompatibili in Consiglio per l’esame delle osservazioni al piano regolatore e del piano nuovo per la raccolta dei rifiuti che non dovrebbe passare dal consiglio comunale.
Per entrambe le questioni si sta interessando il Segretario Generale, chiamato a rispondere agli interrogativi in merito.
Si tratta di problematiche importanti per la città, sulle quali l’amministrazione lavora nel più assoluto riserbo, da mesi, inconcepibilmente, per le osservazioni al PRG si tenta palesemente di riammettere gli incompatibili per avere mani libere negli aggiustamenti allo strumento urbanistico, per il piano dei rifiuti si tenta di avere le mani libere per scelte per le quali non si vuole coinvolgere il consiglio e quindi la città, l’utenza.
Se è comprensibile e di comodo il silenzio degli amministratori, è inconcepibile quello dei capigruppo che dovrebbero portare a conoscenza della città, dei cittadini che li hanno eletti, le questioni, ove riscontrassero, come pare sia avvenuto, comportamenti poco opportuni, dal punto di vista politico, degli amministratori.
A tenere banco ancora la questione sul Progetto di Partenariato Speciale Pubblico Privato per la gestione del Castello di Donnafugata, anche per l’arrivo di riscontri alle interrogazioni e alle richieste di accesso agli atti, ma anche su questo i consiglieri di opposizione considerano le questioni alla stregua di questioni condominiali, senza portare a conoscenza, con dovizia di particolari, gli esiti dell’attività ispettiva.
Azione blanda che fa salire in cattedra, addirittura, assessori non competenti al ramo, come Massari e Giuffrida, il primo che irride i consiglieri mostrando, dopo il suo intervento, di aver tratto lo stesso dai contenuti del programma elettorale della coalizione progressista riformista, di riferimento dei consiglieri istanti.
IL sindaco si è profuso nella difesa delle strategie che si vogliono perseguire per la gestione del Castello, facendo intravedere un prevedibile esito della gara, appunto per la difesa accorata della proposta ricevuta, concludendo con una considerazione di carattere generale, secondo la quale, fino a quando non arriveranno rilievi ufficiali delle autorità chiamate in causa, ripetutamente, dai consiglieri di minoranza, l’operato dell’amministrazione sarà da considerare del tutto legittimo, regolare e allineato alle normative, in contrapposizione alle illazioni e alle eccezioni prodotte inutilmente dalle opposizioni e per le quali lo stesso primo cittadino incita, provocatoriamente, a continuare sulla stessa linea.
Per il resto la solita retorica sul centro storico, sullo spopolamento residenziale, sugli eventi, sullo sfondo di una squadra di alleati e di assessori silenti sulle problematiche emergenti della città.
Non si parla di metroferrovia che svanisce sempre di più, non si chiede dello stato di avanzamento dei lavori per il Teatro, per i Canalotti di Punta Braccetto, per la Vallata Santa Domenica, per Villa Moltisanti, per il Palazzo della Cancelleria, non si parla di nuovo capitolato per la raccolta dei rifiuti, né per quello del verde pubblico, non si accenna per nulla al parcheggio pluripiano di Ibla, non si chiede che fine abbiano fatto l’ex macello di Ibla e la club house dell’impianto sportivo di via delle Sirene a Marina di Ragusa, quali gli esiti delle politiche di mobilità sostenibile, quali quelli delle politiche turistiche, non si chiede del reparto di neurologia e della stroke unit a Ragusa, non si chiede dell’abbattimento del resort abusivo di Passo Marinaro e degli interventi per il degrado nelle contrade del litorale, per cui c’è il silenzio connivente dell’assessore competente, non si chiede che fine ha fatto il restauro della statua dei picialuori (si evita di disturbare il conducente da parte di chi, una volta, gridava allo scandalo per l’abbandono della stessa), non si hanno notizie dell’acquisizione di Villa Ottaviano a Marina di Ragusa.
Molti sembrano problemi che non riguardano la città.

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